Arte e solidarietà per sostenere il centro antiviolenza di Treviso. È stato presentato ieri a Ca’ Sugana il progetto di crowdfunding “Stop Violence”, processo di finanziamento collettivo che vede protagonista un’opera dell’artista trevigiano Manuel Giacometti. Il tutto per una buona causa: il sostegno a chi opera per aiutare le donne vittime di violenza. 

Il tavolo interistituzionale per il contrasto alla violenza di genere, con il Comune di Treviso capofila, ha inserito infatti questa iniziativa tra le diverse azioni di contrasto e di sensibilizzazione. Uno degli obiettivi è quello di informare su tutti i servizi e le realtà che entrano in contatto con le donne vittime e al contempo far conoscere il più possibile i servizi a disposizione delle donne. 

La raccolta fondi avviene attraverso la piattaforma GOFUNDME, gestita da La Esse, per la quale Manuel Giacometti ha donato l’opera “Stop Violence”. Al termine della raccolta fondi, sarà effettuata un’estrazione per l’aggiudicazione dell’opera a un donatore. Durante il periodo della campagna, “Stop Violence” sarà esposta al pubblico presso l’ingresso della sede municipale di Ca’ Sugana.

L’opera rappresenta una bimba posta davanti alla scritta “Stop” che tiene in mano un foglio bianco scritto a pennarello. La lettera del cartello stradale viene coperta dalla testa della bimba che involontariamente sostituisce la lettera mancante. L’opera è semplice, intuitiva e arriva diritta al punto.

«Sul fronte della violenza di genere abbiamo deciso di agire in diverse direzioni», afferma l’assessore alla Città Solidale, Gloria Tessarolo. «Formazione continua e coordinata di operatori (polizie locali, assistenti, sociali, insegnanti, medici  di medicina generale e pediatri…), prevenzione (attività nelle scuole come i progetti #Vietato Morire, Te Lo dico sottovoce e Alice Incontra Pollicino), rafforzamento della rete e degli interventi come l’ampliamento della Pronta accoglienza finanziato dai 37 comuni del Comitato Sindaci/Ambito e infine azioni di informazione alla popolazione. Con il costante aumento delle denunce, è importante proseguire in quest’ambito, rafforzando la rete e ampliando le informazioni alla comunità per arrivare prima e con competenza alle donne e ai loro figli. Senza scordare la presa in carico degli uomini maltrattanti».

In Italia si stima che una donna su tre abbia subito una qualche forma di violenza nel corso della propria vita. La violenza di genere però è un fenomeno ancora sommerso: è elevata, infatti, la quota di donne che non parlano con nessuno della violenza subita, di chi non denuncia, di chi non cerca aiuto; ancora poche sono, infatti, le donne che si rivolgono ad un centro antiviolenza o in generale un servizio specializzato. Purtroppo le donne che provano ad uscire dalla violenza e lasciano il partner violento, spesso tornano con lui proprio perché non sono a conoscenza dei servizi che potessero aiutarle. In particolare, a Treviso le richieste di attivazione pervenute alla Casa Rifugio sono state 61 nel 2022, 70 nei primi otto mesi del 2023. 

Per questo motivo le politiche di sensibilizzazione sono essenziali per trasmettere il messaggio che parlare della violenza subita ed entrare in contatto con le istituzioni e i servizi dedicati costituiscono una preziosa fonte di aiuto.