Agricoltura in forte difficoltà nel Camposampierese dopo un’estate segnata da siccità e caldo anomalo. Secondo le prime stime di Cia Padova, i danni complessivi raggiungono circa 5 milioni di euro. Le condizioni climatiche hanno colpito soprattutto le colture non irrigue, con perdite rilevanti per mais, soia, sorgo e girasole. Inoltre, lo stress termico ha penalizzato anche diverse produzioni orticole.
Il bilancio restituisce quindi un quadro particolarmente pesante. Nell’area è andata persa la metà del mais non irriguo, mentre la soia ha registrato una perdita del 35%. Per sorgo e girasole il calo stimato raggiunge invece il 20%. A queste difficoltà si aggiungono quelle delle piantine di radicchio e delle colture orticole.
Agricoltura e clima, perdite pesanti nei campi
Il caldo anomalo ha inciso anche sulle produzioni orticole. I pomodori hanno subito una riduzione del 10%, mentre per i fagiolini il calo arriva al 25%. Le insalate, invece, registrano una diminuzione del 10%.
Non è soltanto la quantità a preoccupare gli operatori. Le condizioni climatiche hanno compromesso anche lo sviluppo vegetativo delle piante, determinando pezzature particolarmente ridotte. Di conseguenza, le difficoltà climatiche hanno avuto ripercussioni sull’intero ciclo produttivo.
Il quadro, secondo le prime valutazioni di Cia Padova, risulta persino peggiore rispetto a quello del 2022. Proprio da questa situazione nasce la necessità di discutere nuovi strumenti per affrontare gli effetti degli stress ambientali sulle colture.
Le Tea ora al centro del confronto
È in questo contesto che Cia Padova ha organizzato il convegno “Le Tea, tecnologie di evoluzione assistita. Innovare senza rinunciare all’identità dell’agricoltura italiana”. L’appuntamento si è svolto all’hotel Al Pino Verde di Camposampiero e rientra nel progetto Pid della Camera di Commercio di Padova.
Le Tecnologie di evoluzione assistita intervengono attraverso strumenti di editing genetico su geni già presenti nella specie. Non prevedono necessariamente l’introduzione di materiale genetico proveniente da organismi diversi.
Secondo quanto emerso durante l’incontro, queste tecnologie possono contribuire a rendere le colture più resistenti a malattie, parassiti, siccità e altri stress ambientali. Per questo motivo il loro possibile utilizzo è stato posto al centro del confronto tra rappresentanti delle istituzioni, mondo agricolo e ricerca.
Agricoltura e cambiamento climatico, l’allarme delle istituzioni
Ad aprire la tavola rotonda è stata la sindaca di Camposampiero, Katia Maccarrone, che ha richiamato la necessità di riportare le aziende agricole al centro dell’agenda politica.
L’assessora regionale Elisa Venturini ha invece sottolineato il rapporto sempre più stretto tra agricoltura e cambiamento climatico. Nel suo intervento ha ricordato che, negli ultimi cinquant’anni, la temperatura in Veneto è aumentata di 2,5 gradi. Secondo Venturini, la politica deve quindi garantire il benessere sia dei cittadini sia degli imprenditori agricoli.
Anche il consigliere provinciale delegato all’agricoltura, Vincenzo Gottardo, ha evidenziato l’importanza del dialogo istituzionale. La Provincia, ha spiegato, rappresenta il primo connettore con la Regione per affrontare il tema. Gottardo ha inoltre definito gli agricoltori come i primi grandi difensori dell’ambiente.
Tea, dalle sperimentazioni al possibile futuro delle colture
Riccardo Velasco, direttore generale della Fondazione Edmund Mach, è entrato nel merito delle potenzialità delle Tea. Ha chiarito che queste tecnologie non sono considerate Ogm perché non aggiungono materiale genetico alla piantina stessa. Allo stesso tempo, ha precisato che non rappresentano la soluzione a tutti i problemi e che servirà tempo per arrivare a un’applicazione generale in pieno campo.
Le sperimentazioni hanno già interessato il riso, con l’obiettivo di ottenere una maggiore resistenza al brusone, una patologia fungina. Prove sono state condotte anche sul pomodoro, per renderlo resistente alle orobanche, parassiti che colpiscono questa coltura.
Il tema dell’innovazione si lega quindi direttamente alla necessità di affrontare condizioni ambientali sempre più difficili. Tuttavia, il percorso indicato durante il convegno richiede tempi adeguati e un confronto costante tra ricerca, istituzioni e imprese.
Risorse idriche e agricoltura, la richiesta di prolungare l’irrigazione
Un altro nodo centrale riguarda la disponibilità di acqua. Paolo Ferraresso, presidente del Consorzio Leb, ha chiesto di prolungare il periodo irriguo almeno fino alla fine di ottobre. Parallelamente, ha spiegato che il Consorzio sta lavorando per migliorare la qualità delle acque.
La gestione delle risorse idriche assume così un peso ancora maggiore in uno scenario caratterizzato da siccità e temperature elevate. L’irrigazione rappresenta infatti uno degli elementi richiamati nel confronto sulle difficoltà affrontate dalle colture del Camposampierese.
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Un’azione condivisa per rilanciare l’agricoltura
Il presidente della Commissione Agricoltura del Senato, Luca De Carlo, ha richiamato l’importanza di un’azione condivisa per centrare l’obiettivo. La stessa esigenza è stata evidenziata da Luca Bisarello, presidente di Cia Padova.
Secondo Bisarello, tutte le misure capaci di sostenere il rilancio del settore, comprese le Tea, devono essere sostenute con forza. Per il presidente di Cia Padova, oggi servono determinazione e un’azione condivisa da parte delle istituzioni per permettere alle imprese di portare avanti le proprie attività.
Sulla stessa linea si è espresso Cristiano Fini, presidente nazionale di Cia-Agricoltori Italiani, secondo il quale “un cambio di marcia è possibile”.
Il confronto di Camposampiero consegna quindi un messaggio chiaro: l’agricoltura del territorio deve affrontare gli effetti di siccità, caldo anomalo e stress ambientali attraverso innovazione, gestione delle risorse e collaborazione tra istituzioni e imprese.















