“Think Food, Make Farm”: le idee Coldiretti per i giovani

“Think Food, Make Farm”: le idee Coldiretti per i giovani

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Convegno

È la grande passione per il proprio lavoro ciò che accomuna i giovani imprenditori di Coldiretti Treviso. Lo ha dimostrato l’incontro di ieri dal titolo “Think food, make farm” andato in scena presso l’auditorium Santa Croce del Quartiere Latino, nel cuore della città.

Un convegno voluto da Giovani Impresa Treviso, il movimento dei giovani imprenditori di Coldiretti Treviso, per parlare di innovazione e idee di successo che guardano ai nuovi e futuribili bisogni del mercato. Sul palco, insieme al presidente Coldiretti Treviso, Giorgio Polegato, anche Matteo Zanetti, presidente Segafredo Zanetti Coffee System, e Fausto Pinarello, presidente Cicli Pinarello.

Ad introdurre i lavori, Marco De Zotti, delegato di Giovani impresa Coldiretti Treviso: “Volevamo delle testimonianze di imprenditori che possono dire di avercela fatta perché condividessero con noi le loro esperienze, dalle paure ai sogni, dal lavoro ai successi ottenuti. Siamo orgogliosi che il nostro invito sia stato accettato da figure di spicco dell’economia veneta quali Zanetti e Pinarello, persone che hanno costruito il tessuto imprenditoriale del territorio; oggi è anche grazie a loro se il Made in Italy è conosciuto nel mondoCome giovani imprenditori abbiamo il dovere di aprirci al futuro, in maniera sana e sostenibile e i racconti di oggi ci guideranno in questo percorso”.

Dopo il saluto del vicesindaco Andrea De Checchiche ha voluto ringraziare Coldiretti Treviso per il fine settimana dedicato a Treviso e per lo sviluppo di aree come piazza Giustiniani e i Giardini di Sant’Andrea, luoghi sensibili della città e che grazie al programma di Campagna Amica vengono valorizzati, la parola è passata a Matteo Zanetti, che ha focalizzato il proprio intervento sul valore dell’esperienzaPer la mia vita imprenditoriale – ha spiegato Zanetti - viaggiare è stato l’arricchimento maggiore, sotto ogni punto di vista: culturale, professionale, umano. L’idea del settore capsule mi è venuta proprio dalle esperienze all’estero che mi hanno consentito di guardare oltre alla storica tradizione del caffè espresso italiano. Da questa idea è così nata la mia azienda Segafredo Zanetti Coffee System ed ora, all’interno di questa realtà già fortemente innovativa, si sviluppano a loro volta nuove idee, ad esempio il settore green delle capsule compostabili”.

Fausto Pinarello ha messo l’accento sulla passione come valore aggiunto: “La nostra azienda è nata da una sconfitta sportiva – ha esordito nel suo intervento - da una maglia nera di mio padre, all’epoca ciclista, e dalla sua successiva decisione di non correre più ma di impegnarsi per realizzare biciclette che potessero far vincere i veri campioni. Io sono cresciuto tra manubri e copertoni, iniziando dal reparto verniciatura, quindi “vestivo” le biciclette prodotte. Credo che la mia passione per la grafica sia nata lì ma ho capito qual era la mia strada quando una bicicletta dipinta da me vinse il Giro d’Italia. In quel momento ho compreso che la mia passione poteva darmi grandi soddisfazioni. Con Indurain abbiamo poi realizzato il record dell’ora e dal quel momento Pinarello è diventato sinonimo di marchio performante”.

Ma a volte anche un errore può schiudere le porte del successo: “La nostra start up – ha raccontato Massimo Morbiato, CEO di Agriopendat - è partita dal Veneto con un’idea, che era quella di dare vita ad un sistema digitale dedicato alla campagna ma presto ci siamo trovati a capire che quell’idea probabilmente non avrebbe avuto seguito; il sistema che avevamo creato ci ha però permesso di realizzare un prodotto completamente diverso che ci ha portato a lavorare, oggi, in Champagne e in Silycon Valley. La dimostrazione di come a volte il successo possa nascere da un’idea sbagliata che dà vita al prodotto giusto”.

L’imprenditoria del futuro non deve però scordare le proprie radici, questo il senso delle parole di Giorgio Polegato dell’azienda Astoria e presidente di Coldiretti Treviso: “Con mio padre e mio fratello volevamo creare un’azienda orientata al settore Horeca, un marchio che avesse prodotti legati alle nostra tradizioni ma che potessero confrontarsi nei mercati internazionali. In quest’ottica si è mossa anche la nostra comunicazione, creando messaggi che raccontassero i nostri vini e le nostre radici. Oggi siamo presenti in 94 paesi nel mondo grazie anche ad un prodotto straordinario come il Prosecco che ci apre tante porte, ma questo da solo non basta; serve la passione per portare avanti il proprio progetto di qualità. Anche per questo abbiamo sempre mantenuto forte e vivo il legame con il territorio, promuovendolo e impegnandoci per valorizzarlo al massimo”.

In conclusione l’incontro ha visto anche le testimonianze di tre giovani imprenditori agricoli: Philipp Breitemberger, che ha portato il Kywi Bio italiano in Australia grazie ad una linea di trasformati ed un brand appetibile; Katy Mastorci, che ha trasformato la propria passione in una scelta di vita verso l’ambiente; Ivano Fighera, che ha fatto della multifunzionalità rurale ad alto livello la chiave del successo della propria azienda.

Tre incontri che hanno sottolineato come il mondo agricolo italiano sia già proiettato al futuro, con visioni e progetti che nulla hanno da invidiare ad altre realtà internazionali: “Formazione, opportunità e innovazione tecnologica sono elementi già a disposizione di tutti gli imprenditori italiani – ha concluso Giorgio Polegato - a voi giovani spetta il compito di aggiungere volontà e passione, ingredienti fondamentali per trasformare i sogni in realtà”.

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