Panifici in Veneto, un patrimonio artigianale che continua a garantire qualità e un servizio quotidiano alle comunità, ma che deve affrontare nuove sfide. La regione conta oggi 1.243 imprese di panificazione e 6.057 addetti. Tuttavia, il comparto registra una contrazione del 2,2% nel numero delle attività, accompagnata da una crescente difficoltà nel trovare personale qualificato.
A fotografare la situazione è Confartigianato Imprese Veneto, in occasione della Giornata mondiale del pane. I dati raccontano un settore profondamente radicato nel territorio, che conserva un ruolo importante nella vita delle comunità locali. Allo stesso tempo, però, emerge la necessità di tutelare un mestiere che rischia di perdere progressivamente nuove professionalità.
Panifici in Veneto: Venezia guida la classifica provinciale
La distribuzione territoriale delle imprese conferma la presenza capillare della panificazione artigianale nelle sette province venete.
Venezia occupa il primo posto per numero di attività, seguita da Treviso e Padova. Verona e Vicenza presentano numeri molto vicini, mentre Rovigo e Belluno registrano una presenza più contenuta.
Ecco la distribuzione provinciale delle imprese di panificazione:
| Provincia | Numero di imprese |
|---|---|
| Venezia | 261 |
| Treviso | 225 |
| Padova | 220 |
| Verona | 202 |
| Vicenza | 197 |
| Rovigo | 71 |
| Belluno | 67 |
| Totale Veneto | 1.243 |
Il calo regionale del 2,2% rappresenta un segnale da monitorare, senza necessariamente interpretarlo come un’emergenza. Confartigianato richiama infatti l’attenzione soprattutto sulla necessità di garantire continuità a un’attività che unisce produzione alimentare, competenze manuali e servizio di prossimità.
Panifici in Veneto, il problema dei nuovi fornai: il 58% è difficile da trovare
Accanto alla diminuzione delle attività emerge una seconda criticità: la difficoltà delle aziende nel reperire lavoratori.
Nel 2025, le imprese venete hanno programmato 380 nuove entrate di panificatori. Di queste, il 58% è risultato difficile da reperire. Un dato significativo, che evidenzia quanto sia complesso assicurare il ricambio professionale all’interno del comparto.
In particolare, nel 47,5% dei casi la difficoltà deriva dalla mancanza di candidati.
Il problema non riguarda esclusivamente chi produce pane. Anche il settore della pasta presenta difficoltà analoghe: sulle 600 entrate programmate per i pastai, il 63% è risultato difficile da reperire.
Questi numeri mettono in evidenza una questione centrale per il futuro dell’artigianato alimentare: la disponibilità di persone interessate ad apprendere e svolgere mestieri che richiedono preparazione, esperienza e abilità manuali.
La difficoltà di reperimento del personale si affianca quindi alla lenta contrazione delle imprese, rendendo ancora più importante la valorizzazione delle competenze professionali.
Pane artigianale, la campagna di Confartigianato per valorizzare il mestiere
In occasione della Giornata mondiale del pane, Confartigianato Imprese Veneto ha promosso una campagna dedicata alle caratteristiche che distinguono il pane artigianale.
L’iniziativa punta a valorizzare il lavoro dei panificatori e, contemporaneamente, ad aiutare i consumatori a riconoscere una pagnotta che nasce dal sapere artigiano.
La qualità del prodotto, infatti, non dipende soltanto dagli ingredienti utilizzati. Entrano in gioco anche la conoscenza delle materie prime, il rispetto dei tempi di lavorazione e le competenze maturate attraverso l’esperienza.
A sottolinearlo è Ruggero Garlani, presidente della categoria Panificatori di Confartigianato Imprese Veneto:
«Il pane artigianale non è soltanto un prodotto, ma il risultato di un lavoro che mette insieme conoscenza delle materie prime, rispetto dei tempi e abilità manuale».
Un messaggio che richiama l’importanza di riconoscere il valore professionale di chi lavora quotidianamente nei laboratori di panificazione.
Giornata mondiale del pane: una riflessione sul futuro dell’artigianato
La ricorrenza rappresenta anche un’occasione per riflettere sulle prospettive di un comparto che continua a svolgere una funzione importante nei territori.
La riduzione del numero delle imprese e la difficoltà nel trovare nuovi lavoratori costituiscono due aspetti strettamente collegati al futuro della professione.
Per questo motivo, la valorizzazione del mestiere assume un significato che va oltre la semplice promozione commerciale. Significa riconoscere le conoscenze, la manualità e il lavoro quotidiano necessari per realizzare un prodotto profondamente legato alle abitudini alimentari delle comunità.
La campagna promossa da Confartigianato vuole inoltre rafforzare la consapevolezza dei consumatori rispetto alle caratteristiche della produzione artigianale.
Per approfondire altre notizie dedicate all’economia e alle attività produttive del territorio è possibile consultare gli aggiornamenti su Notizie Plus.
Il futuro dei panifici in Veneto passa dunque anche dalla capacità di trasmettere il valore di questo mestiere alle nuove generazioni. Le 1.243 imprese attive e i loro 6.057 addetti rappresentano una realtà che, nonostante la graduale contrazione, continua a garantire qualità, competenza e un servizio quotidiano alle comunità venete.















