Una vittoria arrivata all’ultimo respiro, nel modo più emozionante possibile. È Gerbi l’uomo decisivo della gara, grazie al calcio di rigore trasformato al 97’, che ha regalato tre punti pesantissimi alla sua squadra nel giorno del tanto atteso ritorno tra i professionisti dopo 13 anni.
Una responsabilità che l’attaccante ha scelto di prendersi senza esitazioni, come ha raccontato al termine della partita.
«In allenamento li proviamo, li provo. Mi sono sentito di prendere la palla, di assumermi questa responsabilità e l’ho fatto senza nessun problema», ha spiegato Gerbi.
Un momento di grande soddisfazione, ancora più significativo perché arrivato nella gara del debutto e davanti a una tifoseria che aspettava da tredici anni questo ritorno.
«Farlo così nei minuti finali è ancora più bello»
Gerbi non nasconde la soddisfazione per una serata destinata a rimanere nella memoria.
«Era una gara sentita per noi e per i tifosi, la prima dopo 13 anni. Ci tenevamo a fare bene e poi farlo così nei minuti finali è ancora più bello».
Il gol dal dischetto rappresenta anche una sorta di liberazione personale per l’attaccante, reduce da una stagione complicata dagli infortuni.
«Dedico questo gol alla mia famiglia»
C’è soprattutto una dedica speciale dietro alla rete del 97’: la famiglia.
«La mia famiglia che mi è sempre stata vicino. Anche l’anno scorso non è stato un anno facile per gli infortuni e tutto. Questa è sicuramente una bella liberazione. Ringrazio loro che mi sono sempre stati vicini nei momenti non facili».
Parole che raccontano il valore personale di una rete arrivata dopo un periodo difficile e che può rappresentare un nuovo punto di partenza.
Una partita preparata per soffrire e ripartire
Dal punto di vista tattico, Gerbi ha raccontato una partita che la squadra sapeva sarebbe stata complicata.
«Sapevamo che venivano qua a fare la partita, a palleggiare. Noi l’avevamo preparata così, provando a tenere un po’ il possesso palla anche noi e verticalizzando per attaccare la profondità».
La gara ha avuto momenti differenti, con la squadra costretta anche a soffrire.
«Ci sono stati tratti della partita dove abbiamo sofferto un po’ di più, tratti dove abbiamo indovinato un po’ di più, ma ci sta, fa parte del gioco».
A fare la differenza, però, è stata soprattutto la mentalità.
«Questa vittoria è una vittoria di mentalità, di voglia di imporsi e questa è una cosa molto positiva».
«Siamo stati sul pezzo per tutti i 100 minuti»
Contro un avversario di qualità, la squadra ha avuto il merito di non uscire mai dalla partita.
«Contro una squadra forte siamo stati sul pezzo per 100 minuti. Abbiamo saputo soffrire, siamo stati nella partita per tutti i 100 minuti».
Un aspetto particolarmente importante in una squadra profondamente rinnovata e al debutto nel nuovo campionato.
Il ritorno tra i professionisti e l’importanza del gruppo
L’approccio mentale alla partita era inevitabilmente particolare. Il ritorno tra i professionisti dopo tredici anni rappresentava un appuntamento storico, ma Gerbi sottolinea come il lavoro sia stato comunque quello di sempre.
«Questa era una partita un po’ più sentita perché era il ritorno tra i professionisti dopo 13 anni. Però le partite cerchiamo sempre di prepararle al meglio, lavorando sull’avversario, sulle cose che fanno loro, cercando di neutralizzarli un po’ e provando a imporre il nostro gioco».
E proprio il gruppo è uno degli elementi sui quali la squadra sta costruendo il proprio percorso.
«Siamo un gruppo nuovo, il mister ci tiene tutti sul pezzo. Siamo all’inizio del campionato, è normale che sia così e bisogna farsi trovare pronti quando il mister ci chiama in causa».
Gerbi e Odogwu: caratteristiche diverse, stessa voglia di incidere
Parlando del reparto offensivo e della possibilità di giocare insieme a Odogwu, Gerbi ha spiegato anche le proprie caratteristiche.
«A me piace girare sotto e attaccare la profondità. Se c’è lui che fa più sportellate al posto mio, a me piace girare di sotto. Però mi adeguo alla partita e a quello che richiede il mister».
Una duttilità che può diventare importante nel corso della stagione, soprattutto considerando un gruppo ancora in fase di costruzione.
«Dobbiamo ancora capire il modo di giocare migliore»
Poiché si tratta di una squadra nuova, servirà tempo per trovare gli equilibri definitivi.
«Essendo tutti nuovi, dobbiamo ancora capire anche noi quale sia il miglior modo di giocare e capire anche le altre squadre, perché anche le altre compagini sono nuove».
L’obiettivo sarà quindi individuare progressivamente il sistema capace di valorizzare al meglio le caratteristiche della rosa.
«È da capire come impostare il gioco e dove troviamo maggiori vantaggi. Questo si vedrà con il tempo».
Per ora, però, il tempo può aspettare. Perché nella serata del ritorno tra i professionisti, il nome da ricordare è quello di Gerbi: rigore al 97’, vittoria e una notte che difficilmente verrà dimenticata.














