Autovelox in Veneto: 380 dispositivi omologati dopo l’entrata in vigore della riforma
Autovelox al centro delle novità introdotte dalla riforma voluta dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti. Autovelox è infatti la parola chiave di un cambiamento che sta interessando il Veneto, dove sono stati disattivati 84 dispositivi. Alla luce delle nuove disposizioni, risultano attualmente omologati 380 impianti sui 464 complessivamente presenti sul territorio regionale.
Il provvedimento rappresenta uno degli effetti concreti dell’entrata in vigore della riforma promossa dal Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Matteo Salvini, con l’obiettivo di definire criteri univoci per l’utilizzo dei sistemi di rilevamento automatico della velocità.
Riforma autovelox: cosa cambia in Veneto
L’applicazione della nuova normativa ha portato a una revisione della situazione dei dispositivi installati nella regione Veneto. Dei 464 autovelox distribuiti sul territorio, 84 sono stati spenti, mentre 380 risultano conformi ai requisiti previsti e quindi omologati secondo quanto stabilito dalla riforma.
Il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti ha evidenziato come il nuovo quadro normativo metta fine a una situazione rimasta irrisolta per oltre tre decenni. In una nota ufficiale viene sottolineato che, dopo 34 anni, sono stati finalmente individuati criteri uniformi validi per tutti i dispositivi destinati al rilevamento automatico della velocità.
L’obiettivo dichiarato è quello di garantire regole omogenee sull’intero territorio, rendendo più chiaro il quadro relativo all’utilizzo degli strumenti di controllo della velocità.
Salvini: sicurezza stradale e regole trasparenti
Nel commentare gli effetti della riforma, il ministro Matteo Salvini ha ribadito la necessità di mantenere alta l’attenzione sulla sicurezza stradale attraverso misure chiare e che devono essere rispettate dagli automobilisti.
Allo stesso tempo, il titolare del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti ha sottolineato come i controlli non debbano trasformarsi in uno strumento poco trasparente per fare cassa a discapito dei cittadini. Secondo quanto evidenziato dal Mit, l’introduzione di criteri univoci punta proprio a garantire maggiore certezza nell’impiego dei dispositivi di rilevamento automatico.
Veneto, il quadro aggiornato dei dispositivi
Con l’entrata in vigore della riforma, il Veneto presenta quindi un nuovo assetto dei sistemi di controllo della velocità. I dati aggiornati indicano che i dispositivi complessivamente installati sono 464, mentre quelli attualmente omologati sono 380. I restanti 84 sono stati spenti in conseguenza dell’applicazione delle nuove disposizioni.
Si tratta di un cambiamento che modifica il quadro operativo dei controlli automatici nella regione e che rappresenta una delle prime ricadute concrete della riforma annunciata dal Ministero.















