L’ingresso a Palazzo Ferro Fini segna l’inizio di una nuova fase politica per Nicolò Rocco, eletto in Consiglio regionale del Veneto dopo le elezioni regionali 2025 con Uniti per Manildo. Un percorso che parte dal territorio trevigiano e approda nel cuore istituzionale della Regione. «Dal Sile al Canal Grande non è solo un’immagine – racconta – ma il simbolo di una comunità che ha una storia profonda e una responsabilità verso il futuro».
Rocco sottolinea come il ruolo in Consiglio regionale imponga uno sguardo ampio, capace di andare oltre gli schieramenti. «Senti il peso della storia e il dovere di rappresentare tutti i veneti, anche chi non ci ha votato. Fare politica qui significa prendersi cura di una comunità intera».
L’esperienza maturata negli anni di amministrazione a Treviso e l’impegno politico all’interno di Azione hanno contribuito a definire una visione già strutturata. «Il nostro lavoro non nasce oggi – spiega – ma da un lungo percorso fatto di ascolto, assemblee programmatiche e confronto, iniziato già con le elezioni europee».
Al centro del programma, il superamento di un localismo che rischia di diventare limite. «Il Veneto è orgoglioso delle proprie tradizioni, ed è giusto – afferma Rocco – ma queste tradizioni devono saper evolvere, dialogare con il cambiamento e con le sfide future».
Il nuovo membro del Consiglio regionale è consapevole delle difficoltà che attendono il lavoro legislativo. «Scrivere le leggi significa confrontarsi con la realtà e con la complessità – osserva – ma arriviamo con buone intenzioni e idee concrete».
Rocco conferma infine il suo impegno nel mondo del volontariato culturale, in particolare con l’esperienza TEDx: «Continuerò a farne parte come volontario. È uno spazio fondamentale di scambio, innovazione e crescita collettiva, anche per chi opera nelle istituzioni».
Un mandato in Consiglio regionale che si apre quindi all’insegna della continuità con il territorio e di uno sguardo rinnovato sul futuro del Veneto.
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