Parco archeologico di Altino Infrastrutture in Veneto Archeologia preventiva Paesaggio veneto

Archeologia e sviluppo infrastrutturale si incontrano a Quarto d’Altino per affrontare una delle sfide più attuali del territorio veneto: conciliare la realizzazione delle grandi opere con la salvaguardia del patrimonio storico e paesaggistico. Giovedì 29 ottobre 2026, dalle 10 alle 17, il Parco archeologico di Altino ospiterà il convegno «Infrastrutture, Archeologia e Paesaggio», una giornata di confronto tra mondo accademico e istituzioni impegnate nella tutela dei beni culturali.

L’iniziativa nasce in un momento in cui la crescita delle infrastrutture in Veneto rende sempre più importante il dialogo tra chi progetta le trasformazioni territoriali e chi studia le testimonianze del passato. L’obiettivo è approfondire strumenti, metodologie ed esperienze operative capaci di integrare sviluppo e conservazione della memoria storica.

Archeologia e paesaggio: università e istituzioni a confronto ad Altino

Il convegno è curato dalle professoresse Annalisa Colombino, Martina Frank e Myriam Pilutti Namer. A promuovere l’appuntamento sono il Dipartimento di Economia dell’Università Ca’ Foscari Venezia e l’Osservatorio Regionale per il Paesaggio della Regione del Veneto, in stretta collaborazione con i Musei archeologici Nazionali di Venezia e della Laguna.

Al centro dell’incontro ci sarà il rapporto tra trasformazioni territoriali, ricerca scientifica e tutela del patrimonio culturale. In particolare, il programma metterà a confronto le esperienze delle Soprintendenze e del mondo universitario, articolandosi attorno a tre principali assi tematici.

Il paesaggio veneto diventerà così il punto di partenza per una riflessione che attraversa epoche differenti, dalle antiche reti viarie fino agli attuali cantieri infrastrutturali.

Dalla via Annia alle tecnologie GIS: come si ricostruisce il territorio antico

La prima parte del convegno approfondirà la conoscenza del patrimonio antico, con particolare attenzione alla viabilità storica e alle infrastrutture del passato.

Tra gli esempi al centro dell’analisi figura la via Annia, testimonianza fondamentale per lo studio delle antiche connessioni territoriali.

Per ricostruire queste realtà, gli studiosi prenderanno in esame differenti strumenti di indagine: dalla lettura delle fonti letterarie alla fotointerpretazione aerea e satellitare, fino alle prospezioni geofisiche.

Il secondo asse tematico riguarderà invece i metodi di analisi diacronica, utilizzati per comprendere come il territorio sia cambiato nel corso del tempo.

In questo ambito troveranno spazio i sistemi informativi geografici (GIS) e la ricognizione di superficie. Queste metodologie consentono di ricostruire le relazioni tra comunità umane, ambiente, risorse naturali e componenti animali.

L’approccio interdisciplinare permetterà quindi di osservare le trasformazioni territoriali attraverso una prospettiva che unisce conoscenze storiche, strumenti tecnologici e analisi ambientale.

Archeologia preventiva, i casi di studio dei cantieri veneti

Uno dei momenti centrali dell’appuntamento sarà dedicato alle esperienze operative maturate dalle Soprintendenze nei diversi contesti regionali.

Durante la sessione pomeridiana, infatti, i funzionari presenteranno interventi sul campo e casi di studio che permetteranno di delineare lo stato dell’arte dell’archeologia preventiva in Veneto.

Particolare attenzione sarà riservata a due esperienze territoriali.

La Soprintendenza di Padova, Treviso e Belluno illustrerà le indagini relative al patrimonio culturale subacqueo del litorale veneziano. Un contributo che porterà al centro del dibattito la conoscenza e la tutela delle testimonianze storiche presenti negli ambienti sommersi.

La Soprintendenza di Venezia presenterà invece gli esiti delle attività preventive condotte nei cantieri infrastrutturali della provincia centro-orientale.

Questi approfondimenti offriranno un quadro concreto delle attività di ricerca e tutela che accompagnano le trasformazioni del territorio.

Archeologia e grandi opere: il confronto sulla tutela del patrimonio storico

Il convegno del 29 ottobre rappresenterà un’occasione per mettere in relazione la ricerca universitaria con le esperienze di chi opera quotidianamente nella salvaguardia dei beni culturali.

Il confronto affronterà una questione centrale per il Veneto: comprendere come le nuove infrastrutture possano inserirsi in territori caratterizzati da una complessa stratificazione storica e paesaggistica.

Dalla ricostruzione delle antiche vie di comunicazione all’impiego delle tecnologie di analisi territoriale, fino alle indagini nei cantieri contemporanei, la giornata proporrà una lettura articolata del rapporto tra passato e presente.

Un tema che si inserisce nel più ampio dibattito sulle trasformazioni territoriali, al centro anche dell’informazione dedicata al Veneto e alle sue comunità, consultabile su Notizie Plus.

L’appuntamento al Parco archeologico di Altino si concluderà alle 17, dopo una giornata dedicata al dialogo tra istituzioni e università. L’archeologia sarà il filo conduttore di un confronto che punta a valorizzare la conoscenza del passato come elemento essenziale per comprendere le trasformazioni del territorio.