Per l’infanzia in difficoltà ripristinati i servizi territoriali e i contributi alle comunità

Per l’infanzia in difficoltà ripristinati i servizi territoriali e i contributi alle comunità

- in Le ultime, Regione veneto
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“Più fondi per i consultori familiari, ripristinate le cinque équipes multidisciplinari per minori vittime di violenza, e nuovi fondi ai comuni per l’inserimento in comunità:  negli ultimi due anni la Regione Veneto ha ripreso ad investire nei servizi per i minori in difficoltà”. Lo sottolinea l’assessore alle politiche sociali della Regione Veneto, Manuela Lanzarin, in replica alle istanze degli operatori e delle associazioni per i minori in Veneto, rappresentante dal coordinamento“Un welfare per i minori”.

“Il coordinamento ‘Un welfare per i minori’ ci chiede un piano di investimenti sociosanitari da 10 milioni di euro per l’infanzia in difficoltà – ragiona l’assessore Lanzarin - Ricordo che negli ultimi due anni la Regione ha riattivato investimenti a favore dei minori in difficoltà, tra sostegno ai consultori, contributi alle famiglie numerose, sostegno agli orfani, ripristino delle équipes multidisciplinari territoriali per vittime di abusi, aiuti ai comuni per pagare le rette delle comunità di accoglienza e sostegni alle famiglie affidatarie. L’attenzione ai minori, in particolare a ragazzi e adolescenti vittime di povertà, violenza, emarginazione, è una priorità del mio assessorato e delle politiche della Regione Veneto. Anche il nuovo piano anti-povertà, primo programma organico di rete per contrastare l’impoverimento di singoli e famiglie, riserva una voce specifica, pari a 500 mila euro, per prevenire e contrastare la povertà educativa dei più giovani”.

 

Nel dettaglio il bilancio 2018 della Regione Veneto ha aumentato le risorse per alcuni capitoli specifici dedicati all’infanzia stanziando:

  • 2 milioni di euro per  i Comuni piccoli e medi (fino a 20 mila abitanti) che devono farsi carico dell’onere della retta quando un minorenne, a seguito di provvedimenti dell’autorità giudiziaria, viene inserito in una comunità residenziale. Si tratta di un nuovo intervento di aiuto a comuni e comunità, istituito per la prima volta lo scorso anno e quest’anno raddoppiato nell’importo, fa notare l’assessore;
  • 1 milione di euro in più per potenziare  i consultori territoriali, in aggiunta ai finanziamenti Lea
  • 680 mila euro per sostenere cinque équipes multidisciplinari e i relativi programmi specifici di prevenzione, assistenza e recupero psicoterapeutico dei minori vittime di abuso sessuale ;
  • 644 mila euro per i progetti territoriali dei Consultori familiari socio-educativi;
  • 200 mila euro per progetti educativi sperimentali e interventi di sensibilizzazione contro il bullismo;
  • 500 mila euro per interventi di prevenzione e contrasto alla povertà educativa.

 

“Possono sembrare interventi di ‘nicchia’, in realtà rispondono tutti alle medesima ‘filosofia’ – fa notare l’assessore – di sostegno e potenziamento dei servizi esistenti e di implementazione delle esperienze positive di collaborazione tra istituzioni e terzo settore, tra servizi, associazioni e famiglie.  Perché solo con una alleanza collaborativa tra istituzioni, terzo settore e volontariato riusciremo a non lasciare indietro nessun minore, in particolare i più fragili e i più esposti al rischio di marginalità sociale e che, quindi, più hanno bisogno di aiuto”.

 

“A questo impegno concreto della programmazione regionale, che trova riscontro nelle linee guida del futuro piano sociosanitario e anche nel nuovo piano di contrasto alla povertà – conclude Manuela Lanzarin – concorre anche l’allentamento del blocco del turn-over in sanità e nei servizi sociosanitari che consentirà gradualmente di sostituire le figure professionali necessarie per dare risposte ai minori ed alle loro famiglie”.

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