Il Giro delle Fiandre 2026 ha confermato lo strapotere del campione del mondo Tadej Pogacar, protagonista assoluto di una delle classiche monumento più iconiche del ciclismo internazionale. Ma, accanto al dominio dello sloveno, la corsa ha raccontato anche storie di crescita e talento emergente, come quella del giovane trevigiano Alessandro Borgo.

Proprio da Pieve di Soligo, terra che aveva già visto Pogacar salire sul podio da juniores, è iniziata anche l’avventura di Borgo. Oggi, a 21 anni, il corridore della Bahrain Victorious si sta facendo spazio nel circuito World Tour, dimostrando solidità e determinazione.

Al debutto al Giro delle Fiandre, Borgo ha chiuso al 45° posto, secondo miglior italiano alle spalle di Alberto Bettiol (24°). Un piazzamento significativo, considerando l’altissimo livello della competizione e la durezza del tracciato. Il giovane trevigiano ha tagliato il traguardo con un ritardo di 6’56” dal vincitore, inserendosi in un gruppo di inseguitori e migliorando sensibilmente rispetto alla sua prima Milano-Sanremo, conclusa al 75° posto.

Per Borgo, il Fiandre è stato molto più di una gara: “Non sapevo cosa aspettarmi – racconta – è stata un’esperienza indimenticabile. Non avevo mai affrontato una corsa così lunga e impegnativa contro i migliori corridori del mondo”.

Un passaggio importante nella sua carriera, iniziata relativamente tardi nel ciclismo ma già ricca di risultati: dalla vittoria alla Gand-Wevelgem Under 23, al titolo italiano di categoria, fino al contributo al successo del compagno Jacob Omrzel al Giro d’Italia Next Gen. Il salto nel World Tour, però, non è stato semplice: “I professionisti hanno un passo decisamente superiore, ma qualche soddisfazione sto iniziando a togliermela”.

Determinante anche l’atmosfera lungo il percorso: “Centinaia di migliaia di tifosi ci sostenevano, soprattutto sui celebri ‘muri’. È stato incredibile correre lì, proprio dove avevo vinto lo scorso anno tra gli Under 23”. Tratti iconici che mettono alla prova anche i corridori più esperti e che rendono il Fiandre una delle gare più spettacolari del calendario.

La corsa è stata inevitabilmente segnata dalla superiorità di Pogacar: “Confrontarsi con un campione così è stato pazzesco. Un riferimento per tutti noi”.

Ora lo sguardo è già rivolto al futuro, con la quasi certa convocazione per la Parigi-Roubaix: “Sarà un’altra emozione fortissima. Dopo il Fiandre ho più consapevolezza, ho migliorato i miei dati e i watt. Domenica cercherò di dare spettacolo per quanto nelle mie possibilità”.

Un percorso in crescita quello di Alessandro Borgo, che passo dopo passo sta costruendo il proprio spazio tra i grandi del ciclismo internazionale