Al centro il dg dell’Ulss 3 Massimo Zuin e il direttore del Laboratorio di tossicologia clinica e forense Giampietro Frison con parte della sua équipe, che hanno studiato i campioni sequestrati di cocaina nel Nordest
Al centro il dg dell’Ulss 3 Massimo Zuin e il direttore del Laboratorio di tossicologia clinica e forense Giampietro Frison con parte della sua équipe, che hanno studiato i campioni sequestrati di cocaina nel Nordest

La cocaina nel Nordest è sempre più diffusa, potente e pericolosa. In dieci anni le dosi sequestrate sono raddoppiate, mentre la disponibilità della sostanza ad alta concentrazione è aumentata di oltre dieci volte. Il territorio veneziano rappresenta circa la metà del fenomeno analizzato, con Mestre tra le aree maggiormente interessate. A fotografare l’evoluzione del mercato illecito è uno studio del Laboratorio di tossicologia clinica e forense dell’Ulss 3 Serenissima, pubblicato sulla rivista scientifica internazionale Forensic Science International.

Cocaina nel Nordest, analizzati 6.300 campioni dal 2015 al 2025

I ricercatori hanno esaminato 6.300 campioni di cocaina sequestrati dalle Forze dell’ordine tra il 2015 e il 2025. Le Procure di sei circondari giudiziari del Nord Italia hanno affidato le sostanze al laboratorio dell’Ulss 3, diretto dal primario Giampietro Frison.

Lo studio confronta il triennio 2015-2017 con quello 2023-2025. Le dosi sequestrate sono passate da circa 300mila a 600mila. La metà proviene dall’area veneziana, con una particolare concentrazione nell’hinterland e a Mestre.

Il fenomeno interessa anche le località balneari, soprattutto durante la stagione turistica. Tra le aree coinvolte figurano Chioggia, Jesolo, Caorle e Bibione.

Cocaina sempre più pura: concentrazione media dal 50% al 75%

Il dato più preoccupante riguarda la potenza della droga. La purezza media della cocaina è salita dal 50% al 75%.

Negli ultimi cinque anni i ricercatori hanno osservato una forte riduzione dei campioni con concentrazione inferiore al 50%. Parallelamente, sono aumentati quelli con purezza superiore all’80%.

Le dosi ad alta concentrazione sono passate da 27mila a circa 300mila. Si tratta di un incremento superiore al 1.000%.

Anche la composizione della sostanza è cambiata. Le analisi hanno rilevato combinazioni con procaina e caffeina. Questi adulteranti possiedono attività farmacologica e possono aumentare i rischi legati agli effetti stimolanti della cocaina.

Dipendenza da cocaina, aumentano i pazienti del Serd

L’espansione del mercato trova riscontro anche nei servizi sanitari. Nel 2015 il Serd dell’Ulss 3 seguiva 259 persone con grave dipendenza da cocaina. Nel 2025 i pazienti sono diventati 389, con un aumento di 130 casi.

Triplicati anche i pazienti che abusano di crack, la forma fumabile della cocaina. I casi sono passati da 15 a 45.

«Si tratta di una modalità di assunzione che ne amplifica gli effetti», spiega Giampietro Frison, primario della Tossicologia clinica e forense dell’Ulss 3.

«Fumare questa sostanza, anziché assumerla per via intranasale, consente un’entrata in circolo maggiore e molto più veloce, quindi il rischio overdose risulta ancora più alto».

Frison richiama inoltre l’attenzione sui pericoli dell’associazione con l’alcol. L’organismo produce infatti cocaetilene, una sostanza ancora più tossica per il cuore rispetto alla cocaina.

Cocaina e salute, all’ospedale dell’Angelo anche casi di perforazione del palato

Tra le conseguenze più gravi del consumo prolungato figura la necrosi dei tessuti del palato. Nei casi avanzati può comparire una perforazione che mette in comunicazione bocca e naso.

La Chirurgia maxillofacciale dell’ospedale dell’Angelo di Mestre affronta almeno un caso grave all’anno.

«Prima di dieci anni fa queste forme erano rare. Negli ultimi dieci anni di perforazioni gravi della volta palatale dovute all’abuso di cocaina ne avrò viste almeno una decina», racconta Michele Franzinelli, primario della Chirurgia maxillofacciale.

La cocaina provoca una forte vasocostrizione, che può compromettere l’afflusso di sangue ai tessuti e causarne la necrosi.

I pazienti possono manifestare secchezza e bruciore alla bocca, difficoltà nel parlare e deglutire, bruxismo e problemi dentali. Nei casi più gravi compare la perforazione del palato.

La ricostruzione chirurgica richiede però l’interruzione del consumo.

«Se il paziente non risolve la dipendenza da cocaina, la ricostruzione non può essere eseguita, poiché anche il lembo utilizzato risulterebbe soggetto a necrosi», precisa Franzinelli.

In assenza delle condizioni necessarie per l’intervento, i medici possono proporre temporaneamente una protesi mobile per chiudere la comunicazione tra bocca e naso.

Ulss 3, lo studio sulla cocaina come strumento di prevenzione

La ricerca porta le firme dei tossicologi dell’Ulss 3 Luca Zamengo, Lorenzo Marcato e Giampietro Frison. Hanno collaborato Denis Badocco dell’Università di Padova, Giuseppe Di Pino del Comune di Venezia e le specialiste del Serd Linda Cibinel e Novella Ghezzo.

Il titolo dello studio è Longitudinal trends in cocaine seizures in North-East Italy (2015-2025): Increasing purity, changing adulterants, market expansion, and rising youth exposure.

Per il direttore generale dell’Ulss 3 Serenissima, Massimo Zuin, i risultati dimostrano l’importanza del monitoraggio tossicologico.

«Uno studio così prestigioso condotto dal nostro Laboratorio conferma quanto il monitoraggio tossicologico, clinico e forense sia uno strumento indispensabile non solo per esigenze giudiziarie o amministrative ma anche come allerta precoce per la sanità pubblica».

Secondo Zuin, questi strumenti permettono di individuare l’evoluzione dei rischi e orientare gli interventi di prevenzione, soprattutto tra i giovani.

Frison richiama infine le conseguenze sulla sicurezza collettiva, compresi i rischi della guida dopo l’assunzione di sostanze.

L’aumento dei sequestri, della purezza e dei pazienti in cura descrive un fenomeno che coinvolge sempre più direttamente il territorio veneziano. Lo studio offre nuovi elementi per comprendere il mercato della cocaina e rafforzare le strategie di prevenzione sanitaria.

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