Aeroporto di Venezia, finanziamento BEI da 80 milioni per la decarbonizzazione dello scalo
L’Aeroporto di Venezia compie un nuovo passo verso la transizione ecologica grazie a un importante sostegno economico della Banca europea per gli investimenti (BEI). Il Marco Polo è infatti al centro di un finanziamento da 80 milioni di euro destinato a Milione S.p.A., la holding che controlla SAVE S.p.A., la società di gestione dello scalo veneziano. L’accordo è finalizzato a sostenere un ampio programma di investimenti per migliorare l’efficienza energetica, la sostenibilità ambientale e la resilienza operativa dell’aeroporto, senza prevedere alcun incremento della capacità aeroportuale.
L’intesa è stata sottoscritta a Roma da Jean Christophe Laloux, Direttore generale e responsabile delle operazioni di finanziamento e consulenza della BEI nell’Unione Europea, e da Giovanni Curtolo, Chief Financial Officer di Milione S.p.A. e di SAVE S.p.A.
Gli interventi previsti per rendere più sostenibile il Marco Polo
Il finanziamento sostiene un piano di investimenti che punta a rendere sempre più sostenibili le attività dello scalo veneziano attraverso l’elettrificazione delle operazioni aeroportuali, la digitalizzazione dei servizi e il rafforzamento della resilienza delle infrastrutture.
L’obiettivo dichiarato è accompagnare il percorso che dovrebbe portare il Marco Polo al raggiungimento delle zero emissioni entro il 2030 per quanto riguarda le attività aeroportuali. Il programma comprende la realizzazione di infrastrutture a basse emissioni, l’acquisto di veicoli elettrici, il potenziamento degli impianti dedicati alla produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili e il miglioramento dei sistemi informatici, inclusi quelli dedicati alla sicurezza informatica.
Tra gli interventi più significativi figurano anche l’installazione di circa 500 stazioni di ricarica per veicoli elettrici e l’acquisto di oltre 20 mezzi a zero emissioni destinati alle operazioni aeroportuali. Il progetto prevede inoltre un miglioramento della gestione dei rifiuti e del trattamento delle acque di dilavamento, con l’obiettivo di ridurre l’impatto ambientale dello scalo e aumentare la capacità di risposta agli eventi climatici estremi.
Un aspetto evidenziato nel programma riguarda il fatto che gli investimenti non saranno destinati all’espansione della capacità aeroportuale, ma esclusivamente all’ammodernamento e alla sostenibilità delle infrastrutture esistenti.
Aeroporto di Venezia: mille posti di lavoro temporanei durante i lavori
L’investimento avrà ricadute positive anche sul fronte occupazionale. Durante la fase di realizzazione degli interventi sono infatti previsti circa 1.000 posti di lavoro temporanei, contribuendo a sostenere l’economia locale.
Nel 2025 l’aeroporto Marco Polo di Venezia ha registrato 11,8 milioni di passeggeri, confermandosi il terzo aeroporto intercontinentale italiano e uno dei principali hub del Polo aeroportuale del Nord-Est gestito dal Gruppo SAVE.
Le dichiarazioni di BEI e SAVE
Jean Christophe Laloux ha sottolineato come gli aeroporti siano oggi chiamati ad accelerare gli investimenti per ridurre concretamente la propria impronta ambientale e rafforzare la resilienza delle infrastrutture.
Secondo il rappresentante della BEI, il finanziamento sostiene un percorso di trasformazione che unisce efficienza energetica, decarbonizzazione e innovazione, contribuendo ad allineare il settore aeroportuale agli obiettivi climatici europei.
Giovanni Curtolo ha evidenziato come la sostenibilità rappresenti da tempo uno degli elementi centrali della strategia del Gruppo SAVE. L’attenzione agli aspetti ambientali assume un valore ancora maggiore considerando il delicato contesto lagunare nel quale opera l’aeroporto veneziano.
Il percorso delineato punta a raggiungere entro il 2030 l’obiettivo delle zero emissioni per le attività dello scalo, mantenendo al tempo stesso il ruolo dell’aeroporto come motore economico del territorio. Secondo i dati forniti dalla società, l’attività aeroportuale genera un’occupazione complessiva di circa 24.000 persone, considerando gli effetti diretti, indiretti e indotti, con un contributo al prodotto interno lordo stimato in circa 1,2 miliardi di euro.
Resta il tema dell’impatto climatico del trasporto aereo
Nonostante gli investimenti destinati a migliorare la sostenibilità delle infrastrutture aeroportuali, resta aperto il tema dell’impatto climatico del trasporto aereo. Il percorso verso la decarbonizzazione riguarda infatti le attività dello scalo e non elimina le emissioni prodotte dai voli, che continuano a rappresentare la componente più rilevante dell’impatto ambientale del settore.
Particolarmente elevata rimane l’incidenza delle emissioni generate dagli aeromobili rispetto ad altre modalità di trasporto, con differenze molto marcate rispetto al trasporto ferroviario e livelli ancora più elevati nel caso dei voli privati, che possono superare i 1.000 grammi di CO₂ per passeggero-chilometro.















