Invecchiamento “attivo”: presentato il primo bando regionale

Invecchiamento “attivo”: presentato il primo bando regionale

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Due milioni di euro di dote finanziaria, 104 progetti presentati e 84 finanziati con un budget medio tra i 20 e i 30 mila euro, il coinvolgimento diretto di 37 comuni, 33 enti del terzo settore tra associazioni, fondazioni e cooperative sociali, 14 Ipab, 2 azienda sanitarie e l’Università di Padova: sono gli esiti del primo bando regionale per la promozione dell’invecchiamento attivo in Veneto. I destinatari sono i 600 mila anziani della terza età, gli under 75, cioè i più giovani nel grande pianeta degli ultrasessantacinquenni, che in Veneto vale oltre un milione e 100 mila residenti, quasi un abitante su quattro.

“Questo è il primo bando promosso con il piano triennale per l’invecchiamento attivo previsto dalla legge 23 del 2017 – spiega l’assessore regionale al sociale, Manuela Lanzarin – Il numero e la consistenza dei progetti, nonché la rete dei soggetti coinvolti, confermano la validità dell’intuizione di raddoppiare le risorse a bilancio e di investire nelle energie e nei talenti dei più giovani tra gli anziani per creare benessere generazionale e valore sociale. In questo modo vogliamo attivare relazioni di appartenenza e dinamiche di solidarietà, non solo a beneficio delle generazioni con i capelli d’argento, ma anche dei più giovani e quindi dell’intera società. Invecchiare non significa necessariamente diventare più fragili ed uscire dalla scena sociale: l’85 per cento dei sessantenni e settantenni di oggi gode di ottima salute e rappresenta una risorsa preziosa per le nostre comunità”.

“Nonni” con la pettorina da vigilantes all’uscita delle scuole o nei parchi, neo-pensionati che metteranno a disposizione di coetanei o dei più giovani le loro competenze informatiche o professionali, sportivi che non appenderanno le scarpette o la bici al chiodo e diventeranno animatori di gruppi di nordic walking o di cicloturismo a beneficio dei loro coetanei,  persone della terza età che si faranno carico, come un vicino di casa solerte, di un ‘nonno’ disabile o non più autosufficiente: sono alcune delle tipologie che ricorrono tra gli 84 progetti approvati e finanziati dalla Regione Veneto, dopo una impegnativa selezione che ha messo al lavoro una commissione composta di nove esperti.

Ecco qualche esempio tra i progetti finanziati.  L’Ulss 3 Serenissima, in collaborazione con alcune associazioni del Veneziano, promuove percorsi e camminate per gruppi di 20-30 anziani, a cadenza regolare, con l’obiettivo di incentivare benessere ed attività motoria, facilitare la socializzazione e prevenire acciacchi e isolamento. La spesa prevista ammonta a 17 mila euro, l’Ulss si è impegnata a cofinanziarla.

L’Ulss 9 scaligera, in collaborazione con 24 comuni veronesi e con associazioni del terzo settore, promuove un progetto di ‘affido’: trenta ‘giovani’ anziani si prenderanno carico di altrettanti vicini di casa non più autosufficienti, affiancando gli operatori dell’Ulss nelle cure domiciliari. Il progetto sperimentale vale oltre 34 mila euro e l’Ulss lo sostiene mettendo a disposizione operatori qualificati.

In Polesine  il Comitato provinciale di Rovigo, in collaborazione con 11 associazioni e 13 comuni, compreso il capoluogo, punta a coinvolgere un migliaio di anziani con iniziative psicofisiche ed iniziative di svago: corsi di attività motoria e di arti orientali, laboratori d’arte e di cucina, corsi di informatica per affrontare le nuove tecnologie, cicloturismo, corsi di medicina cinese e di medicina tradizionale, cineforum, uso delle nuove tecnologie, con un ricco  e diversificato calendario di proposte che animerà i principali centri del territorio provinciale e le comunità del Delta. Il tutto sarà realizzato con un finanziamento regionale di 20 mila euro, il sostegno dei comuni e con la compartecipazione economica delle associazioni proponenti che si faranno carico del 33 per cento della spesa del progetto

E ancora: nel Vicentino la Fondazione Università degli Adulti promuove seminari storico-culturali, laboratori della memoria e di scrittura attiva, recupero di tradizioni e di vecchi mestieri, giornate di divulgazione e di incontro che coinvolgeranno oltre 4 mila anziani di 27 comuni del Vicentino e del Padovano. Anche in questo caso il finanziamento è contenuto (20 mila euro) a fronte dell’impegno dei docenti e dei volontari della Fondazione e del supporto offerto dagli enti locali  interessati per un calendario di iniziative che prosegue tutto l’anno.

“Questo primo piano annuale sottolinea l’assessore – aiuterà la crescita di un ‘sistema’ allargato di cittadinanza attiva. Il Veneto non può e non vuole rinunciare all’apporto, alla generosità e all’intraprendenza dei suoi sessantenni e settentenni: l’obiettivo è creare una sorta di ‘gioco di squadra’ per regalare vita, benessere e protagonismo sociale a quel milione di cittadini che ha raggiunto la soglia dell’età pensionabile, ma che ha ancora tanti interessi ed energie da condividere e non ha affatto intenzione di mettersi a riposo dalla vita”.

 

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