Archivio Storico Biennale, un nuovo polo per la ricerca sulle arti contemporanee
L’Archivio Storico della Biennale apre una nuova fase della propria storia con l’inaugurazione della nuova sede all’Arsenale di Venezia. L’Archivio Storico – Centro Internazionale della Ricerca sulle Arti Contemporanee della Biennale di Venezia torna così nel cuore della città storica, dopo gli anni trascorsi in terraferma presso il Vega – Parco Scientifico Tecnologico di Marghera.
La presentazione ufficiale della struttura si è svolta alla presenza del presidente della Biennale di Venezia, Pietrangelo Buttafuoco, degli ex presidenti Paolo Baratta e Roberto Cicutto, della responsabile dell’archivio Debora Rossi e del nuovo sindaco di Venezia Simone Venturini. L’evento ha rappresentato un momento significativo per una delle istituzioni culturali più importanti del panorama italiano e internazionale.
Nuova sede all’Arsenale per l’Archivio Storico della Biennale
La nuova sede dell’Archivio trova spazio in un complesso di edifici storici situati accanto alle Corderie dell’Arsenale. L’intervento ha interessato una superficie complessiva di circa 8.000 metri quadrati, restituendo alla città uno spazio destinato alla conservazione, alla ricerca e alla valorizzazione del patrimonio documentale della Biennale.
I lavori sono stati avviati nel marzo del 2024 e si sono conclusi rispettando il cronoprogramma previsto. L’investimento complessivo ha superato i 38 milioni di euro, grazie ai finanziamenti messi a disposizione dal Ministero della Cultura. In particolare, 20 milioni di euro sono stati stanziati attraverso il programma “Grandi Progetti Beni Culturali”, mentre ulteriori 18 milioni sono arrivati dai fondi del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (Pnrr).
L’operazione rappresenta un importante intervento di recupero e valorizzazione del patrimonio architettonico veneziano, oltre a rafforzare il ruolo dell’Arsenale come centro nevralgico delle attività culturali della Biennale.
Il Centro Internazionale della Ricerca sulle Arti Contemporanee
All’interno di questo percorso di sviluppo si inserisce il Centro Internazionale della Ricerca sulle Arti Contemporanee, nato nel 2021 con l’obiettivo di favorire collaborazioni, relazioni e progetti condivisi tra studenti, studiosi, istituzioni culturali ed enti di ricerca nazionali e internazionali.
I materiali custoditi nell’archivio costituiscono una risorsa fondamentale per la produzione di nuove conoscenze e attività di ricerca. La documentazione conservata permette infatti di sviluppare studi, sperimentazioni e nuove produzioni artistiche, offrendo ai direttori artistici dei diversi settori della Biennale l’opportunità di confrontarsi con un patrimonio unico e di ideare percorsi espositivi e progetti speciali basati sulle fonti archivistiche.
La nuova struttura nasce dunque non soltanto come luogo di conservazione della memoria, ma anche come laboratorio permanente dedicato all’innovazione culturale e alla crescita della ricerca contemporanea.
Le parole di Pietrangelo Buttafuoco
Durante la cerimonia inaugurale, il presidente della Biennale di Venezia, Pietrangelo Buttafuoco, ha sottolineato il valore culturale e simbolico dell’archivio. Secondo il presidente, il significato più autentico dell’archivio si manifesta nel gesto semplice di prendere in mano un documento, che grazie alla struttura e al ruolo produttivo della Biennale si trasforma in un vero e proprio fatto d’arte.
Una riflessione che evidenzia il ruolo centrale della documentazione storica nel processo creativo e nella costruzione della memoria culturale contemporanea.
Performance, incontri e apertura al pubblico
Per celebrare l’apertura della nuova sede, i direttori artistici dei diversi settori della Biennale hanno ideato un programma speciale articolato in tre giornate. Il calendario prevede performance dedicate al teatro, alla danza e all’arte contemporanea, una lecture dedicata all’architettura, una conversazione sul cinema e un concerto.
Il 3 giugno gli spazi saranno inoltre aperti alle visite del pubblico, offrendo ai visitatori l’opportunità di conoscere da vicino il nuovo centro e il suo patrimonio documentale.















