La Via del Mare torna al centro dello scontro politico in Veneto. I consiglieri regionali del Partito Democratico Jonatan Montanariello, vicepresidente della Commissione Infrastrutture, e Giovanni Manildo, capogruppo, hanno presentato un’interrogazione alla Giunta regionale sulla delibera n. 669 del 30 giugno 2026. Al centro della contestazione ci sono il vincolo preordinato all’esproprio, la durata della concessione e il modello di project financing legato alla realizzazione del collegamento autostradale A4-Jesolo.
Via del Mare, vincolo sugli immobili fino al 2033
Secondo quanto denunciato dai due consiglieri dem, la Giunta regionale ha confermato la rilevanza pubblica dell’opera da 400 milioni di euro, affidata in concessione al Consorzio SIS. Contestualmente, ha reiterato per la terza volta consecutiva il vincolo preordinato all’esproprio.
La prima apposizione del vincolo risale al 2012. Con l’ultima proroga, la scadenza arriva al 2033. Di conseguenza, centinaia di proprietari si trovano a dover convivere con un congelamento dei propri beni destinato, secondo la denuncia del Pd, a protrarsi per oltre due decenni.
Montanariello e Manildo definiscono questo arco temporale particolarmente pesante per i cittadini coinvolti. Il vincolo, infatti, limita la possibilità di disporre liberamente degli immobili e, secondo i consiglieri, può produrre un danno patrimoniale senza prevedere una forma di indennizzo economico.
Via del Mare, il Pd contesta lo stallo
La questione non riguarda soltanto la durata del vincolo. I consiglieri regionali contestano anche l’impatto che una situazione protratta per così tanti anni può avere sullo sviluppo urbanistico del territorio.
Secondo Montanariello e Manildo, le conseguenze delle inefficienze amministrative non possono ricadere sui residenti. Inoltre, nell’interrogazione viene richiamata la contrarietà già manifestata da sindaci e amministratori locali, a partire dal Comune di Meolo.
La posizione espressa dai due esponenti del Partito Democratico chiede quindi alla Giunta regionale di fornire chiarimenti sul futuro dell’opera e sui tempi necessari per superare uno stallo che, nella loro valutazione, è diventato insostenibile.
Project financing, dubbi sulla concessione
Un altro capitolo dell’interrogazione riguarda il modello economico scelto per la realizzazione della Via del Mare. L’opera prevede un investimento indicato in 400 milioni di euro e una concessione al Consorzio SIS.
Montanariello e Manildo richiamano in particolare l’articolo 177 del Nuovo Codice dei Contratti Pubblici. Secondo quanto riportato nell’interrogazione, la norma stabilisce che il rischio operativo debba gravare sull’operatore privato e vieta forme di garanzia pubblica surrettizia, paracadute o ricavi minimi a carico dell’ente pubblico.
Da qui nasce una domanda precisa rivolta alla Giunta: il Piano economico-finanziario garantisce realmente la copertura dell’investimento attraverso il rischio di domanda legato ai pedaggi oppure prevede forme di riequilibrio che potrebbero non essere consentite?
Via del Mare, nel mirino anche la durata della concessione
L’interrogazione richiama inoltre l’articolo 178 del Nuovo Codice dei Contratti Pubblici, indicato dai consiglieri come riferimento per la durata delle concessioni. Il punto contestato riguarda il rischio che una durata eccessiva possa ridurre o azzerare il rischio d’impresa dell’operatore privato.
A questo si aggiunge il tema dell’articolo 193 e della giurisprudenza europea, richiamati nell’interrogazione in relazione al diritto di prelazione riservato al promotore.
Il Pd chiede quindi di verificare se la durata della concessione e il diritto di prelazione siano stati adeguati alle regole previste dal nuovo quadro normativo e ai vincoli derivanti dalla giurisprudenza europea.
Via del Mare, chiesto un cronoprogramma definitivo
La richiesta politica formulata da Montanariello e Manildo si concentra infine sui tempi. I due consiglieri chiedono alla Giunta regionale se esista un cronoprogramma certo e definitivo capace di indicare quando terminerà lo stallo relativo all’opera.
Il tema coinvolge così due piani distinti ma strettamente collegati: da una parte i cittadini e i proprietari interessati dal vincolo preordinato all’esproprio, dall’altra la sostenibilità economica e giuridica della concessione.
L’interrogazione punta quindi a ottenere risposte sulla gestione complessiva del progetto, dalla permanenza dei vincoli sugli immobili fino alla struttura del project financing. Sullo sfondo resta la proroga fino al 2033, che secondo i consiglieri regionali prolunga una situazione che dura ormai da oltre vent’anni.
Per approfondire il tema delle infrastrutture e delle opere pubbliche del territorio è possibile consultare anche gli altri contenuti dedicati alla Via del Mare sul portale di informazione.
In attesa dei chiarimenti richiesti alla Giunta regionale, la Via del Mare resta dunque al centro di una contestazione che coinvolge vincoli espropriativi, proprietà private, concessione e project financing. Il nodo principale, secondo il Pd, è stabilire tempi certi e verificare la piena conformità del progetto alle regole richiamate nell’interrogazione.














