Treviso si conferma leader nella raccolta differenziata e nella gestione dei rifiuti
Treviso si conferma ancora una volta un punto di riferimento nazionale nella gestione dei rifiuti. La città è infatti il capoluogo più riciclone d’Italia secondo la classifica dei Comuni Ricicloni 2026, presentata a Roma durante la XIII edizione dell’Ecoforum nazionale di Legambiente. Un riconoscimento che certifica il lavoro svolto dall’amministrazione comunale, dagli enti che si occupano del servizio di raccolta e soprattutto dai cittadini, protagonisti quotidiani di un sistema che continua a distinguersi per efficienza e risultati.
Il capoluogo della Marca conquista nuovamente il primo posto tra i capoluoghi italiani grazie a numeri che confermano l’elevata qualità del modello di gestione dei rifiuti urbani. Un risultato che rappresenta un importante esempio di sostenibilità ambientale e di attenzione verso il territorio.
Il riconoscimento ai Comuni Ricicloni 2026
La classifica dei Comuni Ricicloni 2026 è stata presentata durante l’Ecoforum nazionale di Legambiente, appuntamento dedicato alle migliori esperienze italiane nell’economia circolare e nella gestione sostenibile dei rifiuti.
A rappresentare la città durante la cerimonia di premiazione è stato il sindaco Mario Conte, che ha espresso soddisfazione per il prestigioso riconoscimento.
“Questa riconferma ci riempie di orgoglio”, ha dichiarato il primo cittadino, sottolineando come il risultato sia il frutto del senso civico dimostrato quotidianamente dai cittadini trevigiani e dell’efficacia del sistema di raccolta e gestione dei rifiuti.
Il sindaco ha inoltre rivolto un ringraziamento al Consiglio di Bacino Priula e a Contarina Spa, evidenziando il contributo determinante degli enti che garantiscono il funzionamento del servizio sul territorio.
Raccolta differenziata oltre l’84%: i numeri del primato
A permettere a Treviso di mantenere il vertice della graduatoria nazionale sono dati particolarmente significativi.
La città ha infatti raggiunto una percentuale di raccolta differenziata pari all’84,1%, confermando un livello di eccellenza nella separazione dei rifiuti da parte delle utenze domestiche e non domestiche.
Parallelamente, la produzione di secco residuo si è attestata a 60,3 chilogrammi pro capite, un valore che consolida il primato nazionale tra tutti i capoluoghi italiani inseriti nella classifica.
Questi indicatori testimoniano l’efficacia di un sistema organizzativo capace di coniugare partecipazione dei cittadini e qualità del servizio, contribuendo alla riduzione dei rifiuti indifferenziati e alla valorizzazione dei materiali destinati al riciclo.
Migliorano anche i risultati sulla qualità dell’aria
Accanto ai risultati ottenuti nella raccolta differenziata, arrivano segnali positivi anche sul fronte ambientale.
Nel corso del 2025, infatti, per la prima volta dopo oltre vent’anni, i valori relativi ai superamenti giornalieri del PM10 sono rientrati nei limiti previsti dalla normativa.
Un dato che rappresenta un ulteriore elemento di soddisfazione per l’amministrazione comunale e che rafforza il percorso intrapreso verso una maggiore sostenibilità ambientale.
Secondo il sindaco Mario Conte, il lavoro svolto fino a oggi deve rappresentare un punto di partenza e non un traguardo definitivo. L’obiettivo dichiarato è quello di continuare a migliorare le performance ambientali della città e mantenere un ruolo di esempio per l’intero Bacino Padano.
Treviso guarda ai prossimi obiettivi ambientali
La riconferma come capoluogo più riciclone d’Italia certifica la continuità di un percorso che punta su responsabilità civica, organizzazione dei servizi e attenzione all’ambiente. I risultati ottenuti nella raccolta differenziata e quelli relativi alla qualità dell’aria dimostrano la capacità della città di raggiungere standard elevati e di mantenerli nel tempo.
Treviso consolida così la propria posizione di riferimento nazionale nel settore della gestione dei rifiuti, con l’obiettivo di proseguire sulla strada intrapresa e continuare a rappresentare un modello virtuoso per il territorio e per le future politiche ambientali.















