Siccità, Veneto, Agricoltura

Siccità in Veneto: Po sotto i livelli di guardia, Adige in preallarme e raccolti compromessi

Siccità sempre più grave in Veneto. La siccità continua infatti ad aggravare la situazione idrica della regione, mettendo sotto pressione fiumi, agricoltura e approvvigionamento d’acqua. L’ultima rilevazione effettuata sul Po a Pontelagoscuro, registrata alle 8.30 del mattino, indica un livello di -6,34 metri sotto lo zero idrometrico, un dato che conferma il perdurare di una fase particolarmente critica.

A segnalare il quadro è la Cia regionale, che evidenzia anche il peggioramento delle condizioni nel comprensorio dell’Adige, dove è stato attivato lo stato di preallarme. Una situazione che interessa direttamente l’agricoltura della Bassa Padovana, dove le riserve idriche disponibili sarebbero sufficienti soltanto per i prossimi dieci giorni.

Adige in preallarme: senza pioggia stop all’irrigazione agricola

Le prospettive, al momento, non sono incoraggianti. Se le precipitazioni continueranno a mancare, scatterà la chiusura delle derivazioni, comprese quelle destinate agli scoli e ai canali utilizzati per l’irrigazione agricola.

L’acquazzone che ha interessato il territorio nella serata di mercoledì non è stato sufficiente a migliorare il quadro della crisi idrica. Proprio per questo motivo il presidente del Veneto, Alberto Stefani, ha dichiarato lo stato di emergenza regionale, riconoscendo la gravità della situazione che interessa il territorio.

Secondo quanto riferisce la Cia Veneto, qualora le attuali condizioni dovessero protrarsi, il protocollo prevede di assegnare priorità al servizio idrico domestico. Una scelta che comporterebbe inevitabili ripercussioni per il settore primario, già fortemente penalizzato dalla scarsità d’acqua.

Mais non irriguo già compromesso: perdite fino al 35%

Le conseguenze della siccità sono già evidenti nelle campagne. Il presidente della Cia Veneto, Giorgio Puppin, sottolinea come il mais non irriguo, cioè quello che non beneficia dell’irrigazione artificiale, abbia già registrato danni pari al 35% del potenziale raccolto.

Le temperature elevate hanno infatti compromesso lo sviluppo delle colture. La pianta è stata letteralmente bruciata dal caldo e la spiga non è riuscita a completare il proprio processo di maturazione. Una situazione destinata a peggiorare rapidamente: secondo Puppin, ogni giorno che passa determina un incremento delle perdite nell’ordine del 5%.

Anche nelle aree dove l’irrigazione è ancora disponibile, le difficoltà restano importanti. L’acqua distribuita ai campi rischia infatti di non garantire risultati adeguati, poiché le alte temperature favoriscono una rapida evaporazione, riducendone l’efficacia.

L’appello della Cia: servono interventi strutturali contro la siccità

Di fronte a uno scenario sempre più complesso, la Cia Veneto rinnova l’appello alle istituzioni affinché vengano adottate misure strutturali e non soltanto interventi emergenziali.

Secondo il presidente Giorgio Puppin, non è più possibile limitarsi a rincorrere le crisi. Diventa necessario programmare soluzioni capaci di gestire in modo più efficace la disponibilità della risorsa idrica. Tra le proposte avanzate figura la realizzazione di bacini di contenimento in grado di trattenere e accumulare l’acqua durante i periodi di maggiore disponibilità, per poi rilasciarla gradualmente quando le condizioni climatiche lo rendano necessario.

La siccità continua quindi a rappresentare una delle principali emergenze per il Veneto. I livelli estremamente bassi del Po, il preallarme nel bacino dell’Adige, le limitate riserve idriche e i danni già registrati alle coltivazioni delineano un quadro di forte criticità, con l’agricoltura che rischia di subire conseguenze sempre più pesanti in assenza di piogge e di interventi strutturali.