cardiochirurgia, sanità veneta, Treviso

Cardiochirurgia d’eccellenza: salvato un paziente con quattro tumori al cuore

La cardiochirurgia torna protagonista in Veneto grazie a uno straordinario intervento eseguito all’ospedale Cà Foncello di Treviso, dove un’équipe multidisciplinare è riuscita a salvare la vita a un paziente affetto da una rarissima patologia genetica. La scoperta di ben quattro tumori al cuore ha reso il caso clinico uno dei più complessi affrontati negli ultimi anni, trasformando quella che inizialmente sembrava una semplice anomalia cardiaca in una sfida medica ad altissimo rischio.

L’operazione, definita di estrema complessità clinica, rappresenta un nuovo traguardo per la cardiochirurgia veneta e conferma il livello di eccellenza raggiunto dalla sanità regionale. Determinanti sono stati la prevenzione, l’approfondimento diagnostico e la capacità dei medici di individuare una situazione eccezionalmente rara partendo da un semplice battito irregolare.

A sottolineare il valore del risultato raggiunto è stato il Presidente della Regione Veneto, Alberto Stefani, che ha espresso il proprio plauso ai professionisti coinvolti: “Al Cà Foncello di Treviso, i sanitari hanno ottenuto un successo senza precedenti, salvando la vita a un paziente con la prevenzione, con approfondimenti rigorosi, con una diagnosi molto difficile e con un intervento chirurgico di estrema complessità clinica e ad alto rischio”.

Diagnosi difficile e lavoro multidisciplinare decisivi

L’intero percorso clinico è stato caratterizzato da un approfondimento costante e da una collaborazione tra diverse specializzazioni mediche. La multidisciplinarietà si è infatti rivelata decisiva per arrivare a una diagnosi precisa e pianificare un intervento altamente delicato.

Secondo quanto evidenziato dal Presidente Stefani, il caso è stato risolto grazie al lavoro congiunto del primario di cardiologia Carlo Cernetti e del primario di cardiochirurgia Giuseppe Minniti. Un coordinamento che ha permesso di affrontare ogni fase del percorso terapeutico con la massima accuratezza.

“Le neoplasie sono state rimosse con rara perizia – ha dichiarato Stefani – ma l’intero caso è stato risolto grazie al lavoro multidisciplinare del primario di cardiologia Carlo Cernetti e di quello di cardiochirurgia Giuseppe Minniti. La multidisciplinarietà si è confermata anche stavolta l’approccio migliore e il malato ha ricevuto davvero le migliori cure possibili”.

La scoperta della patologia è avvenuta in seguito ad accertamenti eseguiti dopo la rilevazione di un battito cardiaco irregolare. Da quel primo segnale, i clinici hanno avviato un lungo e complesso percorso diagnostico che ha consentito di individuare i quattro tumori e la rara origine genetica della malattia.