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Polizia stradale: a Treviso un deficit di 35 agenti

Polizia Stradale sotto pressione nella provincia di Treviso, dove la carenza di personale torna al centro del dibattito sulla sicurezza. La Polizia Stradale della Marca, considerando la sezione di Treviso, i distaccamenti di Castelfranco Veneto e Vittorio Veneto oltre alla sottosezione dell’autostrada A27, registra infatti un deficit di ben 35 unità. Una situazione che il sindacato Fsp definisce ormai insostenibile e che, secondo l’organizzazione sindacale, rischia di compromettere l’intero sistema della sicurezza sul territorio.

Il problema assume un peso ancora maggiore in una provincia che continua a essere tra le prime in Italia per numero di incidenti stradali, sia con feriti sia mortali. Dopo anni di progressiva diminuzione rispetto ai tragici dati registrati tra gli anni Novanta e Duemila, il 2026 rischia infatti di segnare un’inversione della tendenza, rendendo ancora più evidente la necessità di garantire un organico adeguato alle esigenze operative.

L’incidente di Falzè di Trevignano riaccende il dibattito

A riportare l’attenzione sulla situazione è stato il grave incidente avvenuto mercoledì 1 luglio a Falzè di Trevignano. Nello scontro sono rimaste coinvolte un’automobile con a bordo una famiglia composta da padre, madre e due figli e una pattuglia dei carabinieri diretta verso un altro intervento nel comune di Paese, dove un veicolo era finito in un fossato a causa del maltempo.

Secondo la ricostruzione, la vettura dell’Arma avrebbe invaso la corsia opposta dopo una sbandata, probabilmente favorita dall’asfalto reso particolarmente scivoloso dalla pioggia. Ad avere la peggio sono stati i due militari, con il capopattuglia, un carabiniere di 31 anni originario della provincia di Salerno, ancora ricoverato in prognosi riservata all’ospedale Ca’ Foncello di Treviso e con il rischio di conseguenze permanenti.

Poiché il sinistro coinvolgeva un mezzo dei carabinieri, i rilievi sono stati affidati alla Polizia Stradale, come previsto dalle procedure.

Il plauso del sindacato della Polizia stradale agli operatori intervenuti

Il segretario provinciale della Fsp, Willy Garbuio, ha espresso il proprio riconoscimento agli agenti intervenuti per effettuare i rilievi. Secondo il sindacato, diversi operatori hanno risposto alla chiamata pur essendo liberi dal servizio, tornando a indossare la divisa anche dopo avere già completato un turno di nove ore.

Gli agenti hanno svolto tutte le attività necessarie sotto una pioggia incessante, proseguendo gli accertamenti fino a tarda notte prima di fare rientro alle proprie abitazioni. Per questo motivo la Fsp auspica che il personale coinvolto riceva un adeguato riconoscimento per il senso del dovere dimostrato.

Nessuna pattuglia disponibile a Treviso, il primo intervento arrivato da Vicenza

L’episodio ha però evidenziato un’altra criticità segnalata dal sindacato. Garbuio ha infatti spiegato che la prima pattuglia arrivata sul luogo dell’incidente proveniva dalla Polizia Stradale di Vicenza, impegnata sulla Superstrada Pedemontana Veneta e costretta a modificare il proprio itinerario.

L’intervento è avvenuto dopo oltre novanta minuti e, secondo quanto denunciato dalla Fsp, in quel momento sull’intero territorio provinciale non era disponibile alcun altro equipaggio in grado di eseguire i rilievi previsti dalla legge. Una circostanza che, secondo il sindacato, dimostra concretamente gli effetti della cronica carenza di personale.

L’appello della Fsp alle istituzioni

Per il sindacato la riduzione degli organici comporta inevitabilmente un allungamento dei tempi di intervento e costringe gli operatori di tutte le forze di polizia ad assumersi responsabilità sempre maggiori pur di garantire un servizio efficace ai cittadini.

Garbuio ha ricordato come la dinamica dell’incidente richiami quella del 1998, quando due agenti della Polizia Stradale persero la vita mentre si stavano recando a rilevare un sinistro. Pur sottolineando che questa volta non si sono registrate vittime, il segretario provinciale ha ribadito che la situazione attuale espone quotidianamente gli operatori a rischi elevati.

La Federazione auspica quindi che non sia necessario attendere nuove tragedie prima di vedere interventi concreti e invita le istituzioni a rafforzare gli organici già con le prossime assegnazioni di personale.

Anche la politica interviene sul tema della sicurezza

Sulla vicenda è intervenuto anche il parlamentare Gianangelo Bof di Futuro Nazionale, che ha espresso vicinanza ai due militari coinvolti e alle loro famiglie.

Secondo il parlamentare, la priorità dovrebbe essere quella di aumentare il numero di agenti impegnati sul territorio piuttosto che introdurre nuovi reati. Un intervento che si inserisce nel dibattito aperto dopo l’incidente e che richiama l’attenzione sulla necessità di garantire risorse adeguate alle forze dell’ordine.

La vicenda di Falzè di Trevignano rappresenta così un nuovo campanello d’allarme. La carenza di personale denunciata dal sindacato non riguarda soltanto l’organizzazione del servizio, ma incide direttamente sulla tempestività degli interventi e sulla sicurezza degli operatori e dei cittadini. Per questo motivo la richiesta di potenziare la Polizia Stradale torna con forza al centro dell’attenzione, nella convinzione che un organico adeguato rappresenti uno degli strumenti fondamentali per garantire una risposta efficace alle emergenze sulle strade della provincia di Treviso.