La Biennale Arte 2026 si prepara a concludere la sua 61ª Esposizione Internazionale d’Arte con dieci giorni di performance, conferenze, dibattiti e incontri all’Arsenale di Venezia. Dal 13 al 22 novembre, la mostra In Minor Keys, ideata da Koyo Kouoh, propone un programma pubblico che coinvolgerà artisti, curatori e organizzazioni culturali provenienti da tutto il mondo. Tra gli appuntamenti più attesi figura la performance conclusiva di Laurie Anderson, domenica 22 novembre alle ore 16, mentre un’Assemblea internazionale riunirà dieci organizzazioni guidate da artisti e collettivi. Il programma affronterà temi come la memoria, l’identità, la libertà, l’ambiente e la trasmissione della conoscenza.
Biennale Arte 2026, dieci giorni di eventi all’Arsenale di Venezia
L’ultimo periodo di apertura della Biennale Arte 2026 sarà dedicato al confronto tra linguaggi artistici e prospettive culturali differenti. Gli spazi dell’Arsenale ospiteranno performance dal vivo, conferenze e tavole rotonde, con protagonisti provenienti da diversi continenti.
La programmazione riflette i temi centrali di In Minor Keys, la mostra di Koyo Kouoh, e intende ampliare il dialogo tra le opere esposte e il pubblico.
Tra gli artisti coinvolti figurano Laurie Anderson, Ziad Antar, rana elnemr, Natalia Lassalle-Morillo, Sofía Gallisá Muriente, Clarissa Herbst, Tammy Nguyen, Hagar Ophir, Yo-E Ryou, Dominique Rust, Lerato Shadi e Nathalie Vairac.
Gli appuntamenti si svolgeranno in diversi spazi dell’Arsenale, tra cui le Corderie, le Tese dei Soppalchi, le Artiglierie, la Sala d’Armi E e il Teatro Piccolo Arsenale.
Laurie Anderson chiude la Biennale Arte 2026 il 22 novembre
Uno degli eventi principali del programma sarà la performance di Laurie Anderson, prevista per domenica 22 novembre alle ore 16 alle Tese dei Soppalchi.
L’artista statunitense presenterà In This World, una performance solista di 90 minuti che intreccia musica, narrazione e proiezioni video.
Il lavoro prosegue la ricerca sviluppata attraverso le installazioni Notebook e All In Your Head, già presentate all’Arsenale nell’ambito della Biennale Arte 2026.
L’appuntamento rappresenterà l’evento conclusivo del programma pubblico della 61ª Esposizione Internazionale d’Arte, che terminerà proprio il 22 novembre.
Biennale Arte 2026, un’Assemblea con dieci organizzazioni internazionali
Una delle iniziative più significative sarà l’Assemblea dedicata alle organizzazioni culturali guidate da artisti e collettivi, distribuita su più giornate.
Il progetto riunirà dieci realtà provenienti da contesti geografici e sociali differenti, accomunate dall’impegno nella formazione, nella ricerca artistica e nella costruzione di comunità culturali.
Sei organizzazioni erano state invitate direttamente da Koyo Kouoh a partecipare alla Mostra: Denniston Hill negli Stati Uniti, RAW Material Company in Senegal, GAS Foundation in Nigeria, lugar a dudas in Colombia, blaxTARLINES in Ghana e Nairobi Contemporary Art Institute in Kenya.
A queste si aggiungeranno Dar Jacir di Betlemme, Fresh Milk delle Barbados, Picha Collective della Repubblica Democratica del Congo e Gudskul dell’Indonesia.
Il confronto affronterà le modalità attraverso le quali l’arte può favorire apprendimento, collaborazione, trasmissione della conoscenza e nuove forme di relazione tra persone e territori.
L’Assemblea riprende anche lo spirito di RAW Material Company, lo spazio fondato da Koyo Kouoh a Dakar come luogo di incontro, ricerca e scambio culturale.
Dal 13 al 15 novembre, performance e incontri sulla memoria
Il programma inizierà venerdì 13 novembre alle ore 11, nella Sala d’Armi E, con Assembly – Day 1: Seeding Resilience, un dibattito dedicato alla nascita e alla crescita delle organizzazioni culturali indipendenti.
Alle 16.30, alle Tese dei Soppalchi, Tammy Nguyen presenterà Timaeus and the Teacher: Foreword, una performance che unisce musica, danza e narrazione per riflettere sull’appartenenza nazionale e sull’esperienza della migrazione.
Sabato 14 novembre, alle 11, il filosofo ed economista Felwine Sarr terrà la conferenza To Inhabit the World, dedicata ai concetti di ospitalità, mobilità e relazioni culturali.
Nel pomeriggio proseguirà l’Assemblea, mentre alle 15, alle Artiglierie, Hagar Ophir presenterà Report on a Séance: Bound with the Living, Gathering in Venice. L’opera esplora le storie nascoste degli oggetti attraverso registrazioni e materiali raccolti durante una seduta collettiva.
Domenica 15 novembre, alle 11, la tavola rotonda Saudade approfondirà il tema dell’eredità artistica e della memoria, ricordando figure come Issa Samb, Beverly Buchanan, Nancy Brooks Brody, Seyni Awa Camara e Pauline Oliveros.
Alle 14.30 si svolgerà il terzo appuntamento dell’Assemblea, Epistemic Disobedience, dedicato ai diversi modi di produrre e trasmettere conoscenza.
Dal 16 al 19 novembre, identità, ambiente e trasformazioni sociali
Lunedì 16 novembre, alle 15.30 al Teatro Piccolo Arsenale, Natalia Lassalle-Morillo e Sofía Gallisá Muriente presenteranno Tactics of Transmission.
La performance affronta il rapporto tra archivi museali, colonialismo e patrimonio culturale, interrogandosi sulle possibilità di restituire alle comunità le storie e i materiali custoditi nelle istituzioni.
L’appuntamento sarà replicato martedì 17 novembre alle ore 11.
Sempre il 17 novembre, alle 14, Clarissa Herbst e Dominique Rust proporranno Whiteout, una riflessione performativa sulle relazioni tra corpi, culture e tempo.
Alle 16 sarà invece protagonista Ziad Antar con Bladder Diplomacy, un lavoro che intreccia vicende familiari, agricoltura e trasformazioni ambientali nel Mediterraneo orientale. La performance sarà replicata mercoledì 18 novembre.
Il 18 novembre, alle 11, rana elnemr presenterà The Newborn Birthchart, un’opera partecipativa che coinvolge il pubblico attraverso letture, canti e suggestioni legate alla memoria dei paesaggi naturali.
Giovedì 19 novembre, alle 11.30, Nathalie Vairac porterà in scena Uppu, una performance dedicata al sale come elemento essenziale della vita e simbolo di connessione tra gli esseri umani.
Nel pomeriggio, alle 16, Bjørn Schaeffner approfondirà la cultura dei club svizzeri degli anni Ottanta e il suo rapporto con le trasformazioni sociali.
Biennale Arte 2026, gli ultimi eventi del 20 e 21 novembre
Il programma proseguirà venerdì 20 novembre con Breath Orchestra: Score for Silence di Yo-E Ryou, alle ore 14 e 17 alle Corderie dell’Arsenale.
La performance prende spunto dalle tradizioni delle Haenyeo, le donne coreane che praticano l’immersione in apnea per raccogliere risorse marine. Attraverso il respiro e l’ascolto, l’opera esplora il rapporto tra corpo, ambiente e conoscenza collettiva.
Alle 16, al Teatro Piccolo Arsenale, Frieda Ekotto terrà una conferenza sulle pratiche di riparazione e rigenerazione nelle opere di Otobong Nkanga e Ibrahim Mahama.
Sabato 21 novembre, Yo-E Ryou replicherà la propria performance alle 11 e alle 14.
Alle 12, nella Sala d’Armi E, Lerato Shadi presenterà Unfolding, un’azione collettiva nella quale i partecipanti si passeranno una pietra avvolgendola progressivamente con lana rossa. Il gesto diventerà una rappresentazione della memoria e della trasmissione dei saperi.
Alle 16, Tarek El-Ariss terrà la conferenza Emptying the Jars of War, or How We Learned to Love Nature, dedicata alle relazioni tra guerra, ambiente e sopravvivenza.
Il giorno successivo, la performance di Laurie Anderson chiuderà il calendario.
Biennale Arte 2026, biglietti e informazioni per partecipare
La 61ª Esposizione Internazionale d’Arte resterà aperta fino a domenica 22 novembre 2026, mentre il programma conclusivo si svolgerà dal 13 al 22 novembre negli spazi dell’Arsenale.
Per partecipare agli appuntamenti sarà necessario possedere un biglietto valido per la Biennale Arte 2026.
Fanno eccezione gli incontri organizzati al Teatro Piccolo Arsenale, a ingresso gratuito fino a esaurimento dei posti disponibili.
Il calendario completo, le eventuali variazioni e le informazioni sui biglietti sono disponibili sul sito ufficiale della Biennale di Venezia.
Con questo programma, In Minor Keys si avvia alla conclusione trasformando gli ultimi giorni di apertura in un’occasione di incontro tra artisti, studiosi e pubblico internazionale.
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