Redentore: Due tricolori nel cielo e il silenzio

Redentore: Due tricolori nel cielo e il silenzio

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Redentore; l’omaggio di Venezia alle vittime. I due tricolori, francese e italiano, disegnati nel cielo dai fuochi silenziosi. È stato questo l’omaggio di Venezia alla nuova tragedia che ha funestato Nizza, pochi chilometri di là del confine di Ventimiglia. Anche lì la gente si era radunata sul Lungomare per far festa. Aveva appena assistito allo spettacolo dei fuochi d’artificio quando è scattata la follia omicida.

Così è scattata la solidarietà. Sospendere la festa sarebbe stato un segno di cedimento alla follia e al terrorismo. E ieri sera, poco prima di mezzanotte, i fuochi si sono interrotti quattro minuti e mezzo dopo il via. I tricolori nel cielo, un minuto di silenzio e un grande applauso hanno preceduto la ripresa dello spettacolo. Fuochi come sempre bellissimi, allestiti nel pomeriggio dalla ditta Parente di Rovigo, ormai anch’essa una tradizione, nelle banchine dell'Arsenale Nord. Poi scortati da Guardia costiera, Finanza e carabinieri fino a San Marco. Sparati a partire dalle 23.30 da sei pontoni galleggianti collegati via computer, ancorati tra San Marco, San Giorgio e le Zitelle. 25 le postazioni galleggianti, oltre 3000 kg di esplosivi, più di 30mila gli scoppi in totale. Un Redentore di festa, segnato da lutti e tragedie nel mondo. I morti dell’incidente ferroviario in Puglia, la strage di Nizza con oltre 80 morti e 200 feriti, il colpo di Stato a Istanbul, vittime civili insieme ai militari. La nuova peste del Terzo Millennio è rappresentata dal terrorismo.
Le cifre

Così idealmente più di 90 mila veneziani e turisti (1.700 le barche in Bacino) si sono uniti ieri sera ai loro fratelli francesi. Nel segno della tradizione. Le immagini della terribile pestilenza che sconvolse Venezia nel 1577 sono ancora ben visibili nelle opere d'arte. Decine di migliaia di morti e alla fine il voto espresso al Cristo Redentore. Il tempio palladiano alla Giudecca, la devozione e la fede che si rinnovano ogni anno la terza domenica di luglio. Processione a piedi, attraverso il ponte su barche che collega la riva di Santo Spirito, alla Zattere, con la Giudecca. 330 metri di passerella inaugurati ieri alle 19 dal sindaco Luigi Brugnaro e dal patriarca Francesco Moraglia. Segno di unione tra la città storica e la sua isola maggiore, ma anche tra la Venezia religiosa e la Venezia civile. E ieri tra l’Italia e la Francia, già unite dal dolore pochi mesi fa per la strage del Bataclan.

Oggi
Festa che continua oggi con le manifestazioni religiose e la messa solenne alle 19 nel tempio del Redentore celebrata dal patriarca Moraglia alla presenza delle autorità cittadine. Nel pomeriggio le regate di giovani e campioni su gondole. Anche qui una novità, il percorso a circuito chiuso, per migliorare la visibilità della gara e ridurre il moto ondoso delle barche al seguito. Traguardo volante con lo sponsor Conad, assente il recordman delle vittorie Giampaolo D'Este, favoritissimi i cugini Rudi e Igor Vignotto.

Gian Nicola Pittalis

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