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La dipendenza digitale torna al centro dell’attenzione dopo l’accordo da circa 18 miliardi di dollari raggiunto negli Stati Uniti tra Meta e un gruppo bipartisan di 52 procuratori generali. L’intesa riapre il confronto sulla tutela degli adolescenti e sull’uso dei social network. Nel Trevigiano, intanto, è già attivo un servizio dedicato ai giovani e alle famiglie che affrontano un utilizzo problematico delle nuove tecnologie.

CNA Unimpresa Treviso prende spunto dal caso americano per richiamare l’attenzione sullo sportello S-collegati dell’ULSS 2 Marca Trevigiana. Il servizio offre infatti ascolto, valutazione e sostegno nei casi legati all’uso eccessivo di social network, internet e videogiochi.

Al centro del dibattito c’è quindi la tutela dei minori. Da una parte arrivano nuove regole negli Stati Uniti, dall’altra il territorio trevigiano dispone già di uno strumento rivolto agli adolescenti e ai loro genitori.

Dipendenza digitale, cosa prevede l’accordo tra Meta e gli Stati Uniti

L’accordo, distribuito nell’arco di dieci anni, introduce nuove protezioni per gli utenti minorenni di Facebook e Instagram. Tra le principali misure figura un limite predefinito di due ore al giorno, modificabile soltanto con il consenso dei genitori.

Inoltre, le applicazioni dovranno bloccarsi tra la mezzanotte e le 6 del mattino. Le notifiche saranno silenziate durante l’orario scolastico e gli utenti riceveranno richiami dopo periodi prolungati di utilizzo.

L’intesa prevede anche nuovi sistemi di verifica dell’età. Gran parte delle misure dovrà restare attiva per almeno dieci anni e sarà sottoposta a controlli esterni. Meta, nell’ambito dell’accordo, non ha ammesso illeciti.

Per Stefano Camarotto, presidente di CNA Unimpresa Treviso, quanto accaduto negli Stati Uniti rappresenta comunque un passaggio significativo.

«Al di là del giudizio sulle responsabilità dell’azienda, quanto sta accadendo negli Stati Uniti segna un passaggio importante», dichiara Camarotto. «Si riconosce che la tutela dei minori non può essere affidata esclusivamente alla loro capacità di autoregolarsi o a quella delle famiglie. Servono strumenti, regole e prevenzione. E questo riguarda anche noi».

Dipendenza digitale e adolescenti, il ruolo dello sportello S-collegati

Le nuove misure previste dall’accordo hanno, almeno per ora, un perimetro statunitense. Tuttavia, proprio questa distanza porta CNA Unimpresa Treviso a guardare alle risposte già presenti sul territorio.

Nella Marca Trevigiana opera infatti S-collegati, lo sportello promosso dall’ULSS 2 Marca Trevigiana. Il servizio è gratuito e ad accesso diretto e si rivolge agli adolescenti e ai loro genitori.

Lo sportello interviene nei casi di abitudini problematiche legate all’utilizzo eccessivo di videogiochi, internet e social network. Propone incontri individuali e di gruppo, supporto psicologico e strumenti educativi. Coinvolge inoltre le famiglie nel percorso di sostegno.

Secondo i dati diffusi dall’ULSS 2, dal 2024 gli sportelli S-collegati hanno seguito 106 nuclei familiari. A questo numero si aggiungono le persone raggiunte attraverso incontri e attività informative organizzate sul territorio.

Per approfondire altri temi che riguardano il territorio e la vita delle comunità locali è possibile consultare questa sezione dedicata alle notizie di Treviso.

«È un’esperienza che merita molta più attenzione», prosegue Camarotto. «Abbiamo già nella Marca un presidio che affronta il problema senza demonizzare la tecnologia e senza colpevolizzare i ragazzi».

Secondo il presidente di CNA Unimpresa Treviso, la priorità consiste ora nel far conoscere maggiormente il servizio. Occorre inoltre verificare se S-collegati possa essere rafforzato e reso strutturale nel tempo.

Dipendenza digitale, CNA chiede una rete permanente nel territorio

Per CNA il tema non riguarda soltanto le famiglie. La questione coinvolge anche il mondo della scuola, della formazione e del lavoro.

L’uso consapevole degli strumenti digitali rappresenta ormai una competenza importante per i giovani che entrano nelle imprese. Di conseguenza, scuola, formazione professionale e apprendistato possono diventare luoghi fondamentali per intercettare precocemente eventuali situazioni di difficoltà.

«Nelle nostre imprese incontriamo giovani preparati, creativi e con voglia di imparare», aggiunge Camarotto. «Proprio per questo dobbiamo evitare due errori: considerarli una generazione incapace di concentrarsi oppure lasciare interamente sulle loro spalle la gestione di strumenti costruiti per conquistare continuamente la loro attenzione».

La risposta, secondo CNA, deve quindi unire dimensione educativa, sanitaria e culturale. Per questo motivo l’associazione propone di costruire attorno a S-collegati una rete territoriale permanente.

Tra le richieste figura innanzitutto il rafforzamento dello sportello e una maggiore visibilità del servizio. CNA propone inoltre di valutare risorse e modalità capaci di semplificare l’accesso per le famiglie della provincia.

L’obiettivo comprende anche un collegamento stabile con scuole secondarie, istituti professionali e centri di formazione. CNA indica inoltre il coinvolgimento di Comuni, medici di medicina generale e servizi territoriali.

A Regione e governo viene infine chiesto di valutare strumenti in grado di garantire anche in Italia maggiori protezioni per gli utenti minorenni. Secondo la proposta, non si dovrebbe dipendere esclusivamente dalle decisioni volontarie delle singole piattaforme.

Dalla prevenzione al sostegno: la sfida per giovani e famiglie

CNA Unimpresa Treviso non propone una contrapposizione tra ragazzi e tecnologia. Al contrario, chiede di costruire strumenti concreti per accompagnare adolescenti e famiglie verso un utilizzo più consapevole del digitale.

«Non serve una crociata contro smartphone e social network», conclude Camarotto. «Serve imparare a governare strumenti che fanno ormai parte della vita di tutti».

L’accordo raggiunto negli Stati Uniti, secondo CNA, dimostra che le caratteristiche delle piattaforme possono cambiare quando la tutela dei minori diventa una priorità. Nel Trevigiano, invece, esiste già un progetto che lavora con giovani e famiglie su queste problematiche.

Il prossimo passo, secondo l’associazione, consiste nel sostenere S-collegati e mettere in rete tutti coloro che ogni giorno entrano in contatto con ragazzi e genitori. In questo scenario, la dipendenza digitale rappresenta una sfida che richiede prevenzione, sostegno e una collaborazione stabile tra famiglie, scuola, servizi e territorio.