Polizia
Polizia (immagine di repertorio)

L’altro ieri gli investigatori del Commissariato di Mestre hanno arrestato un cittadino tunisino, I.S. di trent’anni e denunciato in concorso un altro suo connazionale Z.S dell’89’ , senza fissa dimora, per detenzione di sostanze stupefacenti ai fini di spaccio: entrambi con precedenti specifici, soprattutto per fatti avvenuti tra la provincia di Padova e Venezia.

Non è la prima volta che nell’area del quartiere “Pertini” vengono effettuati arresti da parte della Polizia, e considerata l’ulteriore attività investigativa svolta dagli operatori del Commissariato di Mestre caratterizzata da diversi e difficili appostamenti si è riusciti a riscontrare un vero e proprio mercato della droga lontano dalle zone centrali della città (bosco dell’Osellino ).

Nella circostanza i due individui venivano osservati prima mentre estraevano da terra la droga occultata e successivamente quando, seduti sopra una panchina, stavano confezionando la droga all’interno di alcune bustine pronte per essere spacciate.

Concitate sono state le fasi del fermo dei due cittadini tunisini in quanto mentre il I.S. veniva prontamente bloccato dopo una breve fuga , il secondo Z.S., già conosciuto dagli operatori, riusciva a scappare buttandosi nel canale dell’Osellino raggiungendo così la riva opposta: a seguito di ulteriori ricerche quest’ultimo veniva rintracciato poco dopo all’interno di una abitazione a Marghera.

Sono stati sequestrati complessivamente circa 20 grammi di cocaina e diverso materiale per il confezionamento, a dimostrazione della florida attività di compravendita di sostanze stupefacenti svolta da tempo nella citata zona.

A conferma delle loro ipotesi investigative i poliziotti hanno trovato al termine della perquisizione all’interno dell’appartamento in uso all’arrestato ancora cocaina e diverso materiale usato per il confezionamento di sostanze stupefacenti (un bilancino di precisione e un taglierino).

Considerato i precedenti specifici della persona arrestata, a seguito della direttissima di ieri, lo stesso veniva condannato alla pena di un anno e 2000 euro di multa.

Per quanto riguarda il secondo fermato, oltre alla denuncia di spaccio in concorso, valutato che era già sottoposto alla misura dell’obbligo di firma quotidiano, il GIP di Venezia ne ha disposto l’aggravamento della misura con il divieto di dimora nella Regione Veneto.