Tamizdat, Ca' Foscari riscopre i libri proibiti - Notizie Plus
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I Tamizdat tornano al centro dell’attenzione grazie a un progetto di ricerca dell’Università Ca’ Foscari Venezia che ricostruisce le rotte clandestine percorse dai libri censurati nell’Unione Sovietica durante la Guerra Fredda. Attraverso una nuova mostra digitale, l’ateneo valorizza una collezione di 199 volumi vietati nel blocco orientale, oggi conservati nella Biblioteca di Area Linguistica (BALI), offrendo al pubblico uno sguardo inedito sulla diplomazia culturale che attraversava la Cortina di Ferro.

L’iniziativa nasce nell’ambito del progetto di ricerca “Transnational Book Diplomacy beyond the Cultural Cold War: Towards a Socio-Cultural History of the Tamizdat”, coordinato da Ilaria Sicari grazie a una fellowship Marie Skłodowska-Curie Action (MSCA), e rappresenta uno dei più importanti studi internazionali dedicati a questo fenomeno editoriale.

Tamizdat: cosa sono i libri pubblicati oltre la Cortina di Ferro

Il termine Tamizdat significa letteralmente “pubblicato lì” e identifica le opere sovietiche la cui pubblicazione era vietata nei Paesi del blocco orientale. I manoscritti, spesso diffusi clandestinamente come samizdat, riuscivano a oltrepassare i confini dell’URSS per essere stampati e pubblicati in Occidente.

Tra gli esempi più celebri figurano Il dottor Živago di Boris Pasternak, pubblicato in Italia da Feltrinelli dopo essere uscito clandestinamente dall’Unione Sovietica, e Arcipelago Gulag di Aleksandr Solženicyn, opera che contribuì a far conoscere al mondo il sistema dei campi di lavoro forzato sovietici.

Proprio queste vicende editoriali costituiscono il punto di partenza della ricerca cafoscarina.

Ca’ Foscari ricostruisce le reti della diplomazia del libro

Il progetto analizza la produzione, la circolazione e la ricezione internazionale dei Tamizdat, ricostruendo le relazioni tra scrittori, traduttori, editori, dissidenti, agenti letterari e diplomatici che contribuirono alla diffusione di questi testi.

Attraverso un’approfondita ricerca archivistica, lo studio punta a superare la tradizionale visione della Guerra Fredda come separazione assoluta tra Oriente e Occidente, mettendo invece in luce una fitta rete di connessioni culturali che attraversava la Cortina di Ferro.

Oggi Ca’ Foscari rappresenta uno dei pochissimi centri universitari al mondo impegnati nello studio sistematico dei Tamizdat, affiancando iniziative internazionali come Tamizdat@Stanford, mostra digitale realizzata dalla Stanford University e curata dalla stessa Ilaria Sicari.

La mostra digitale valorizza 199 volumi conservati a Venezia

Tra i principali risultati della ricerca nasce Tamizdat@Ca’Foscari, esposizione digitale curata da Ilaria Sicari in collaborazione con Valeriia Korotkova, Georgii Korotkov, il Sistema Bibliotecario di Ateneo, la Biblioteca di Area Linguistica (BALI) e il Dipartimento di Studi Linguistici e Culturali Comparati.

La mostra valorizza una collezione composta da 199 Tamizdat in diverse lingue occidentali e dell’Europa centro-orientale. I volumi furono esposti nel 1977 durante la Biennale del Dissenso e successivamente donati alla Biblioteca universitaria generale di Ca’ Foscari.

Il percorso digitale integra inoltre materiali e risultati delle ricerche svolte presso istituzioni internazionali come le Hoover Libraries and Archives della Stanford University, gli Open Society Archives di Budapest, l’Archivio Storico delle Arti Contemporanee di Venezia e l’Archivio Storico di Ca’ Foscari.

Ilaria Sicari: “La storia dietro le quinte della Guerra Fredda culturale”

La ricercatrice Ilaria Sicari spiega il valore scientifico del progetto.

«Il progetto nasce da una ricerca archivistica con la quale, confrontando e raccogliendo dati nelle corrispondenze di diversi attori socio-culturali, ricostruisco i network e la “storia dietro le quinte” che hanno reso possibile la pubblicazione e circolazione transnazionale dei tamizdat, il cui primo esempio è stato Il dottor Živago di Boris Pasternak. Attraverso il prisma della storia editoriale di questi libri è possibile osservare la Guerra Fredda culturale da una prospettiva diversa, fatta di scambi, mediazioni e connessioni che oltrepassavano le divisioni ideologiche tra i due blocchi».

Come visitare la mostra sui Tamizdat

La mostra digitale è consultabile online e consente di esplorare mappe interattive, grafi e il catalogo digitale della collezione conservata presso la Biblioteca di Area Linguistica dell’Università Ca’ Foscari.

Inoltre, fino al 30 settembre 2026, una selezione di 25 volumi è visitabile anche in presenza. Quindici libri e riviste sono esposti al CFZ di Fondamenta Zattere, mentre altri dieci volumi sono ospitati nella sede di Ca’ Bernardo.

Con questo progetto dedicato ai Tamizdat, Ca’ Foscari restituisce nuova visibilità a una straordinaria testimonianza della storia culturale del Novecento, mostrando come la circolazione clandestina dei libri abbia contribuito a mantenere vivo il dialogo tra mondi apparentemente divisi e offrendo nuove chiavi di lettura sulla Guerra Fredda attraverso il valore della ricerca, della memoria e della diplomazia culturale.

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Per maggiori informazioni sul progetto e sulla mostra è disponibile il sito ufficiale dell’Università Ca’ Foscari Venezia: https://www.unive.it/