Si è riunito in settimanail tavolo del lavoro della filiera del turismo veneto per un confronto sui principali temi dell’occupazione nel mondo del turismo regionale con gli assessori regionali Elena Donazzan e Federico Caner.

L’attivazione del tavolo era stata richiesta dai sindacati per un confronto di ampio respiro sulle principali dinamiche occupazionali del principale settore economico del Veneto sta vivendo.   

Alla riunione hanno partecipato i rappresentanti di Confturismo, Assoturismo, Federturismo, Confartigianato, CNA Veneto, Casartigiani Veneto, CGIL, CISL e UIL confederali e di categoria del Veneto.

Nell’occasione sono stati presentati alcuni dati di Veneto Lavoro. I numeri relativi all’occupazione nel comparto turistico del 2020 segnano la perdita di 19.445 posti nella nostra regione sul 2019. Molto più penalizzate le donne degli uomini, gli italiani degli stranieri, i diplomati. Fanno riflettere due elementi: ben 14.185 posti persi sono contratti a tempo determinato e più di 11.000 riguardano professioni qualificate di servizi. Dal punto di vista territoriale l’area più penalizzata è stata Venezia (- 5.440) e poi Verona (- 3.830).

Per quanto riguarda le prospettive di settore, sono stati comparati il primo trimestre dei due anni 2020 e 2021 per verificare la consistenza di rimbalzi positivi, tenendo conto che il lockdown è cominciato il 9 marzo del 2020. In questo quadro, la provincia di Belluno ha ridotto il saldo negativo da – 3.045 (2020) a – 390 (2021), quella di Venezia da – 980 a – 70, Verona da – 1.330 a – 470. Rispetto ai territori l’effetto della ripresa è più lenta nelle grandi città d’arte.

“E’ stata un’occasione di confronto franco, diretto e molto veritiero, senza luoghi comuni o facili giustificazioni per un mercato del lavoro che in questo momento più che mai dimostra di avere evidenti e clamorose anomalie: posti di lavoro che non trovano lavoratori, imprese in affanno alla ricerca di professionalità difficilmente reperibili, lavoratori del settore che si sono rioccupati all’estero o in altri settori, anche a causa della totale incertezza legata alla crisi pandemica” sottolinea l’Assessore Donazzan al termine.

Di qui l’importanza del tavolo odierno che ha offerto occasione per affrontare le problematiche e ampliare le considerazioni attorno alla stabilità di questo mercato del lavoro sempre più esigente sia sul fronte della domanda sia dell’offerta.

“Il dato estremamente positivo è che vi è una condivisione di vedute da parte del mondo datoriale e quello sindacale sulle problematiche nell’ambito del lavoro – precisa ancora l’Assessore Donazzan -. Abbiamo preso atto che il turismo esprime un contesto di complessità emerso con maggior chiarezza con il Covid. Ritengo sia davvero opportuno parlare e affrontare le questioni del turismo in termini di filiera articolata”. 

“Dopo la conta dei danni dovuti alla pandemia, il Veneto dimostra di essere pronto a ripartire dalla sua industria più importante: il turismo – commenta Federico Caner, Assessore regionale al turismo -. Per farlo sarà necessario, a tutti i livelli, un ripensamento delle politiche per il settore che dovranno passare attraverso misure come la defiscalizzazione del costo del lavoro, anche per i lavoratori stagionali, e attraverso un profondo cambio di passo sul fronte delle garanzie per i lavoratori. Nei giovani va instillato il desiderio di crescere e pensare al proprio futuro all’interno di quella che, con oltre 17 miliardi di euro di fatturato annuo, può essere definita la locomotiva economica del veneto. Per non rischiare un atteggiamento rinunciatario nei confronti di un mercato trainante per l’economia del Veneto, sarà necessario investire nella formazione degli operatori del settore che, potendo contare su nuove e solide competenze, avranno maggiori possibilità di occupazione. Il Veneto, prima regione turistica d’Italia, è pronta a fare la sua parte, mantenendo prima di tutto aperto il dialogo con le istituzioni e tutte le realtà coinvolte”. 

Al termine dell’incontro i partecipanti hanno condiviso che la necessità di rendere permanente il tavolo odierno che sarà seguito dall’Unità di Crisi e dalla Direzione Lavoro della regione del Veneto con la partecipazione degli assessori competenti.

Gli obiettivi del confronto saranno orientati ad approfondire tre macroambiti di intervento:

Scuola e turismo – È stata proposta la stesura di un documento nel quale individuare soluzioni alle problematiche di settore nel rapporto tra istruzione e lavoro al fine di elevare la reputazione di questo ampio e articolato mondo delle professioni, intervenendo, in particolare, nell’ambito degli istituti tecnici e professionali per il turismo e negli ITS di settore.

Turismo e mercato del lavoro – Si è valutata la necessità di potenziare l’incrocio domanda-offerta del mercato interno Veneto al fine di valorizzare le professioni presenti in ottica di stabilizzazione all’interno della stagionalità. Si è parlato, inoltre, di creare una borsa del lavoro del turismo veneto nella quale condividere e posizionare domande e offerte provenienti non solo dal territorio regionale ma da tutta Italia e anche dall’estero.

Turismo e costo del lavoro – Si è ragionato della problematica del costo del lavoro, precaricato e basso salario, in particolare di alcune figure professionali, e dell’importanza di sollecitare il Governo nazionale affinché consideri il turismo un comparto strategico per l’Italia e intervenga sul cuneo fiscale che rende il costo del lavoro italiano peggiore di quello tedesco e quello spagnolo.

Infine, gli assessori Caner e Donazzan con il dr. Santo Romano, responsabile della programmazione dei fondi europei della Regione del Veneto, hanno sottolineato la strategicità del momento che vede le strutture regionali impegnate nella nuova programmazione dei fondi europei in capo alla Regione, sollecitando le parti ad un puntuale lavoro di concretezza per cogliere tutte le opportunità.