Un apicoltore - foto di repertorio
Un apicoltore - foto di repertorio

La Nuova Politica Agricola Comunitaria che andrà in vigore a partire da Gennaio 2023 contenuta in un unico documento di 3609 pagine, oggi è stata magistralmente spiegata nei suoi filoni principali  dal prof Angelo Frascarelli, Presidente di Ismea nonché docente dell’Università di Perugia al Dipartimento di Scienze agrarie, alimentari ed ambientali. Massimo esperto in materia, il Prof Frascarelli si è rivolto ad una platea di circa trecento persone tra cui associati, tecnici e rappresentanti delle Istituzioni intervenuti questa mattina presso il Russott Hotel in via Orlanda 4 a Mestre in un convegno organizzato da Coldiretti Venezia  su “Il Piano Strategico per la Pac 2023-2027 le scelte dell’Italia e le opportunità per le aziende veneziane” incentrato su quello che sarà il grande cambiamento per il settore agricolo.

Ha aperto i lavori Andrea Colla presidente di Coldiretti Venezia che ha ringraziato i presenti ricordando le immense difficoltà che sta attraversando il comparto agricolo negli ultimi mesi  “È finito il tempo in cui il nostro Paese e l’Europa ritenevano che si potesse far produrre su altri Continenti dove il costo della manodopera e dei prodotti è più basso, delocalizzando molti dei settori vitali tra i quali anche il nostro agroalimentare. Dobbiamo puntare alla sovranità alimentare, combattendo una concorrenza sleale che continua a copiare i nostri prodotti, alimentando un mercato del falso Made in Italy con il fenomeno dell’italian sounding che ci costa 100 miliardi di euro all’anno. Dobbiamo impegnarci ad investire i soldi che ci vengono dati dall’Europa sulle infrastrutture che consentano al nostro prodotto fresco di viaggiare nel più breve tempo possibile verso i mercati mondiali, come ad esempio l’ortofrutta o il pescato, dove Chioggia con Venezia è la più grande marineria d’Italia”.

E venendo alla Pac ormai è definita per un buon 90%,mancano infatti  pochissimi passaggi e la programmazione si può dire conclusa. Alla fine di questo mese la Commissione dell’Ue si pronuncerà in risposta alle osservazioni presentate dall’Italia sui piani strategici ed entro novembre l’Italia dovrà approvarli per arrivare alla partenza della nuova politica agricola prevista per l’1 gennaio 2023.

La nuova Pac avrà all’incirca la stessa dotazione finanziaria della passata programmazione, una graduale convergenza del valore dei titoli e un buon sostegno ai giovani imprenditori.

“Di fatto siamo già entrati nella nuova Pac – ha spiegato Frascarelli – perché le semine di questo periodo ricadranno nella nuova programmazione. Per l’Italia sono previsti 7,3 miliardi di euro tra pagamenti diretti (49,5%), sviluppo rurale (44,8%) e misure di mercato (5,7%)”. Frascarelli ha spiegato nel dettaglio l’architettura della nuova politica agricola che avrà questi obiettivi: la competitività delle aziende agricole, la salvaguardia dell’ambiente, la conservazione di paesaggi e biodiversità, il sostegno al ricambio generazionale. Agli agricoltori verrà richiesto di ruotare le coltivazioni al fine di rinvigorire la fertilità del suolo, ma anche di destinare una parte di superficie ad aree non produttive (margini di campi, incolto). Saranno premiati gli agricoltori che fanno biologico o che utilizzano metodi di agricoltura integrata certificata. Il futuro sarà, inoltre, molto legato all’innovazione. Molte le domande fatte dal pubblico presente per capire i dettagli della nuova politica Pac.

“Da ora in poi partiranno degli ulteriori incontri in materia organizzati in ogni  area della provincia per accompagnare al meglio i nostri associati in questo passaggio – ha specificato il direttore di Coldiretti Venezia al quale sono spettate le conclusioni del convegno-  abbiamo il dovere di sostenere le nostre aziende preoccupate dai rincari, colpite dalla siccità e dal maltempo, dalla fauna selvatica e da una proliferazione anomala di insetti, senza contare che già nel prossimo futuro le imprese saranno impegnate nel contrasto dell’arrivo della carne sintetica sui nostri scaffali. Non è finita qui perché ci viene richiesto dall’Europa il rispetto di una nuova direttiva sui fitofarmaci che prevede fino ad un 70% di utilizzo in meno di chimica, processo assolutamente condivisibile come obiettivo futuro purchè guidato e sostenibile. Non può arrivare improvvisamente senza consentirci mezzi sostitutivi. Per cui guardiamo al futuro sperando di tutelare le nostre produzioni agricole contando sulla ricerca in particolare la cisgenetica che ci aiuti a produrre con sempre maggiore qualità e sostenibilità ambientale”.