Assistenza anziani: verso lo sciopero

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Da 18 anni i lavoratori Ipab attendono la riforma regionale del settore. Di fronte allo stallo del Consiglio regionale veneto, la CISL ha proclamato per il prossimo 18 dicembre una giornata di agitazione.  “L’immobilismo della Regione - denunciano il segretario generale aggiunto della Cisl Belluno Treviso Rudy Roffarè, il segretario generale della Cisl Fp Fabio Zuglian e il segretario generale della Fnp Rino Dal Ben - sta provocando una lenta e inarrestabile agonia delle 21 case di riposo pubbliche della provincia di Treviso e delle strutture di Lamon e Auronzo, nel bellunese, con il conseguente impoverimento dei servizi pubblici dedicati agli anziani e alle persone in difficoltà e il peggioramento delle condizioni di lavoro del personale occupato”. Di qui la decisione di indire una protesta iniziata ieri col presidio della sede amministrativa dell'Israa a Treviso per poi sfociare nell'astensione dal lavoro martedì 18.

Dal 2000 il Parlamento italiano ha demandato alle Regioni la competenza legislativa in merito alla gestione delle strutture di assistenza e beneficenza ma da allora il Veneto è rimasta l'unica entità regionale a non aver ottemperato all'obbligo di aggiornare la normativa. Una situazione sempre più difficile per i 2150 addetti del settore (operatori socio-sanitari ed infermieri) della provincia di Treviso che si occupano di assistere oltre 3mila cittadini ospiti delle strutture pubbliche - 2500 è il totale dei degenti nelle case di riposo private della Marca.

All’appello mancano i necessari finanziamenti e provvedimenti per garantire e migliorare i servizi. Sono molte le richieste e le proposte del sindacato alla Regione per una riforma e una gestione pianificata ed efficiente delle case di riposo trevigiane, bellunesi e venete. Non solo l’approvazione in tempi rapidi della riforma, ma anche la trasformazione delle Ipab in aziende pubbliche affinché rientrino nella programmazione del sistema socio-sanitario del Veneto operando in stretta connessione con le Ulss; il taglio dell’aliquota Irap attraverso la parificazione a quella degli istituti di diritto privato; una riduzione dei costi tramite la gestione unificata degli acquisti, dell’attività amministrativa e della formazione, da portare in capo alle Ulss; un aumento dei posti letto per i quali la Regione paga la quota per l’assistenza sanitaria, al fine di abbassare i costi per le famiglie.

A garanzia dei lavoratori, la Cisl chiede l’inquadramento dei dipendenti pubblici nel contratto della Sanità, per favorire la loro integrazione nel sistema socio-sanitario pubblico, compreso il diritto alle festività infrasettimanali. “Servono regole più precise per le case di riposo private - sottolinea Zuglian della Fp -, con il ripristino del contratto nazionale di lavoro sottoscritto dalle organizzazioni sindacali maggiormente rappresentative dei lavoratori. Basta contratti di comodo sottoscritti con piccole sigle sindacali solo per ridurre le paghe dei lavoratori”. Allo stesso tempo, ai lavoratori degli appalti va garantito, in caso di subentro di una nuova azienda, la continuità del posto di lavoro e del trattamento contrattuale, dicendo no ad appalti al massimo ribasso scaricati sulle spalle dei lavoratori.

Nel caso in cui la legge regionale di riforma non dovesse essere approvata nemmeno in questa legislatura la Cisl del Veneto avvierà la raccolta delle firme per presentare alla Regione una proposta di legge regionale di iniziativa popolare.

 

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