Museo Ebraico di Venezia riapre - Notizie Plus
Museo Ebraico di Venezia riapre - Notizie Plus

Il Museo Ebraico di Venezia riapre dopo sette anni di restauri e restituisce alla città uno dei luoghi più importanti per conoscere la storia e la cultura della comunità ebraica veneziana. Mercoledì 21 ottobre si è svolta la cerimonia inaugurale del rinnovato museo, alla presenza delle autorità cittadine e dei rappresentanti della Comunità ebraica. Da giovedì 22 ottobre il MeV accoglie nuovamente il pubblico, con spazi espositivi ampliati e un itinerario che attraversa secoli di storia, tradizioni e vita quotidiana nel Ghetto.

Il progetto ha portato la superficie museale da 1.290 a 1.700 metri quadrati, con un incremento di 410 metri quadrati. Il nuovo allestimento punta a rendere la visita più accessibile e coinvolgente, valorizzando non soltanto gli oggetti e le testimonianze storiche, ma anche il rapporto tra la comunità ebraica e la città di Venezia.

Museo Ebraico di Venezia, il nuovo percorso tra tre sinagoghe del Cinquecento

Il rinnovamento del Museo Ebraico di Venezia propone un percorso che supera il tradizionale modello espositivo basato sulle bacheche. L’obiettivo è raccontare una storia ancora capace di dialogare con il presente, attraverso testimonianze religiose, culturali e sociali.

Al centro dell’itinerario trovano spazio tre importanti sinagoghe veneziane del XVI secolo: la Scola Tedesca, la Scola Italiana e la Scola Canton. Questi luoghi di culto rappresentano una parte fondamentale del patrimonio storico del Ghetto e permettono ai visitatori di approfondire le diverse tradizioni della comunità ebraica.

Accanto alla dimensione religiosa, il museo dedica attenzione alla vita quotidiana, agli usi e alle consuetudini che hanno caratterizzato la presenza ebraica a Venezia. Il percorso ricostruisce il rapporto tra la comunità e il contesto cittadino, offrendo una lettura più ampia della storia veneziana.

Particolare attenzione è stata riservata all’accessibilità e alle attività educative, con l’intento di coinvolgere pubblici diversi e favorire la conoscenza di una componente essenziale dell’identità culturale della città.

L’inaugurazione del Museo Ebraico, Damiano: «Un luogo di memoria viva»

Alla cerimonia è intervenuta l’assessore al Patrimonio del Comune di Venezia, Ermelinda Damiano, che ha sottolineato il significato culturale e civile della riapertura.

«La riapertura del Museo Ebraico di Venezia rappresenta un momento significativo per tutta la città. Non inauguriamo soltanto uno spazio rinnovato, ma restituiamo alla comunità veneziana e ai visitatori un luogo di memoria viva, conoscenza e dialogo, capace di raccontare una storia secolare e di riaffermare i valori della convivenza, del rispetto reciproco e dell’incontro tra culture».

L’assessore ha ricordato anche il sostegno dell’amministrazione comunale al progetto di recupero e valorizzazione del patrimonio storico.

«Il Comune di Venezia non ha mai fatto mancare il proprio sostegno a questo percorso, nella consapevolezza che tutelare il patrimonio storico e culturale significa investire nel futuro della città».

Damiano ha quindi auspicato che il museo diventi un punto di riferimento non soltanto per i turisti, ma anche per i residenti.

«Mi auguro che questo Museo possa essere un luogo vivo, capace di entrare nella quotidianità dei veneziani e di rappresentare per chi arriva in città un’occasione autentica per conoscere la storia di Venezia attraverso una delle sue comunità più significative. Un luogo in cui incontrarsi, fare domande, imparare e riscoprire il valore del dialogo tra culture: perché la conoscenza è il primo passo per costruire una società più consapevole, inclusiva e rispettosa delle differenze».

La Comunità ebraica: memoria e dialogo con le nuove generazioni

Durante l’inaugurazione sono intervenuti anche il presidente della Comunità ebraica di Venezia, Dario Calimani, il vicepresidente Paolo Navarro Dina e il rabbino capo Alberto Sermoneta. I loro interventi hanno evidenziato il ruolo della memoria come responsabilità collettiva verso il presente e le generazioni future.

La riapertura rappresenta così qualcosa di più del completamento di un intervento edilizio. Il nuovo Museo Ebraico intende proporsi come spazio di conoscenza, incontro e confronto tra culture, capace di raccontare la storia della comunità senza separarla da quella della città.

Alla cerimonia hanno partecipato anche il patriarca di Venezia Francesco Moraglia, il prefetto Darco Pellos e numerosi rappresentanti delle istituzioni cittadine.

Al termine degli interventi, la direttrice del museo Marcella Ansaldi e David Landau, responsabile del progetto e della raccolta fondi, hanno accompagnato gli ospiti nella visita agli ambienti restaurati.

Con l’apertura al pubblico del 22 ottobre, il Museo Ebraico di Venezia torna dunque a essere pienamente fruibile dopo sette anni di lavori, offrendo un percorso più ampio per conoscere il patrimonio religioso, artistico e culturale del Ghetto veneziano.

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