Carabinieri tenenza di Oderzo - foto di repertorio
Carabinieri tenenza di Oderzo - foto di repertorio

Nella giornata del 12 giugno 2025, i Carabinieri della Tenenza di Oderzo hanno eseguito
un’ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa dal G.I.P. del Tribunale di Treviso
su richiesta della Procura della Repubblica, nei confronti di Mohamed Diarra, cittadino
del Mali di 31 anni, senza fissa dimora e con pregiudizi di polizia.
Il provvedimento restrittivo è giunto al termine di un’articolata attività investigativa che ha
consentito di raccogliere gravi elementi indiziari a carico del soggetto, ritenuto presunto
autore di una sequenza di episodi criminosi verificatisi nel comune di Oderzo nel corso
della prima settimana di giugno.
Le contestazioni mosse a Diarra riguardano più fatti distinti, ovvero:
– il 3 giugno 2025 è stato individuato all’interno di locali comunali in stato di abbandono,
nell’area dell’ex Caserma Zanusso, e deferito in stato di libertà per il reato di invasione
di terreni o edifice;
– il 5 giugno 2025 si è reso responsabile, nei pressi della “Pizzeria Ai 4 Cantoni” di
Oderzo, del furto di un accendino ai danni di una minore di 16 anni residente in zona,
alla quale avrebbe poi avvicinato la fiamma accesa all’orecchio, minacciandola
verbalmente prima di darsi alla fuga;
– l’8 giugno 2025 ha avvicinato una donna di 27 anni, residente a Vico del Gargano
(FG) e domiciliata a Oderzo, che si trovava da sola nei giardini pubblici “Ca’ Diedo”,
tentando di costringerla a un rapporto sessuale sotto la minaccia di un coltello. La
vittima è riuscita a fuggire grazie all’intervento di alcuni passanti.
Alla luce della gravità e reiterazione delle condotte, l’Autorità Giudiziaria ha disposto la
custodia cautelare in carcere, eseguita dai Carabinieri di Oderzo nella mattinata odierna.
DIARRA Mohamed è stato tradotto presso la Casa Circondariale di Treviso, a disposizione
dell’Autorità Giudiziaria.
Si precisa che per il principio costituzionale della presunzione d’innocenza, la
responsabilità del soggetto nei fatti contestati sarà accertata solo all’esito di sentenza di
condanna definitive.