
“Il questore – ha spiegato – mi ha assicurato nuovi e più intensi controlli interforze in centro e nelle zone calde, come i giardini di Sant’Andrea. La sicurezza di cittadini e commercianti è certamente prioritaria. La videosorveglianza in città è stata potenziata e siamo pronti a incontrare il gruppo dei commercianti del centro storico che hanno già dato la loro disponibilità a dare avvio a un modello di sicurezza partecipata, innovativo e radicato sul territorio”.
Rassicurazioni ai cittadini da un lato e polemiche, in particolare con Luca Zaia, dall’altro. “L’escalation di crimini nel capoluogo della Marca – aveva commentato il governatore veneto – sembra non conoscere fine, ed è arrivata nel cuore della città, con una sfrontatezza che merita soltanto la tolleranza zero. Ci sarebbe però bisogno di uomini e mezzi che il Governo lesina, addirittura tagliando dove invece dovrebbe investire. Che commercianti e cittadini debbano affidarsi per difendersi ai cosiddetti controlli di vicinato, cioè ad una sorta di volontariato per la sicurezza, è un sonoro schiaffo allo Stato arrendevole e oramai arreso e di un Governo sempre più distratto e lontano dalle vere priorità della gente”.
“Stupiscono – continua Grigoletto – le dichiarazioni della Regione. Oltre a molti proclami e comunicati stampa i veneti e i trevigiani hanno visto poco. Basti pensare che per il 2015 la Regione ha i ridotto i fondi per la sicurezza da 23 milioni ad appena 60mila euro, cancellato la scuola regionale di polizia, ridotto i finanziamenti per l’acquisto di telecamere di sicurezza. E la legge regionale sulla polizia locale risale agli anni ’80: c’è bisogno di rivederla. Saremmo al contrario contenti se nella conferenza Stato-Regioni Zaia si attivasse per ottenere il potenziamento degli agenti delle forze dell’ordine. Che dice poi il Governatore di alcuni episodi malavitosi che sono accaduti e si verificano in molti degli altri 94 comuni della Provincia? Se ne dimentica perché governati dai suoi colleghi di partito leghisti?”.















