Violenza di genere, al Candiani un convegno sul Codice Rosso
Violenza di genere, al Candiani un convegno sul Codice Rosso

La violenza di genere si combatte anche attraverso la formazione, l’ascolto e la collaborazione tra istituzioni e Forze dell’ordine. È questo il messaggio emerso dal convegno «Codice Rosso – Primo contatto», ospitato lunedì 26 ottobre al Centro culturale Candiani di Mestre. L’iniziativa ha riunito rappresentanti istituzionali, operatori dei Centri Antiviolenza e professionisti impegnati nella tutela delle vittime. Al centro dell’incontro, il riconoscimento dei primi segnali di violenza e l’importanza di intervenire tempestivamente.

Violenza di genere a Mestre, istituzioni e Carabinieri insieme al Candiani

L’associazione professionale a carattere sindacale Pianeta Sindacale Carabinieri – PSC Assieme ha promosso il convegno per approfondire le procedure di primo intervento nei casi di violenza di genere.

L’incontro ha affrontato le difficoltà che gli operatori possono incontrare nel primo contatto con una vittima. Particolare attenzione è andata all’ascolto, alla valutazione dei rischi e alla collaborazione tra i diversi servizi.

Tra i partecipanti figuravano Martina Semenzato, presidente della Commissione parlamentare di inchiesta sul femminicidio e sulla violenza di genere, e Vincenzo Romeo, segretario generale nazionale di PSC Assieme.

Presente anche Fabio Reggio, presidente provinciale di AVIS. Nel suo intervento ha richiamato il valore della solidarietà e della donazione di sangue, importante anche nelle emergenze sanitarie legate alla violenza.

A rappresentare il Comune di Venezia è intervenuta Ermelinda Damiano, assessore ai Rapporti con il volontariato e alla Cittadinanza delle donne.

Ermelinda Damiano: «La violenza non è mai una questione privata»

L’assessore Damiano ha ricordato l’impegno dell’amministrazione comunale nella prevenzione e nel sostegno alle donne vittime di violenza.

«Desidero innanzitutto ringraziare gli organizzatori per questa importante occasione di confronto e sensibilizzazione», ha dichiarato.

«Il Comune di Venezia è da anni impegnato concretamente nel contrasto alla violenza di genere attraverso il proprio Centro Antiviolenza e le quattro case rifugio, punti di riferimento fondamentali per le donne che vivono situazioni di difficoltà e pericolo».

Damiano ha sottolineato anche il ruolo dell’educazione, soprattutto tra le nuove generazioni.

«Accanto all’attività di ascolto, accoglienza e protezione, promuoviamo iniziative come ‘Novembre Donna’ e ‘Crescere senza violenza’, perché la prevenzione deve partire dall’educazione e dalla consapevolezza, soprattutto delle giovani generazioni».

Infine, l’assessore ha rivolto un appello alla responsabilità collettiva.

«Fondamentale è anche la collaborazione con le Forze dell’ordine e con tutti i soggetti della rete territoriale, affinché ogni donna possa trovare sostegno e risposte concrete. La violenza non è mai una questione privata, ma una responsabilità collettiva. Per questo rivolgo a tutti l’invito a non voltarsi dall’altra parte».

Codice Rosso, riconoscere i segnali della violenza e proteggere le vittime

La parte formativa del convegno ha visto protagoniste Claudia Stefani e Lucia Patano, operatrici del Centro Antiviolenza del Comune di Venezia.

Le due esperte hanno illustrato le diverse forme di violenza, soffermandosi sui segnali che possono caratterizzare una relazione maltrattante.

Tra gli aspetti affrontati figurano le dinamiche di potere e controllo, le difficoltà delle vittime nel chiedere aiuto e la necessità di riconoscere tempestivamente le situazioni di pericolo.

Il primo contatto con la vittima rappresenta un momento particolarmente delicato. Un ascolto adeguato può favorire l’emersione della violenza e permettere l’attivazione degli strumenti di protezione.

Le relatrici hanno quindi evidenziato l’importanza di una risposta coordinata tra Forze dell’ordine, servizi territoriali e strutture di accoglienza.

Martina Semenzato: formazione e sensibilità nel primo intervento

Nel corso dei lavori, Martina Semenzato ha richiamato l’attenzione sul ruolo degli operatori che incontrano per primi una donna vittima di violenza.

La presidente della Commissione parlamentare ha evidenziato come il primo contatto debba rappresentare un momento di ascolto, accoglienza e cura.

Per affrontare situazioni spesso complesse servono competenze specifiche, sensibilità e formazione continua. La preparazione degli operatori può contribuire a riconoscere i rischi e ad accompagnare le vittime verso percorsi di protezione.

Venezia, il Centro Antiviolenza e le quattro case rifugio

Il convegno ha offerto anche l’occasione per ricordare i servizi presenti sul territorio veneziano.

Il Comune di Venezia dispone di un Centro Antiviolenza e quattro case rifugio, attraverso i quali sostiene le donne che affrontano situazioni di maltrattamento e pericolo.

Accanto all’accoglienza, l’amministrazione promuove attività di sensibilizzazione ed educazione, tra cui le iniziative «Novembre Donna» e «Crescere senza violenza».

Dall’incontro al Candiani è emersa soprattutto la necessità di rafforzare la rete territoriale. Istituzioni, Carabinieri, Centri Antiviolenza e associazioni possono così condividere competenze e strumenti per offrire risposte più rapide ed efficaci.

Il messaggio conclusivo è chiaro: riconoscere i segnali della violenza e intervenire fin dal primo contatto può fare la differenza nella tutela delle vittime.

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