Crescere Senza Violenza
Crescere Senza Violenza

Educare al rispetto, alla parità e al consenso fin dai primi anni di vita per prevenire la violenza di genere e proteggere i minori che assistono a episodi di violenza domestica. È l’obiettivo di «Crescere Senza Violenza», il nuovo progetto triennale promosso dal Comune di Venezia attraverso l’Area Coesione Sociale e il Centro Antiviolenza, sviluppato dalla Cooperativa La Esse con il sostegno dei fondi europei del programma PN Metro Plus e Città Medie Sud 2021-2027.

L’iniziativa, presentata giovedì 22 ottobre al Municipio di Mestre, prenderà il via a novembre e proseguirà fino al 2029. Coinvolgerà scuole, famiglie, associazioni sportive, servizi sanitari e realtà del volontariato, con l’obiettivo di costruire una rete permanente di prevenzione e sostegno.

Alla presentazione hanno partecipato l’assessore alle Politiche sociali e giovanili Ermelinda Damiano, il dirigente comunale Alberto Cigana, la responsabile del Centro Antiviolenza Patrizia Marcuzzo e Claudia Stefani, psicologa e coordinatrice del progetto per la Cooperativa La Esse.

Crescere Senza Violenza, l’educazione comincia dalla scuola dell’infanzia

Il progetto punta a intervenire prima che si consolidino comportamenti discriminatori, stereotipi e modelli relazionali basati sul controllo e sulla prevaricazione.

Per questo motivo, le attività inizieranno già nelle scuole dell’infanzia, attraverso giochi di ruolo, esperienze pratiche e albi illustrati. Bambine e bambini saranno accompagnati a riconoscere il proprio corpo, comprendere i confini personali e sviluppare il rispetto per quelli degli altri.

Nelle scuole primarie, invece, gli interventi si concentreranno sull’empatia, sul riconoscimento delle emozioni e sulla capacità di gestire i rapporti interpersonali.

Per gli studenti delle secondarie di primo grado verranno utilizzate anche le tecniche del teatro sociale. I laboratori affronteranno temi come le prime relazioni affettive, gli stereotipi di genere, il cyberbullismo e le dinamiche di possesso e controllo.

Il percorso non riguarderà soltanto gli alunni. Sono previsti incontri formativi per insegnanti e momenti di confronto con i genitori, affinché scuola e famiglia possano condividere strumenti educativi e modalità di intervento.

Damiano: «Investire nell’educazione significa contrastare la violenza alla radice»

L’assessore Ermelinda Damiano ha sottolineato l’importanza di una strategia educativa continuativa, capace di coinvolgere l’intera comunità.

«Il progetto “Crescere Senza Violenza” rappresenta un ulteriore passo avanti nell’impegno che il Comune di Venezia porta avanti da anni nella prevenzione della violenza di genere e nella promozione di una cultura del rispetto».

Secondo Damiano, uno degli elementi più importanti dell’iniziativa è proprio la possibilità di accompagnare bambine e bambini lungo le diverse fasi della crescita.

«L’elemento qualificante del progetto è l’avvio di un percorso educativo fin dalla prima infanzia, attraverso interventi rivolti alle Scuole dell’Infanzia, Primarie e Secondarie di Primo Grado, che coinvolgono in modo integrato alunne e alunni, docenti e genitori».

La durata triennale consentirà inoltre di dare continuità alle attività, evitando che la prevenzione si limiti a singoli appuntamenti.

«Investire nell’educazione al rispetto, alla parità e al consenso significa contrastare alla radice la violenza di genere e la violenza assistita, contribuendo a costruire una comunità più consapevole e a garantire alle nuove generazioni ambienti di crescita sicuri e inclusivi», ha concluso l’assessore.

Sport e associazioni coinvolti nella prevenzione della violenza

Una delle caratteristiche del progetto è il coinvolgimento di ambienti educativi esterni alla scuola.

Associazioni sportive, allenatori, educatori e volontari parteciperanno a laboratori dedicati al consenso, alle relazioni paritarie e al riconoscimento dei comportamenti discriminatori.

L’obiettivo è trasformare anche i luoghi di aggregazione giovanile in spazi nei quali promuovere il rispetto reciproco e prevenire atteggiamenti di prevaricazione.

Tra le realtà già coinvolte figura la Polisportiva Il Terraglio, insieme ai servizi educativi comunali, alla Rete ad Alta intensità educativa, al Pool scuola e all’Ufficio scolastico provinciale.

Claudia Stefani, coordinatrice del progetto per la Cooperativa La Esse, ha evidenziato il ruolo degli adulti nella prevenzione.

«Il nostro intervento nasce dalla volontà di offrire alle figure educative strumenti metodologici concreti per accompagnare ragazzi e ragazze nella costruzione di relazioni sane e consapevoli».

«Lavorare sull’ascolto, sull’empatia e sul riconoscimento del consenso significa dare alle persone adulte di riferimento le chiavi per intercettare precocemente ogni forma di discriminazione e di violenza e allo stesso tempo favorire un contesto culturale in grado di prevenirle», ha aggiunto.

Formazione per medici, pediatri e operatori sociosanitari

Il progetto prevede anche un percorso specialistico rivolto ai professionisti della Rete Aiuto Donna dell’ULSS 3 Serenissima e dell’Area Coesione Sociale del Comune di Venezia.

La formazione coinvolgerà operatori dei consultori, pediatri, ginecologi, medici di medicina generale e personale ospedaliero.

Gli incontri, guidati da esperte di livello nazionale, forniranno strumenti per riconoscere tempestivamente le situazioni di maltrattamento, valutare i rischi e migliorare il coordinamento nella gestione dei casi.

Particolare attenzione sarà dedicata alla violenza assistita, ossia alle situazioni nelle quali i minori sono esposti a episodi di violenza che coinvolgono persone della propria famiglia.

La collaborazione tra scuola, servizi sociali e sanità punta a rendere più efficace l’individuazione dei segnali di disagio e a facilitare l’attivazione dei percorsi di protezione.

Centro Antiviolenza Venezia, nel 2025 oltre 450 donne hanno chiesto aiuto

La presentazione di «Crescere Senza Violenza» è stata anche l’occasione per illustrare i dati dell’attività svolta dal Centro Antiviolenza del Comune di Venezia nel 2025.

Donne al primo contatto con il Centro Antiviolenza Donne che hanno iniziato un percorso di uscita dalla violenza Persone accolte nelle quattro case rifugio: 19 donne e 23 minori Persone ospitate in strutture extra-rifugio: 53 donne e 46 minori

Sono state quindi 332 le donne che hanno deciso di intraprendere un percorso di uscita dalla violenza, con il sostegno delle operatrici del servizio comunale.

Sul fronte dell’accoglienza, le quattro case rifugio del Comune hanno ospitato complessivamente 19 donne e 23 figli minorenni. Altre 53 donne e 46 minori hanno usufruito di forme di ospitalità extra-rifugio.

I dati evidenziano l’importanza di mantenere attivi non soltanto gli interventi di emergenza, ma anche i servizi di accompagnamento e protezione nel medio e lungo periodo.

Prevenzione nelle scuole: 177 iniziative e 77 laboratori nel 2025

L’attività del Centro Antiviolenza comprende anche un intenso lavoro di sensibilizzazione.

Nel 2025 sono state realizzate 177 iniziative in collaborazione con cittadini, scuole e associazioni, con particolare attenzione agli appuntamenti di Marzo Donna e Novembre Donna.

Nelle scuole secondarie di secondo grado si sono svolti inoltre 77 interventi laboratoriali, dedicati alla prevenzione della violenza di genere e alla promozione di relazioni rispettose.

Il nuovo progetto triennale punta ad ampliare questa esperienza, raggiungendo anche le fasce d’età più giovani e coinvolgendo in maniera strutturata gli adulti di riferimento.

Le attività inizieranno progressivamente da novembre 2026 e proseguiranno fino al 2029. L’obiettivo del Comune e dei partner è lasciare al territorio una rete stabile di collaborazione tra istituzioni, scuole, sanità e terzo settore, capace di intervenire prima che le situazioni di disagio si trasformino in violenza.

Per informazioni sul Centro Antiviolenza del Comune di Venezia: telefono 041 2744227.

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