Studenti dell’Università Ca’ Foscari di Venezia e cittadini si mettono insieme per costruire un luogo di dialogo che risponda all’emergenza abitativa a Venezia, città dov’è sempre più difficile trovare casa, soprattutto per studenti e giovani. Il progetto si chiama “Abitare le generazioni: giovani, anziani, territorio, casa” e nasce da un’idea di Cisl Venezia, Fnp Cisl Venezia (Pensionati), Sicet Venezia (Sindacato Inquilini Casa e Territorio), l’associazione universitaria di studenti e cittadini, Futura, e Polis Venezia, primo acceleratore di progetti ad alto impatto sociale a Venezia, nato a Ca’ Foscari nella primavera del 2024, con l’obiettivo di affrontare la sfida della residenzialità in città.
Da qui la volontà di realizzare una piattaforma di Social Housing: uno strumento concreto per rispondere alla crescente emergenza abitativa che colpisce particolarmente la comunità accademica. Attraverso questo servizio, gli studenti potranno entrare in diretto contatto con i residenti del comune di Venezia che mettono a disposizione spazi abitativi (che decidono di ospitare a casa loro uno studente) in cui vivere e risiedere per un periodo medio-lungo (ad esempio per la durata del percorso accademico), con canoni di affitto calmierati.
STATO ATTUALE
Ora gli studenti universitari a Venezia sono circa 30 mila, di cui si stima un 40 per cento sia fuori sede (attorno ai 12 mila). Il resto è pendolare o residente. Sui costi da sostenere (consumi compresi), dipende da zona a zona e se si vive in uno Studentato Esu o meno (che entro il 2026 immagina di aver 1808, di cui 554 nuovi. Dunque meno del 10 per cento del fabbisogno). Nel primo caso, si deve avere un Isee sotto i 26.306,25 euro e se si dovesse vincere il bando, dunque essere beneficiari, alloggiare a Santa Marta (la zona più cara) dopo aver vinto il bando, il prezzo varia dai 311 euro per una doppia ai 424 euro per una singola. Nel secondo, invece, le cose cambiano perché si entra nel mercato privato. Così nella stessa area si va dai 700 euro per la doppia a una singola da 8-1000 euro, sino ad arrivare una Premium (ossia più grande) a 1100 euro. A Mestre i prezzi più bassi (350-400 euro per singola) ma dipende dal quartiere.
IL PROGETTO
Lo scopo è promuovere l’integrazione sociale e l’ospitalità reciproca tra i residenti della provincia e chi si vuole trasferire in città, attraverso due formule semplici e concrete: il Cohousing Sociale e la Locazione Sociale. Nello specifico, nel Cohousing Sociale, i locatori accolgono una studentessa, uno studente o un ricercatore, mettendo a disposizione gli spazi all’interno della propria abitazione (ad esempio una stanza) e, così facendo, creando una co-residenzialità, ossia una condivisione della stessa casa. Nella Locazione Sociale, invece, i locatori affittano un’intera abitazione a più studenti a un prezzo agevolato ma, a differenza della formula precedente, si tratterebbe di residenzialità distinta, dove il locatore e il conduttore non condividerebbero gli spazi. In questo modo, si creerebbe un’opportunità per rimettere in circolo gli appartamenti vuoti ma pure rispondere ai bisogni reali e far vivere la città.
“Il progetto incentiva sistemi di inclusione – spiega il presidente di Futura, Simone Rizzo – e mette in moto una progressiva relazione tra giovani e anziani, che possono assumere forme diverse: dalle reciproche attenzioni e aiuti alla facilitazione digitale, all’insegnamento di una lingua e all’inserimento in contesti sociali e lavorativi. Molti studenti rinunciano a vivere a Venezia e si spostano verso la terraferma, con tutti i problemi che ne conseguono. A differenza di altri, non riteniamo necessario insistere, spesso strumentalmente, nella distinzione tra chi studia e chi risiede a Venezia, solo per ottenere attenzione mediatica o creare sterili contrapposizioni. Crediamo invece che sia fondamentale, anche attraverso progetti come questo, impegnarsi concretamente per costruire un tessuto sociale più coeso e accogliente, dove le diverse esigenze possano trovare spazio e possibilmente conciliarsi”.
In questo modo, dunque, non solo si garantiscono delle soluzioni abitative stabili e sostenibili sotto l’aspetto economico ma si facilita la creazione di legami intergenerazionali e culturali tra studenti e cittadini.
“Il progetto Abitare le generazioni rappresenta un contributo prezioso da parte delle realtà del territorio che, con sensibilità e spirito collaborativo, offrono risposte concrete al tema dell’abitare a Venezia — sostengono Osama Andrawes, membro del Consiglio di Amministrazione dell’Ateneo, ed Elti Cattaruzza, Prorettore al Diritto allo studio e servizi agli studenti — in un contesto in cui la pressione abitativa e i costi degli affitti costituiscono una sfida per molti studenti, iniziative come questa aiutano a costruire soluzioni sostenibili e relazioni di fiducia tra università, cittadini e istituzioni. Favorire l’incontro tra residenti e studenti significa promuovere non solo un modello abitativo più accessibile, ma anche un modo nuovo di vivere la città, fondato sulla collaborazione e sull’inclusione sociale. Ca’ Foscari guarda con favore a percorsi di questo tipo, che contribuiscono a rendere Venezia un luogo più aperto, accogliente e vivibile per chi studia e per chi vi risiede”.
COME FARE
La disponibilità di una camera o un alloggio oppure la relativa richiesta, sarà caricata in un’apposita piattaforma, dapprima con un semplice modulo, poi un sito internet. Una volta inserita, si verrà contattati per la procedura di assegnazione e ci sarà un incontro tra il locatore e il conduttore. “Non solo case – spiega il Segretario generale della Cisl Venezia Michele Zanocco – ma qui stiamo costruendo comunità. Questo progetto è il risultato di una rete vera, perché dentro ci sono gli studenti, i cittadini, i sindacati e le associazioni. È un approccio che non solo cerca di colmare il divario nel mercato abitativo ma si propone come un catalizzatore per la rigenerazione del tessuto sociale veneziano, incentivando forme di convivenza solidale e interazione reciproca tra le diverse comunità. Con oltre 200 mila persone assistite tra lavoratori, pensionati e famiglie, ci confermiamo una forza sociale solida e radicata in modo profondo nel tessuto economico e civile del territorio». Per il Segretario generale della Fnp Cisl Venezia, Luigino Michelon, si tratta di un progetto lungimirante. “Guardiamo con molta attenzione alle giovani generazioni – osserva – perché tra i nostri obiettivi, come categoria, promuoviamo il dialogo intergenerazionale, battersi per un sistema previdenziale sostenibile, trasmettere i valori della partecipazione e della giustizia sociale. Abbiamo pensionati che fanno i conti con la solitudine: tuteliamo chi ha costruito il nostro Paese ma c’impegniamo affinché si garantisca un futuro migliore”. Tra gli attori protagonisti c’è il Sicet Venezia, punto di riferimento per chi vive situazioni abitative difficili. “Gli studenti – fa sapere la Segretaria regionale Victoria Pistòl – sono tra quelli che faticano a trovare o mantenere un alloggio dignitoso. Sappiamo quanto a Venezia il costo della vita e degli affitti sia molto alto e quanto pesi sul bilancio delle famiglie degli studenti ed è per questo che crediamo nel progetto, che garantisce e tutela le due parti attraverso la consulenza e l’orientamento verso la formula più adatta e le agevolazioni fiscali disponibili“.
Per il presidente di Polis Venezia, Riccardo Gilioli, quella dell’abitare è la prima sfida per rendere il desiderio di vivere a Venezia ancora possibile. “Abitare – sottolinea Gilioli – non significa soltanto avere a disposizione un alloggio, ma far parte di una rete di persone che contribuisce a creare un ecosistema urbano che sia accessibile, attrattivo e inclusivo: per le giovani generazioni, per gli universitari e gli accademici che arrivano da fuori, per le famiglie che vivono qui. É per rispondere concretamente a queste due esigenze complementari che abbiamo sviluppato un progetto di residenzialità innovativo, fondato sulla reciproca contaminazione tra cittadinanza, mondo accademico e associazionismo, principio che da sempre guida l’operato di Polis. In questo modo contribuiamo a restituire a Venezia la sua dimensione di luogo di vita, e non solo di passaggio o di consumo”.














