L’intelligenza Artificiale del Veneto è oggi una realtà concreta nel tessuto produttivo del NordEst, ma ancora lontana da una piena integrazione strategica. Secondo un’indagine condotta da Fòrema su oltre 300 imprese tra Padova, Treviso e Vicenza, l’adozione dell’AI è in crescita, ma resta prevalentemente individuale e poco strutturata. L’Intelligenza Artificiale in Veneto emerge quindi come una leva già attiva, ma non ancora governata in modo sistemico.
La survey, realizzata tra ottobre 2025 e febbraio 2026, evidenzia come il fenomeno sia particolarmente diffuso nelle PMI, che rappresentano oltre il 40% del campione. Padova guida la partecipazione con il 47,9% delle aziende coinvolte, seguita da Treviso (24,5%) e Vicenza (10,6%). Il settore metalmeccanico domina (37,2%), confermando la centralità manifatturiera del territorio.
AI nelle imprese: utilizzo operativo ma integrazione limitata
Nel contesto dell’Intelligenza Artificiale, in Veneto le aziende utilizzano già strumenti avanzati per diverse attività. Il 64,9% impiega l’AI per la creazione di contenuti e materiali di comunicazione, mentre il 62,8% la utilizza per scrivere email, documenti e presentazioni. Anche l’analisi dei dati e il supporto decisionale registrano un buon livello di adozione (48,9%).
Tuttavia, il vero nodo resta l’automazione strutturale: solo il 18,1% delle imprese utilizza l’AI per ottimizzare processi ripetitivi e core. Questo dato evidenzia un gap significativo tra sperimentazione e integrazione profonda nei modelli organizzativi.
Strategia AI: il vero punto debole delle aziende venete
Uno degli aspetti più critici dell’Intelligenza Artificiale del Veneto riguarda la governance. Solo il 14,9% delle imprese ha definito una strategia aziendale per l’adozione dell’AI, mentre l’85,1% ne è ancora privo. Anche sul fronte delle policy interne, l’86,2% delle aziende non ha linee guida specifiche.
Inoltre, il 60,6% non ha fornito indicazioni operative ai dipendenti e appena il 17% ha condiviso esempi pratici di utilizzo. Questo scenario conferma una gestione ancora frammentata e non coordinata della trasformazione digitale.
Competenze AI: il 90% dei lavoratori è impreparato
Sul piano delle competenze, i dati sono ancora più critici. Oltre il 90% dei lavoratori dichiara un livello nullo o base di conoscenza dell’AI. Solo circa la metà delle imprese dispone di un reparto ICT strutturato o di competenze in data science.
Un ulteriore segnale di debolezza riguarda la consapevolezza: il 55,3% degli intervistati non è in grado di distinguere un contenuto generato dall’AI rispetto a uno umano. Questo evidenzia la necessità urgente di investire in formazione e cultura digitale.
Produttività e AI: forte domanda di efficienza
Nonostante le criticità, le imprese riconoscono chiaramente il valore dell’AI. Il 71,3% attribuisce massima utilità a sistemi capaci di automatizzare attività a basso valore aggiunto. L’obiettivo è liberare risorse per decisioni strategiche e attività ad alto impatto.
Le principali aree di sviluppo individuate includono:
- produzione
- manutenzione
- logistica
- gestione documentale
- pianificazione operativa
- risorse umane
Questi ambiti rappresentano le future direttrici di crescita dell’Intelligenza Artificiale del Veneto.
Il ruolo strategico della governance digitale
Secondo gli esperti, la sfida non è più tecnologica ma organizzativa. Serve una visione chiara, una governance efficace e un investimento strutturato nelle competenze. Il rischio, altrimenti, è una polarizzazione dell’innovazione: alcune aziende avanzano rapidamente, mentre altre restano indietro.
Per un territorio a forte vocazione manifatturiera ed export come il Veneto, l’AI può diventare un vantaggio competitivo decisivo solo se integrata nei processi di filiera e supportata da un’azione coordinata.
Formazione e innovazione: il ruolo di Fòrema
Fòrema si conferma un attore chiave nel supporto alla transizione digitale delle imprese. La società di formazione di Confindustria Veneto Est offre servizi su sicurezza, sviluppo manageriale, smart factory e competenze trasversali.
Nel 2025 ha registrato 9,5 milioni di euro di fatturato (+11,6%) e coinvolto 30.000 persone in 45.000 ore di formazione. Ha inoltre facilitato l’accesso a oltre 32 milioni di euro in crediti d’imposta e ottenuto più di 3 milioni di euro di fondi europei.















