Motoring Club, Rally della Marca, Prealpi Master Show, motorsport italiano

Gabriele Favero, conosciuto nel mondo del motorsport come “il Grigio”, è morto nella mattinata di lunedì 28 settembre 2026 dopo una lunga malattia. Aveva 75 anni. La notizia è stata comunicata dal Motoring Club, la squadra che lo ha accompagnato fino alla fine, attraverso i propri canali social.

La sua storia sportiva ha attraversato decenni di rally, organizzazione e scouting di giovani talenti. Inoltre, Favero ha contribuito alla nascita e alla crescita di alcune delle competizioni più legate al territorio trevigiano.

Gabriele Favero e la nascita del Motoring Club

Nel 1978 Favero fu fra i fondatori del Ferrari Club Sernaglia. Cinque anni più tardi, nel 1983, da quella esperienza nacque il Motoring Club, realtà destinata a diventare centrale nella sua attività nel mondo dei motori.

Nello stesso anno Favero fondò il Rally della Marca Trivigiana, competizione che sarebbe poi diventata il Rally della Marca. Attraverso il Motoring Club contribuì inoltre alla creazione del Rally Prealpi Trevigiane, del Rally Prealpi Trevigiane Terra e del Prealpi Master Show.

Il suo percorso si sviluppò quindi tra attività sportiva, organizzazione e attenzione verso i piloti. Nel tempo, questa combinazione trasformò Favero in un punto di riferimento del motorsport italiano.

Un protagonista del rally internazionale

Le amicizie con Henri Toivonen e Juha Kankkunen portarono Favero verso una dimensione sempre più internazionale. Negli anni Ottanta partecipò a numerose trasferte legate ai rally iridati in Europa e nel resto del mondo.

Attraverso il Motoring Club diede inoltre spazio a diversi talenti destinati a raggiungere livelli assoluti. Tra questi ci fu Teemu Arminen, che con i colori del Motoring vinse la Subaru Cup 2009 e il Trofeo Rally Terra 2010.

Un altro nome importante fu quello di Mikko Hirvonen, quattro volte vicecampione del mondo. Il pilota finlandese debuttò in Italia a 21 anni nel Rally Prealpi Trevigiane del 2001. Successivamente corse con il Motoring Club nella Subaru Cup italiana e nel Mondiale Produzione.

Gabriele Favero e Jari-Matti Latvala

L’ultimo grande amore sportivo di Favero fu Jari-Matti Latvala, due volte vicecampione del mondo. Il rapporto iniziò quando il pilota finlandese aveva appena 18 anni.

Favero lo fece esordire e vincere nella Subaru Cup italiana del 2003. In seguito continuò a sostenerlo nel Mondiale Produzione, accompagnandone così una parte significativa del percorso agonistico.

La capacità di individuare giovani piloti e offrire loro un’opportunità rappresentò uno degli aspetti più rilevanti dell’attività svolta da Favero attraverso il Motoring Club.

Il legame con il Prealpi Master Show

Anche dopo la chiusura del team e dell’attività di assistenza, Favero non si allontanò dalle gare. Continuò infatti a occuparsi dell’organizzazione e rimase legato al Prealpi Master Show.

Non mancò a una sola edizione della manifestazione, nemmeno quando la malattia aveva iniziato a colpire duramente il suo fisico. Voleva esserci, almeno in riordino oppure al palco d’arrivo, per seguire da vicino quella che considerava una sua creatura.

Il legame con la competizione rimase quindi forte fino agli ultimi anni. La presenza di Favero rappresentava anche la continuità di una storia iniziata molti anni prima con l’organizzazione delle gare e con il lavoro nel mondo del rally.

Il ricordo del Motoring Club

La scomparsa di Gabriele Favero lascia un vuoto nel mondo sportivo che per decenni ha accompagnato la sua attività. Il Motoring Club ha affidato ai propri canali social il saluto al suo storico protagonista.

Nel messaggio, la squadra ha ricordato che il prossimo Prealpi Master Show sarà il primo senza il suo “Grigio”. Il club ha quindi assunto un impegno preciso: onorarne la memoria attraverso la manifestazione alla quale Favero era rimasto profondamente legato.

La storia di Gabriele Favero resta così intrecciata con quella del rally trevigiano, del Motoring Club e dei numerosi piloti che hanno trovato nella sua esperienza un’occasione per affacciarsi alla scena internazionale. Una presenza costruita in quasi mezzo secolo di passione per le competizioni.

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