Documentario sui mestieri artigianali in gara al Cittadella International Film Festival
Il documentario “The Lost Trade – Il mestiere perduto” porta al centro dell’attenzione il valore dei mestieri tradizionali e della memoria artigiana italiana. Il documentario, firmato da Davide Basso e Mauro Zorzi, sarà proiettato domani alle ore 16 all’interno del programma ufficiale del Cittadella International Film Festival, appuntamento dedicato alle produzioni cinematografiche indipendenti e culturali.
L’opera racconta la storia di Mauro Zorzi, barbiere di quarta generazione e titolare del Papillon Barber Shop di Montebelluna, in provincia di Treviso. Attraverso immagini intime e cinematografiche, il documentario accompagna lo spettatore dentro una bottega dove il tempo sembra rallentare, tra rituali antichi, gesti precisi e strumenti che raccontano oltre un secolo di tradizione familiare.
Il valore del mestiere tradizionale raccontato nel documentario
“The Lost Trade – Il mestiere perduto” si sviluppa come un viaggio nel mondo dell’artigianato autentico. La schiuma da barba montata a mano, i pennelli consumati dal tempo e il rasoio a mano libera diventano simboli di una cultura del lavoro che rischia progressivamente di scomparire nell’epoca della velocità digitale e dell’automazione.
Il documentario non si limita a raccontare il mestiere del barbiere, ma trasforma la bottega in un luogo simbolico di ascolto, incontro e fiducia. Uno spazio umano dove le persone tornano a guardarsi negli occhi e dove il rapporto diretto assume ancora un valore centrale.
Nel racconto personale di Mauro Zorzi emerge infatti una riflessione più ampia e universale: quella dei mestieri artigianali tramandati di generazione in generazione, oggi minacciati dalla standardizzazione e dalla perdita delle competenze manuali. L’opera si propone così come un progetto di sensibilizzazione culturale e sociale, capace di restituire dignità al lavoro manuale e nuova attenzione alle professioni tradizionali.
Mauro Zorzi, quattro generazioni dedicate all’arte del barbering
Classe 1973, Mauro Zorzi rappresenta la quarta generazione di una famiglia di barbieri e parrucchieri. La storia familiare affonda le radici alla fine dell’Ottocento, quando il bisnonno Guglielmo esercitava la professione di barbiere a Padova.
Cresciuto nella bottega di famiglia, Zorzi ha sviluppato negli anni un percorso professionale fondato sulla formazione continua e sul perfezionamento tecnico. Ha lavorato e studiato in diverse città italiane ed europee, tra cui Padova, Firenze, Bologna, Roma, Torino e Londra, costruendo una competenza riconosciuta nel settore dell’hairstyling e del barbering.
Dal 1994 si dedica anche alla formazione professionale, collaborando con importanti aziende del comparto e con alcuni dei più autorevoli professionisti internazionali del settore. Nel corso della carriera ha maturato esperienze anche nel cinema e nello spettacolo, mettendo a disposizione competenze artistiche e tecniche.
Nel 2015 ha fondato a Montebelluna il Papillon Barber Shop, laboratorio creativo e professionale dove continua a mantenere vive le tecniche tradizionali attraverso un lavoro quotidiano fondato sulla precisione e sulla manualità.
Un documentario che difende identità, cultura e lavoro
Secondo Mauro Zorzi, il progetto nasce dalla volontà di preservare quei mestieri che stanno lentamente scomparendo. In un contesto sempre più industrializzato e digitalizzato, la perdita delle professioni artigianali significa anche perdita di conoscenze, identità sociale e tradizioni tramandate nel tempo.
L’obiettivo del documentario è quindi quello di dare nuova vita a questi mestieri, mostrando come possano rappresentare ancora oggi un’importante opportunità professionale per le nuove generazioni. Una visione condivisa anche da Enrico Foffani, direttore della CNA Provinciale Treviso, che sottolinea come il sapere artigiano continui a essere una risorsa viva e attuale, capace di creare cultura, qualità e relazioni umane autentiche.
“The Lost Trade” accende i riflettori sui mestieri perduti
La partecipazione del documentario al Cittadella International Film Festival rappresenta un’importante occasione per riportare l’attenzione sul valore dell’artigianato e delle professioni manuali. “The Lost Trade – Il mestiere perduto” non racconta soltanto la storia di un barbiere, ma quella di un patrimonio culturale che appartiene all’intera comunità.
Il documentario diventa così una testimonianza contemporanea sull’importanza delle radici, della manualità e del saper fare italiano. Un messaggio attuale che invita a riflettere sul futuro dei mestieri tradizionali e sulla necessità di preservare competenze che rappresentano ancora oggi una parte fondamentale dell’identità sociale e culturale del Paese.















