Fortunatamente si trattava di un sms equivoco, percepito male dai parenti prima e poi dai carabinieri e soccorritori.

E’ successo ad Arcade quando un sessantenne ha inviato un messaggino sullo smartphone dalla nipote residente fuori provincia, un sms nel quale faceva presagire il gesto estremo del suicidio.

Allarmata, la giovane ragazza si è subito messa in contatto con il 118 di Treviso che in pochi minuti ha allertato carabinieri e vigili del fuoco.

Gli agenti ed i soccorritori si sono fiondati nella abitazione dell’uomo di Arcade senza però trovarlo in casa e provandolo a contattare telefonicamente constatavano che il cellulare era spento.

Dopo diverse ore e diverse ricerche in città, l’uomo è tornato a casa intorno alle 18,00 risolvendo così il mistero della sua presunta sparizione.

Alle autorità ha poi spiegato che non c’era nessuna effettiva intenzione nel togliersi la vita, ma aveva scritto quel messaggio in un momento di sconforto.

Ancora una volta le autorità hanno dimostrato di sapersi muoversi al meglio in casi come questo. Una vicenda simile è successa a Mestre il giorno di San Valentino, ne abbiamo parlato qualche giorno fa (QUI).

Matteo Venturini

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