L’Intelligenza artificiale entra per la prima volta nei percorsi di cura delle dipendenze comportamentali. L’Intelligenza artificiale, infatti, sarebbe al centro del caso seguito dal Serd dell’Ulss 3 Serenissima di Venezia, dove una giovane donna poco più che ventenne è stata presa in carico dopo aver sviluppato una forma di dipendenza dal dialogo continuo con un algoritmo.
Una relazione virtuale nata davanti a una tastiera e trasformata, giorno dopo giorno, in un legame esclusivo. Quella che inizialmente appariva come una presenza rassicurante si sarebbe progressivamente trasformata in una dipendenza capace di allontanarla dalle relazioni reali, dagli amici e dalla quotidianità.
Secondo quanto emerso, la ragazza avrebbe instaurato con il sistema di IA un rapporto costante e intimo, percependo il programma quasi come un’amica invisibile. Un confronto continuo fatto di domande, risposte e confidenze personali che avrebbe finito per sostituire il dialogo umano.
Il primo caso seguito dal Serd veneziano
Il caso rappresenta una novità anche per gli specialisti del Servizio per le dipendenze dell’azienda sanitaria veneziana. Tecnicamente si tratta di una “dipendenza comportamentale”, quindi non collegata all’uso di sostanze, ma a comportamenti che generano isolamento e perdita di controllo.
Fino ad oggi le situazioni più frequenti affrontate dai Serd riguardavano gioco d’azzardo, shopping compulsivo, abuso di smartphone, social network e videogiochi. Ora, però, anche l’utilizzo dell’Intelligenza artificiale sembra poter creare dinamiche simili, soprattutto quando viene usata come strumento relazionale.
La giovane veneziana sarebbe il primo caso formalmente preso in carico per questo tipo di problematica. Nel servizio risultano inoltre altri giovani pazienti con difficoltà legate all’abuso di dispositivi digitali e gaming.
Il rapporto con l’algoritmo e il rischio isolamento
Secondo gli esperti, il punto più delicato riguarda proprio la capacità dell’algoritmo di adattarsi all’utente. Con il tempo, infatti, il sistema apprende informazioni, abitudini e modalità comunicative, offrendo risposte sempre più vicine alle aspettative emotive della persona.
Un meccanismo che può generare un senso di comprensione totale e rafforzare il bisogno di continuare il dialogo. La macchina, in pratica, finisce per diventare una presenza costante, capace di dare conferme immediate e di alimentare una relazione virtuale percepita come rassicurante.
Gli specialisti parlano di una situazione che potrebbe rappresentare soltanto “la punta dell’iceberg”. Negli ultimi anni, infatti, l’aumento dell’utilizzo di strumenti digitali e piattaforme conversazionali ha modificato profondamente le abitudini sociali, soprattutto tra i più giovani.
Le nuove dipendenze comportamentali dovute all’intelligenza artificiale
Il fenomeno delle dipendenze senza sostanze è ormai da tempo sotto osservazione da parte dei servizi sanitari. Smartphone, social e videogiochi sono diventati strumenti centrali nella vita quotidiana, ma in alcuni casi possono trasformarsi in comportamenti compulsivi.
L’arrivo di piattaforme basate su Intelligenza artificiale apre ora uno scenario completamente nuovo. La possibilità di avere conversazioni continue, personalizzate e apparentemente empatiche rischia infatti di creare legami emotivi difficili da interrompere per le persone più fragili.
Gli esperti sottolineano come il problema non sia la tecnologia in sé, ma l’uso che ne viene fatto e il rischio che il rapporto virtuale sostituisca progressivamente quello reale. Quando il dialogo con l’algoritmo diventa esclusivo e totalizzante, possono emergere isolamento sociale, difficoltà relazionali e dipendenza psicologica.
L’allarme degli specialisti sull’Intelligenza artificiale
Il caso seguito a Venezia potrebbe rappresentare uno dei primi segnali concreti di un fenomeno destinato a crescere nei prossimi anni. La diffusione sempre più ampia dell’Intelligenza artificiale nella vita quotidiana pone infatti interrogativi non solo tecnologici, ma anche psicologici e sociali.
Per i professionisti delle dipendenze comportamentali sarà fondamentale monitorare l’evoluzione di questi nuovi strumenti e comprendere in che modo possano influenzare le relazioni umane, soprattutto tra adolescenti e giovani adulti.














