Robe da Mati apre il cartellone 2026 con Roberto Mercadini all’Auditorium Santa Caterina
Robe da Mati celebra il traguardo dei dieci anni con uno degli appuntamenti più attesi dell’edizione 2026. Venerdì 5 giugno alle ore 21.00, l’Auditorium Santa Caterina di Treviso ospiterà il primo evento ufficiale della rassegna ideata e promossa dalla cooperativa sociale Sol.Co., realtà che da un decennio promuove riflessioni sulla fragilità, la salute mentale e l’inclusione attraverso il linguaggio dell’arte, del teatro, della musica e della cultura.
Robe da Mati inaugura il programma del decennale con la presenza di Roberto Mercadini, autore, attore, scrittore e divulgatore tra i più apprezzati del panorama culturale italiano contemporaneo. L’artista porterà in scena il monologo “Felicità for dummies – Felicità per negati”, uno spettacolo che unisce filosofia, ironia e riflessione esistenziale in una narrazione coinvolgente e accessibile a un pubblico trasversale.
L’ingresso all’evento è gratuito, confermando la volontà del festival di rendere la cultura uno strumento aperto e condiviso di crescita collettiva.
Roberto Mercadini protagonista con “Felicità for dummies – Felicità per negati”
La scelta di Roberto Mercadini per l’apertura del festival rappresenta perfettamente la linea culturale che ha caratterizzato la manifestazione nel corso degli anni. Autore-attore, narratore, poeta e divulgatore, Mercadini è una delle voci più riconoscibili della scena culturale italiana, capace di affrontare temi complessi con un linguaggio diretto, contemporaneo e ricco di umanità.
Conosciuto anche dal grande pubblico televisivo per la partecipazione al programma “Splendida Cornice” su Rai 3, condotto da Geppi Cucciari, Mercadini è seguito da centinaia di migliaia di utenti sui suoi canali social e YouTube, dove affronta argomenti che spaziano dalla filosofia alla letteratura, dall’evoluzionismo ai temi sociali e ai grandi interrogativi del presente.
Lo spettacolo “Felicità for dummies – Felicità per negati”, prodotto da Sillaba, propone una riflessione originale sul significato della felicità e sul senso stesso dell’esistenza umana. Al centro della narrazione c’è la metafora dell’albero, utilizzata per esplorare il concetto di crescita, realizzazione e relazione con gli altri.
Il significato della felicità tra filosofia e comicità
Il monologo prende avvio dall’etimologia latina della parola felicità. Il termine “felix”, infatti, indicava anche un albero fertile e ricco di frutti. Da questa suggestione nasce un percorso narrativo che si sviluppa lungo quattro direttrici simboliche: la capacità di dare frutto, la ricerca della forma perfetta, l’equilibrio tra radici profonde e slancio verso l’alto, e infine il rapporto con gli altri alberi, metafora delle relazioni umane.
Attraverso questi temi prendono vita personaggi e storie differenti: un matematico, un artista, un atleta, un astronomo, un poeta e un giardiniere. Ogni figura contribuisce ad ampliare la riflessione sulla natura della felicità e sulla ricerca di un significato autentico dell’esistenza.
Il risultato è una narrazione che alterna momenti di leggerezza e comicità ad altri più profondi e commoventi, fino a trasformarsi in una vera e propria orazione dedicata al valore della vita umana.
“Matto a chi?”: il tema della decima edizione di Robe da Mati
La presenza di Mercadini si inserisce perfettamente all’interno del tema scelto per l’edizione 2026: “Matto a chi?”. Un titolo provocatorio che invita il pubblico a interrogarsi sugli stereotipi, sulle etichette e sulle definizioni di normalità che spesso caratterizzano il dibattito sulla salute mentale.
Da dieci anni il festival lavora per promuovere una cultura capace di superare pregiudizi e semplificazioni, trasformando la fragilità e il disagio psichico in occasioni di dialogo, consapevolezza e crescita sociale. Questa prospettiva ha contribuito a rendere la manifestazione uno dei progetti culturali più originali e riconoscibili del territorio trevigiano.
L’edizione 2026 è entrata nel vivo dopo il successo dell’anteprima “È quasi… Robe da Mati”, andata in scena il 15 maggio nella sede di Sol.Co. e accolta con una significativa partecipazione di pubblico.
Il programma continua con Arianna Porcelli Safonov
Dopo l’appuntamento inaugurale con Roberto Mercadini, il calendario del festival proseguirà il 26 giugno con Arianna Porcelli Safonov e il reading “Sembrava tanto una brava persona”, tratto dal libro Storie di matti pubblicato da Fazi Editore.
Anche questo evento proseguirà il percorso di riflessione proposto dalla rassegna, affrontando con ironia e profondità il sottile confine tra normalità e follia, uno dei temi centrali dell’intera programmazione.
Organizzato dalla cooperativa Sol.Co. con il contributo istituzionale e organizzativo del Comune di Treviso, il festival gode inoltre del patrocinio di numerose istituzioni del territorio e si inserisce nei circuiti culturali di Rete Eventi della Provincia di Treviso e Treviso Festival.















