La presidente del Coordinamento LGBTE Treviso, Michela Nieri
La presidente del Coordinamento LGBTE Treviso, Michela Nieri

La tendenza è chiara: anche nella Marca Trevigiana le coppie omosessuali che decidono di ricorrere allo strumento dell’Unione Civile stanno aumentando di anno in anno. I dati pubblicati dall’ISTAT indicano un numero complessivo più che raddoppiato in sei anni . Si passa da 201 persone unite civilmente nella provincia nel 2019, alle 432 del 2024 (ultimo aggiornamento disponibile). Si tratta oggi di uno strumento utilizzato in prevalenza dagli uomini, meno dalle donne (rispettivamente 293 e 139, dato 2024).

La crescita riguarda anche la sola città di Treviso , anche se con un trend di aumento inferiore rispetto alla media provinciale. Si è passati da 59 persone unite civilmente nel 2019 alle 86 del 2024, di cui 65 uomini e 21 donne. Dati in crescita anche in tutte le altre maggiori città della Marca. A Conegliano si è passati dal 8 del 2019 a 21 del 2024. A Castelfranco Veneto da 4 a 14 in sei anni. Montebelluna cresce da 7 a 14, Vittorio Veneto da 2 a 10. Oderzo passa da 4 a 6, mentre Mogliano Veneto da 7 a 22 (dato triplicato).

Per quanto riguarda le fasce di età , i dati relativi all’intero territorio provinciale indicano chiaramente una prevalenza di persone che si uniscono civilmente nella fascia d’età tra i 26 e 55 anni (289 su 432 al 2024) , cui segue la fascia 56-70 (108 persone su 432), la fascia over 70 (32). Ultima, infine, la fascia più giovane, 18-25 anni (solo 3 persone).

Se le Unioni Civili crescono in tutta la provincia, di contro sta diminuendo il numero delle persone coniugate, ovvero sposate . Erano 419.236 nel 2019, mentre nel 2024 si è scesi a 397.211. Cresce anche il numero complessivo dei divorziati : 26.424 nel 2019, 33.617 nel 2024.

A raccogliere i dati e fotografare la situazione, il Coordinamento LGBTE di Treviso , che da dodici anni propone attività di informazione, lotta alle discriminazioni, prevenzione e promozione dei diritti civili, operando per l’affermazione individuale e collettiva delle persone lesbiche, gay, bisessuali, trans*, queer, intersessuali e asessuali all’interno della comunità trevigiana.

“La scelta di giungere all’Unione civile sta aumentando, si tratta dunque di uno strumento giuridico valido utilizzato sempre di più da coppie dello stesso sesso che vogliono formalizzare la propria relazione – dice Michela Nieri, presidente del Coordinamento LGBTE di Treviso -. Questo però non basta, perché le coppie in un’unione civile non hanno gli stessi diritti delle coppie sposate. Il nostro appello è di poter arrivare quanto prima anche in Italia al matrimonio egualitario , grazie al quale le coppie omossessuali hanno gli stessi diritti delle coppie di persone di diverso Anche quello di adottare dei figli. Già 130 nazioni nel mondo lo riconoscono, tra cui 17 in Europa Crescere un figlio nell’ambito di una coppia omosessuale è qualcosa che esiste già tutti i giorni in tutto il mondo. l’Italia: è amore che l’ordinamento deve legittimare e tutelare, tra le persone che si scelgono e verso i figli che si crescono insieme”.