Nei giorni scorsi la Polizia di Stato di Treviso ha dato esecuzione all’ordinanza che dispone la misura degli arresti domiciliari, aggravata dall’utilizzo del braccialetto elettronico, emessa dal G.I.P. presso il Tribunale di Treviso nei confronti di un cittadino marocchino classe 1991, già sottoposto alla misura del divieto di avvicinamento alle persone offese con utilizzo del braccialetto elettronico.
Il trentaquattrenne – a seguito di un’attività di indagine della Squadra Mobile – coordinata dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Treviso – era stato denunciato lo scorso aprile per le gravi e continue minacce perpetrate ai danni del titolare di un esercizio pubblico del centro cittadino e dei suoi familiari. L’Autorità Giudiziaria aveva disposto nei suoi confronti la misura del divieto di avvicinamento alle persone offese e l’applicazione del braccialetto elettronico.
Nel corso degli ultimi mesi, tuttavia, l’indagato ha ripetutamente violato le prescrizioni imposte con la misura, manomettendo il braccialetto e recandosi più volte nelle aree interdette. L’uomo, in più occasioni, avrebbe infatti danneggiato volontariamente il braccialetto elettronico, oltre ad omettere la ricarica del dispositivo, con l’evidente intento di eludere la sorveglianza e i controlli della Polizia di Stato.
A seguito delle ripetute violazione, l’Autorità Giudiziaria ha infine disposto la sostituzione della misura cautelare in essere con quella più restrittiva degli arresti domiciliari, sempre con l’utilizzo del braccialetto elettronico, misura eseguita nella giornata di venerdì dagli agenti della Polizia di Stato.














