Bpvi avvia l’azione di responsabilità

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Seimila i reclami per Bpvi. Sarà lo studio milanese Gatti Pavesi Bianchi ad occuparsi dell’azione di responsabilità per la Bovi. Lo conferma il presidente Gianni Mion, eletto ieri dal primo Cda del nuovo corso Atlante. Un board fiume, durato quasi nove ore. «Sono dell’idea che un Cda debba durare massimo tre ore» conferma Mion alla fine di una lunga giornata, definendosi «stanco e preoccupato»: «Il fatto che sia durato nove ore, dimostra che vi sono molti problemi. Sono confortato dal management e dall'alto livello del Cda, mi preoccupano le situazioni nel territorio che abbiamo ascoltato in assemblea. Dobbiamo fare qualcosa».

 

Prima Mossa

Un primo atto c’è: la delibera per il mandato allo studio legale e Mion fa un nome: Gatti Pavesi Bianchi e poi specifica: «Non è quello che abbiamo trovato nel dossier dell’ultimo consiglio». Il board promette l'avvio dei tavoli di conciliazione quanto prima. Bpvi conta qualcosa come 6 mila reclami. E si partirà dagli scavalcati nell'ordine di vendita. «Mai ristoreremo quello che è accaduto perché non sarebbe possibile, faremo il massimo sforzo. La banca deve ripartire» annuncia Francesco Iorio, confermato ad. «I clienti devono capire che è cambiato tutto, è come se avessimo fatto una banca completamente nuova» precisa il vicepresidente Salvatore Bragantini, « nessuno è compromesso con il passato». Cambiare è la parola d’ordine e non sono escluse novità come ai vertici di Banca Nuova dove siede ancora Marino Breganze, che era nel precedente Cda nonché vice di Gianni Zonin. «I clienti possono ora fidarsi della banca» continua Bragantini. La fiducia, per l’appunto.

La fiducia

Iorio spiega che «da fine anno gli indicatori di liquidità non sono mai andati sotto il limite e che nell'ultimo mese la raccolta è in crescita». «Dopo l'aumento di capitale» ha detto il ceo, «si è tornati a lavorare a pieno regime». Nessun dato per ora: la semestrale è attesa a settembre: «Siamo in fase di riavvio per la parte ricavi ma non abbiamo problematiche» spiega Iorio, citando un’ispezione in corso della Bce sul credito. «Dura da due mesi», aggiunge. Poi: «Quanto a nuovo credito siamo fermi, ricordo però che nel 2015 pur essendo martoriati abbiamo dato 2,7 miliardi di nuovi crediti, molti prendevano ma pochi depositavano: la fiducia ora deve essere bilaterale». Per i deteriorati il board ha annunciato ieri di aver dato mandato all'ad di ingaggiare un advisor per valutare eventuali offerte. «Se Atlante avrà delle idee», dice Mion, «valuteremo tutte le proposte che arriveranno». Mion chiede anche le dimissioni dei vertici della Fondazione Roi, «sarebbero opportune»; poi c'è il nodo Cattolica e Bragantini annuncia che «si sta cercando di affrontare il problema ma la materia è complessa». Nessuna fusione, intanto all'orizzonte. Bragantini dice «potrebbe». Mion afferma che «nei tempi brevi non si risolve mai nulla».

Il Cda di ieri

A Vicenza ieri, si sono nominati anche i comitati di aiuto al Cda: strategico, controllo e rischi, remunerazione, nomine e amministratori indipendenti. Al Cda era presente anche l'avvocato del Fondo Atlante Alessandro De Nicola. «D’ora in poi ci saranno due consigli al mese» chiude Mion pronto a partire per una crociera nel Nord Europa. «Vado in vacanza, da borghese» chiude, salutando.

Gian Nicola Pittalis

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