Padova, tre punti preziosi e una risposta importante dopo le ultime prestazioni poco convincenti. I biancoscudati espugnano il Partenio-Lombardi battendo l’Avellino per 1-0 nell’ottava giornata di Serie BKT. A decidere l’incontro è il gol di Zuelli, arrivato al 20′ del primo tempo. Un successo che porta la formazione biancoscudata a quota 10 punti in classifica e restituisce fiducia all’ambiente.
Nel dopopartita, Antonio Calabro elogia soprattutto l’atteggiamento dei suoi giocatori. Il tecnico riconosce i progressi della squadra, sottolinea lo spirito di sacrificio dei singoli e affronta apertamente il tema delle critiche ricevute durante la settimana. La vittoria, tuttavia, non cancella il lavoro ancora necessario per migliorare il gioco.
Padova, Calabro ritrova determinazione e spirito di squadra
La soddisfazione dell’allenatore nasce prima di tutto dalla risposta caratteriale dei suoi uomini. Dopo due partite nelle quali le prestazioni non avevano convinto, la trasferta campana rappresentava un banco di prova importante.
«Per l’atteggiamento e per la determinazione, questo è il Padova. Come atteggiamento sì, bene, non ancora benissimo, però abbiamo fatto dei passi in avanti rispetto alle ultime due partite».
Parole che fotografano il significato della vittoria. Calabro apprezza la disponibilità del gruppo, ma evita facili entusiasmi. La strada intrapresa appare quella giusta, mentre sul piano tecnico restano diversi aspetti da perfezionare.
In particolare, l’allenatore chiede maggiore tranquillità nella gestione del pallone. La squadra deve acquisire sicurezza nel palleggio e migliorare le geometrie per esprimere pienamente il proprio potenziale.
Moro protagonista: il sacrificio che conquista Calabro
Tra i giocatori che hanno maggiormente impressionato il tecnico spicca Moro, schierato in attacco insieme ad Artistico.
Il suo contributo non riguarda soltanto la fase offensiva. Calabro evidenzia infatti il grande lavoro svolto senza palla, un atteggiamento che considera determinante per il risultato collettivo.
«Mi porto a casa il grandissimo spirito di sacrificio di Moro, che ha fatto un lavoro eccellente. Non penso che Moro si sia sacrificato così tante volte in fase di non possesso, e oggi l’ha fatto per il bene della squadra».
Un riconoscimento significativo, soprattutto in un momento nel quale la formazione biancoscudata cerca continuità attraverso compattezza e disponibilità reciproca.
L’allenatore ribadisce inoltre quanto sia complicato affrontare una trasferta come quella di Avellino durante un periodo difficile. Per questo motivo, il successo assume un valore che va oltre il risultato.
«Oggi mi porto a casa lo spirito di sacrificio, la determinazione e la disponibilità di questi ragazzi, a cui devo fare i complimenti. E poi c’è tanto da lavorare».
Calabro risponde alle critiche: «Ho sofferto perché non davo soddisfazioni ai tifosi»
Uno dei passaggi più significativi del dopopartita riguarda le discussioni che hanno accompagnato l’allenatore durante la settimana.
Calabro non cerca alibi e riconosce apertamente le ragioni del malcontento. Le prestazioni precedenti, del resto, non avevano soddisfatto nemmeno lui.
«Sono stato messo in discussione giustamente, perché la squadra non stava offrendo prestazioni soddisfacenti, non soltanto per l’ambiente ma anche per me».
Il tecnico chiarisce però quale sia stata la sua principale sofferenza. Non le indiscrezioni sul futuro della panchina, bensì l’impossibilità di regalare soddisfazioni alle persone legate ai colori biancoscudati.
«Ho sofferto più che altro perché non potevo dare soddisfazioni alla curva, alla piazza, ai tifosi, all’ambiente, a tutti quelli che vengono allo stadio, a tutti quelli che hanno a cuore le sorti del Padova, alla proprietà e al direttore. Era quella la mia sofferenza».
Una presa di posizione che mette al centro il rapporto con la tifoseria e la responsabilità avvertita nei confronti dell’intero ambiente.
Le voci sul futuro e la risposta dell’allenatore
Calabro distingue nettamente le critiche sportive dalle indiscrezioni sulla propria posizione.
Il tecnico spiega di aver mantenuto lucidità e serenità, consapevole che determinate situazioni facciano parte del calcio. Lasciarsi condizionare dalle voci, secondo l’allenatore, significherebbe perdere concentrazione proprio quando serve maggiore attenzione.
«Sono stato tranquillo, sereno, lucido. Però non basta, non basta. Martedì sera abbiamo un’altra partita e voglio stare sul pezzo».
Nessuna rivincita personale, dunque. La risposta passa dal campo e dalla necessità di dare continuità al risultato conquistato in trasferta.
Padova, martedì si torna in campo: recupero e concentrazione
Il calendario non concede soste. Dopo la vittoria al Partenio-Lombardi, la formazione biancoscudata deve preparare immediatamente il prossimo impegno.
Calabro richiama l’attenzione soprattutto sul recupero fisico. Il viaggio di ritorno e i tempi ravvicinati impongono una gestione accurata delle energie.
«In questi due giorni bisogna innanzitutto recuperare, perché adesso torneremo, faremo un viaggio e avremo un giorno in meno rispetto alla partita successiva tra Südtirol e Catanzaro».
Accanto alla condizione atletica, resta centrale l’aspetto mentale. Il tecnico vuole conservare la determinazione mostrata ad Avellino, aggiungendo però maggiore serenità nelle scelte tecniche.
L’obiettivo è costruire una squadra capace di unire intensità e qualità. Sacrificio e atteggiamento rappresentano la base, mentre geometrie e combinazioni devono diventare strumenti sempre più efficaci.
Per seguire gli aggiornamenti sul campionato e le altre notizie sportive è possibile consultare anche le ultime notizie.
Serie B, tre punti preziosi e una nuova occasione per crescere
Il successo contro l’Avellino permette ai biancoscudati di raggiungere quota 10 punti. Il gol di Zuelli consegna tre punti importanti, ma soprattutto offre alla squadra una risposta concreta dopo le difficoltà delle ultime giornate.
Calabro sceglie comunque la prudenza. La vittoria rappresenta un passo avanti, non un punto d’arrivo. Servono continuità, maggiore qualità nella costruzione del gioco e la stessa disponibilità mostrata dai giocatori nella trasferta campana.
Il Padova tornerà in campo martedì sera, con poco tempo per recuperare e preparare il nuovo appuntamento. La strada indicata dall’allenatore resta chiara: testa bassa, lavoro e concentrazione, senza perdere quello spirito di sacrificio che ha permesso di conquistare tre punti ad Avellino.















