Una vicenda dolorosa e controversa scuote la comunità della casa di riposo Menegazzi di San Giuseppe. Al centro della disputa, la morte di Bertilla Bettello, 85enne non autosufficiente, avvenuta nel giugno 2020 in circostanze che i familiari ritengono sospette.

Secondo quanto denunciato dalla famiglia, la notte del 4 giugno 2020, Bertilla sarebbe caduta dal letto della struttura, riportando la frattura del bacino. Il punto cruciale della controversia risiede nei tempi e nelle modalità dei soccorsi: i familiari sostengono che l’intervento sia stato richiesto solo nel pomeriggio, senza carattere d’urgenza, nonostante la gravità della situazione.

L’anziana, affetta da gravi cardiopatie e demenza senile, è deceduta poche ore dopo il trasferimento in ospedale. La famiglia, assistita dallo Studio3A-Valore Spa, ha sollevato dubbi sulla dinamica dell’incidente e sulla gestione dell’emergenza da parte della struttura.

Le indagini hanno portato all’apertura di un procedimento penale per omicidio colposo in ambito sanitario. L’autopsia ha confermato che il decesso è stato causato da un’insufficienza cardiorespiratoria acuta terminale, conseguenza dello shock emorragico dovuto alle fratture multiple al bacino. Tuttavia, il caso è stato archiviato in sede penale per l’impossibilità di dimostrare che un intervento più tempestivo avrebbe potuto cambiare l’esito.

La questione rimane aperta in sede civile, con richieste di risarcimento presentate alla casa di riposo. I familiari lamentano la mancanza di risposte e di assunzione di responsabilità da parte della struttura nei quattro anni successivi all’incidente.

D’altro canto, l’Israa, l’istituto che gestisce le case di riposo di Treviso, respinge fermamente le accuse. Il direttore Giorgio Pavan sottolinea che il procedimento penale è stato archiviato e che un consulente tecnico del tribunale ha già escluso negligenze da parte dell’istituto. Pavan afferma inoltre che l’Israa ha cercato più volte di mettersi in contatto con i familiari, negando l’accusa di silenzio.