Altino riscopre il cuore monumentale della città romana
Altino torna protagonista della ricerca archeologica nazionale grazie a una nuova e significativa campagna di scavo che sta riportando alla luce una porzione del foro dell’antica città romana. L’intervento rappresenta un momento storico per il sito, poiché si tratta della prima indagine archeologica che interessa direttamente il cuore monumentale dell’antico abitato, offrendo nuove prospettive sulla conoscenza della città e sulla sua organizzazione urbanistica.
L’iniziativa è promossa e diretta dal Parco archeologico di Altino, uno dei luoghi della cultura appartenenti ai Musei archeologici nazionali di Venezia e della Laguna. Il progetto è reso possibile grazie a un finanziamento dedicato della Direzione generale Musei del Ministero della Cultura e coinvolge archeologi professionisti, il personale tecnico del Parco e il Centro Interdipartimentale di Ricerca Studio e Conservazione dei Beni Archeologici, Architettonici e Storico-Artistici dell’Università degli Studi di Padova.
Gli scavi di Altino confermano le ipotesi formulate negli anni passati
Le attività attualmente in corso stanno fornendo importanti conferme alle ipotesi elaborate circa vent’anni fa attraverso campagne di prospezione geofisica. Le indagini archeologiche si concentrano su alcune delle strutture più rilevanti dell’antica città, tra cui la basilica con le sue botteghe, la storica via Annia e uno dei due teatri presenti nell’abitato romano.
I primi risultati confermano l’accuratezza delle ricostruzioni elaborate grazie alle precedenti tecnologie di telerilevamento e alle analisi geofisiche. Questo dato rappresenta un importante successo scientifico e apre una nuova fase di studio per il sito archeologico, destinata a fornire ulteriori informazioni sulla vita economica, politica e sociale della città romana.
La campagna di ricerca, avviata nell’ottobre 2025, è stata organizzata secondo un percorso metodologico articolato in tre fasi. La prima ha riguardato le prospezioni geofisiche preliminari, necessarie per individuare le aree più promettenti da esplorare. La seconda fase coincide con gli scavi archeologici tuttora in corso, mentre la terza sarà dedicata alle analisi di laboratorio e allo studio approfondito dei reperti recuperati.
Un progetto strategico per la ricerca archeologica
L’intervento rappresenta molto più di una semplice campagna di scavo. Si tratta infatti di un progetto integrato che punta a restituire nuovi dati alla comunità scientifica e a rendere accessibili al grande pubblico informazioni fondamentali sulla storia del territorio.
L’area interessata dalle indagini si estende per circa 26 ettari ed è stata acquisita dal Ministero della Cultura nella prima metà del 2025 per essere successivamente affidata alla gestione del Parco archeologico di Altino. Si tratta di una superficie particolarmente significativa, pari a circa un terzo dell’intera città antica oggi sepolta.
Per decenni questo settore è rimasto sostanzialmente inesplorato attraverso campagne di scavo sistematiche. Tuttavia, la sua organizzazione urbanistica era già stata ricostruita grazie alle attività di telerilevamento e alle prospezioni geofisiche realizzate tra il 2007 e il 2009 dall’Università di Padova in collaborazione con l’allora Soprintendenza archeologica e la Regione del Veneto.
Nuove prospettive per la valorizzazione del patrimonio storico di Altino
I nuovi scavi rappresentano un passaggio fondamentale per comprendere meglio la struttura urbana dell’antica città e il ruolo che essa svolgeva all’interno del territorio romano. La possibilità di indagare direttamente il foro e gli edifici pubblici collegati consente agli studiosi di approfondire aspetti finora conosciuti solo attraverso rilevazioni indirette.















