Donne in agricoltura sempre più protagoniste del settore
Donne in agricoltura sempre più protagoniste del sistema agroalimentare italiano. Il loro ruolo cresce costantemente e oggi rappresenta una componente fondamentale per lo sviluppo delle campagne e delle filiere produttive. Secondo i dati diffusi da Coldiretti, in Italia operano quasi 200 mila imprenditrici agricole, pari a circa il 28% delle aziende del comparto.
Questo dato colloca l’agricoltura tra i settori con la più alta partecipazione femminile nel Paese. Inoltre, molte imprese guidate da donne si distinguono per innovazione, multifunzionalità e attenzione alla sostenibilità. Dalla vendita diretta agli agriturismi, passando per l’agricoltura sociale e la trasformazione dei prodotti, l’agricoltura al femminile continua infatti a generare nuovi modelli di sviluppo rurale.
Non a caso, circa il 60% delle aziende agricole guidate da donne investe in agricoltura sostenibile e in pratiche green. Parallelamente cresce anche il livello di formazione: una imprenditrice su quattro possiede una laurea. Questo elemento rafforza la competitività del settore e favorisce l’adozione di tecnologie innovative.
Il contributo delle donne in agricoltura alla sicurezza alimentare
Il valore strategico delle donne in agricoltura è stato al centro di un incontro organizzato alla FAO in vista della Giornata internazionale della donna dell’8 marzo. L’evento ha riunito istituzioni, organizzazioni internazionali e rappresentanti del mondo rurale con un obiettivo chiaro: valorizzare il ruolo femminile nei sistemi agroalimentari globali.
Durante il confronto, le rappresentanti di Coldiretti hanno sottolineato l’importanza dell’agricoltura al femminile per rafforzare la sicurezza alimentare e sostenere le comunità rurali. Tra gli interventi principali quelli di Mariafrancesca Serra, presidente nazionale delle Donne Coldiretti, e di Dominga Cotarella, presidente di Campagna Amica e Terranostra.
Entrambe hanno evidenziato come le imprenditrici agricole contribuiscano non solo alla competitività economica, ma anche alla vitalità sociale dei territori. Di conseguenza, sostenere l’accesso delle donne a risorse, diritti e opportunità rappresenta una priorità per il futuro dell’agricoltura.
Storie di imprenditrici agricole che innovano il territorio
Le esperienze raccontate da Coldiretti mostrano un’Italia rurale dinamica e proiettata verso il futuro. Diverse storie dimostrano come le donne in agricoltura sappiano coniugare tradizione, innovazione e responsabilità sociale.
In Calabria, ad esempio, Stefania Mazzotta ha trasformato la propria azienda in un presidio contro il caporalato. In Trentino, invece, Miriam Zenorini utilizza l’agricoltura come strumento di inclusione sociale. Nel frattempo, in Toscana Bianca Mascagni applica droni e tecnologie di precisione negli uliveti.
Anche l’Umbria offre un esempio originale. Qui Flavia Sbrolli utilizza le piante per produrre colori naturali destinati ai tessuti, creando un ponte tra agricoltura e design. Queste esperienze dimostrano come l’agricoltura sostenibile possa diventare anche motore culturale ed economico.
Veneto e Nord Italia: l’esercito rosa dell’agricoltura al femminile
Il Veneto rappresenta uno dei territori più attivi per la crescita dell’agricoltura al femminile. In questa regione, il cosiddetto “esercito rosa” di Coldiretti costituisce circa il 50% delle imprese agricole femminili registrate alle Camere di Commercio.
Le donne in agricoltura operano ogni giorno nei mercati di Campagna Amica a chilometro zero, nelle fattorie didattiche e sociali, negli agriturismi e nelle cantine. Inoltre gestiscono stalle e aziende agricole garantendo prodotti di qualità e un forte legame con il territorio.
Parallelamente, molte imprenditrici assumono ruoli di rappresentanza nelle organizzazioni agricole e nelle comunità locali. Questo impegno contribuisce alla tutela del paesaggio rurale e allo sviluppo economico delle aree interne.
Pastorizia e tradizioni: il valore delle donne in agricoltura
Un ruolo importante riguarda anche la pastorizia e la gestione dei pascoli. Nel contesto dell’Anno internazionale dedicato a questi ambiti dalle Nazioni Unite e dalla FAO, l’attenzione si concentra sulle donne che lavorano nelle aree montane.
Pastore e malgare portano avanti progetti di vita e professionali che preservano tradizioni secolari. Allo stesso tempo, introducono innovazioni utili per migliorare produttività e sostenibilità. In questo scenario rientrano anche le donne impegnate nella pesca e le collaboratrici delle aziende agricole.
Queste figure chiedono da tempo il pieno riconoscimento dei loro diritti, a partire dalla previdenza assicurativa. Nonostante la loro presenza spesso discreta, le donne in agricoltura restano custodi del territorio e promotrici di un sistema alimentare di qualità.















