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Luciano Torresan, una vita tra pasticceria e quartiere

Luciano Torresan è scomparso nella giornata di ieri all’età di 82 anni, lasciando un vuoto profondo tra chi lo conosceva e apprezzava. Luciano Torresan, malato da tempo, era ricoverato a Monastier dove è stato assistito con amore dalla moglie Rosanna e dai figli Paolo e Roberto, che gli sono rimasti accanto fino all’ultimo.

La notizia della sua morte ha rapidamente fatto il giro di Treviso ed in particolare dei quartieri di Santa Bona, Monigo, San Paolo, colpendo non solo chi lo conosceva personalmente ma anche intere generazioni di trevigiani che, negli anni, hanno frequentato la sua storica pasticceria nel quartiere di San Liberale, in via Mantiero. Il suo nome era infatti sinonimo di qualità artigianale, tradizione e accoglienza.

Una figura simbolo del quartiere di San Liberale

Luciano Torresan era molto più di un semplice pasticcere: rappresentava un punto di riferimento per l’intera comunità locale. La sua attività, tra laboratorio e bar pasticceria, ha segnato la quotidianità di numerose famiglie dei quartieri intorno a San Liberale.

I suoi pasticcini e biscotti erano apprezzati da tutti, diventando un simbolo della tradizione dolciaria locale. Non era raro vedere clienti abituali fermarsi per una chiacchierata, creando quel senso di comunità che oggi appare sempre più raro.

A ricordarlo con parole cariche di emozione è stato anche il sindaco di Treviso, Mario Conte, che ha voluto esprimere pubblicamente il proprio cordoglio: un ricordo personale che testimonia quanto Torresan fosse radicato nella memoria collettiva della città. La sua pasticceria era infatti una tappa fissa per molte famiglie, soprattutto la domenica dopo la messa, quando il classico cabaret di paste diventava un rito irrinunciabile.

Il valore umano dietro il mestiere

Chi ha conosciuto Luciano Torresan lo descrive come una persona gentile, premurosa e sempre disponibile. Dietro al bancone, insieme alla moglie Rosanna, accoglieva ogni cliente con un sorriso, creando un rapporto umano che andava oltre la semplice vendita.

Era un vero artigiano della pasticceria, capace di trasformare il suo lavoro in una passione condivisa con il quartiere. In un’epoca in cui il commercio locale rappresentava il cuore pulsante della vita cittadina, la sua attività contribuiva a costruire legami e relazioni durature.

Accanto alla sua pasticceria, anche altre attività storiche come la macelleria di Bruno Bassetto contribuivano a rendere viva e autentica quella parte di Treviso, oggi ricordata con nostalgia.

L’eredità familiare e imprenditoriale

L’eredità di Luciano Torresan vive anche attraverso la sua famiglia. Il figlio Roberto ha infatti proseguito, seppur in forma diversa, lo spirito imprenditoriale del padre, aprendo diversi locali di tendenza in città, tra cui lo Shiraz in Piazza Trentin.

Successivamente, Roberto si è trasferito con la propria famiglia a Fuerteventura, dove ha avviato nuove attività, portando con sé quell’esperienza e quella visione maturate a Treviso. Anche il fratello Mario, il più giovane dei sei, aveva contribuito al tessuto commerciale locale con un noto negozio di fotografia a Santa Bona.

Un pezzo di storia che se ne va

Negli ultimi anni, a causa della malattia, Luciano Torresan si era ritirato dalla vita pubblica, ma restava una presenza familiare per chi lo incontrava passeggiare tra San Paolo e San Liberale, quartieri che avevano segnato la sua vita.

La sua storica pasticceria ha lasciato spazio a nuove attività, ma il ricordo di quel luogo resta vivo nella memoria di molti. Ancora oggi, quel punto continua a essere un riferimento per la zona, a testimonianza della continuità di una comunità che evolve ma non dimentica.