Treviso/Venezia, 3 novembre 2025 – Si apre la nuova stagione del Radicchio Rosso di Treviso IGP, eccellenza del made in Italy conosciuta in tutto il mondo ma coltivata solo in una porzione ristretta del Veneto, tra le province di Treviso, Padova e Venezia. Un simbolo di identità e territorio che guarda sempre più ai mercati internazionali.
Proprio per approfondire le nuove opportunità di export e internazionalizzazione della filiera, venerdì 14 novembre 2025 alle ore 15:45, al Palaradicchio di Rio San Martino (Venezia), si terrà il convegno “Radicchi IGP: nuove opportunità e prospettive di filiera e internazionalizzazione”.
Una tavola rotonda per il futuro del Radicchio veneto
Il convegno, promosso dal Consorzio di Tutela del Radicchio Rosso di Treviso IGP e del Radicchio Variegato di Castelfranco IGP – sarà articolato in due momenti: il primo dedicato allo stato di salute della filiera, il secondo alle prospettive di export e valorizzazione internazionale.
Un’occasione di confronto tra istituzioni, mondo agricolo e imprese, con la partecipazione del Ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida e degli esponenti delle principali organizzazioni del settore:
- Luigi Scordamaglia, responsabile internazionalizzazione Coldiretti
- Massimiliano Giansanti, presidente Confagricoltura
- Cristiano Fini, presidente CIA – Agricoltori Italiani
- Matteo Zoppas, presidente ICE – Agenzia per la promozione all’estero e l’internazionalizzazione delle imprese italiane
- Federico Caner, assessore regionale all’Agricoltura del Veneto
Radicchi IGP: qualità certificata e legame con il territorio
La discussione sarà preceduta da una tavola rotonda tecnica dal titolo “Approfondimento sulle opportunità di esportazione dei Radicchi IGP”, con gli interventi di Samuele Trestini, docente dell’Università di Padova, e Andrea Tosatto, presidente del Consorzio di tutela.
Proprio Tosatto presenterà un’indagine sulle aziende produttrici e confezionatrici che operano all’interno del marchio IGP, analizzando i modelli di distribuzione e i canali commerciali più efficaci per l’export.
Nei giorni precedenti al convegno, inoltre, si terrà un incoming riservato agli operatori esteri: buyer e delegazioni internazionali visiteranno i territori di coltivazione per conoscere da vicino le caratteristiche del prodotto e la filiera certificata, a conferma del forte legame tra il radicchio e il suo territorio d’origine.
Una filiera in numeri: 1.400 quintali certificati e 15% di export
Per la stagione 2024-2025, il Consorzio di Tutela registra un totale di 1.400 quintali di prodotto certificato IGP, suddivisi tra:
- Radicchio Rosso di Treviso tardivo: 560 quintali (prodotto in 24 comuni tra Treviso, Venezia e Padova)
- Radicchio Rosso di Treviso precoce: 375 quintali (prodotto in 41 comuni)
- Radicchio Variegato di Castelfranco IGP: 470 quintali (prodotto in 52 comuni)
Di questo volume complessivo, circa il 15% è destinato all’export, con una prevalenza nei mercati europei, ma spedizioni che raggiungono anche Asia, America e Oceania.
Obiettivo: aprire nuovi mercati per il made in Veneto
Scopo del convegno sarà rafforzare il dialogo internazionale e individuare nuove opportunità di sviluppo commerciale per i Radicchi IGP del Veneto, simboli di un’agricoltura sostenibile e di alta qualità.
Come ricordano gli organizzatori, la sfida per il futuro sarà quella di unire tradizione, innovazione e marketing territoriale, mantenendo salda la relazione tra il prodotto e le terre che lo rendono unico al mondo.
Un percorso di crescita che punta a far diventare il Radicchio Rosso di Treviso IGP e il Radicchio Variegato di Castelfranco IGP ambasciatori dell’eccellenza veneta sulle tavole internazionali.














