La Polizia di Stato di Treviso ha rimpatriato un giovane albanese di 20 anni, già denunciato per un’aggressione ai danni di un militare statunitense. L’episodio risale al 28 dicembre 2025, quando un gruppo di sette persone aggredì il militare in piazza Calvi, a Conegliano. Durante la violenza, qualcuno utilizzò anche un’arma da taglio e ferì la vittima. Il giovane, classe 2006, si trovava in Italia senza un regolare titolo di soggiorno. Il Questore aveva inoltre disposto nei suoi confronti un foglio di via con divieto di ritorno a Conegliano per quattro anni.
Conegliano, rimpatriato un giovane albanese dopo l’aggressione
L’Ufficio Immigrazione della Questura di Treviso ha accompagnato alla frontiera un cittadino albanese classe 2006. Il ragazzo risultava irregolare sul territorio nazionale e aveva già ricevuto una denuncia per una grave aggressione.
La vicenda risale allo scorso dicembre e riguarda un episodio di violenza avvenuto nel centro di Conegliano. Gli investigatori avevano individuato il giovane tra le persone coinvolte.
Nella giornata di venerdì 16 ottobre, una pattuglia dei Carabinieri ha rintracciato il ragazzo e ha accertato la sua posizione irregolare. Successivamente, gli agenti dell’Ufficio Immigrazione hanno preso in carico il giovane e hanno eseguito il provvedimento del Questore.
Aggressione a Conegliano, militare americano ferito con un coltello
La sera del 28 dicembre 2025, un gruppo di sette cittadini albanesi aggredì un militare statunitense in piazza Calvi a Conegliano.
Secondo la ricostruzione della Questura, tra i partecipanti figurava anche il ventenne che ora ha lasciato l’Italia.
Durante l’aggressione, uno dei partecipanti utilizzò un’arma da taglio e ferì il militare americano. L’episodio portò gli investigatori a identificare le persone coinvolte e a denunciare il giovane all’Autorità giudiziaria.
Il soggetto espulso aveva preso parte all’aggressione nei confronti del militare statunitense, ma non è stato colui che materialmente ha utilizzato l’arma da taglio.
La Questura non ha comunicato ulteriori particolari sulle condizioni della vittima o sull’esito delle indagini relative agli altri partecipanti.
La denuncia non costituisce una condanna. Spetterà quindi all’Autorità giudiziaria accertare le eventuali responsabilità penali.
Foglio di via da Conegliano, divieto di ritorno per quattro anni
Dopo l’aggressione, il Questore di Treviso aveva adottato una misura di prevenzione nei confronti del giovane.
Il provvedimento prevedeva il foglio di via e il divieto di ritorno nel Comune di Conegliano per quattro anni.
La misura mirava a impedire il ritorno del ragazzo nel territorio comunale per il periodo stabilito dall’autorità di pubblica sicurezza.
Il successivo controllo dei Carabinieri ha fatto emergere anche la sua posizione irregolare in Italia. Questa circostanza ha portato all’intervento dell’Ufficio Immigrazione e all’esecuzione del rimpatrio.
Questura di Treviso, accompagnamento immediato alla frontiera
L’operazione si è svolta venerdì 16 ottobre 2026. I Carabinieri hanno individuato il giovane durante un’attività di controllo e hanno verificato la sua posizione amministrativa.
In seguito, i poliziotti dell’Ufficio Immigrazione hanno avviato le procedure per l’allontanamento dal territorio nazionale.
Gli agenti hanno quindi accompagnato il ventenne alla frontiera, dando esecuzione al provvedimento del Questore.
La Questura non ha specificato le modalità del trasferimento né ha fornito informazioni su eventuali ulteriori sviluppi giudiziari.
L’intervento rientra nelle attività della Polizia di Stato di Treviso per il controllo del territorio e il contrasto alle situazioni di irregolarità.
Il rimpatrio conclude la procedura amministrativa di allontanamento del giovane. Rimane distinta la vicenda giudiziaria relativa all’aggressione del dicembre 2025, nella quale un militare statunitense riportò una ferita da arma da taglio.
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