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Egonu trascina Milano e gela il Palaverde

Egonu protagonista assoluta di una serata che ha ribaltato ogni previsione. E’ stata lei a guidare la Numia Vero Volley Milano a un successo pesantissimo al Palaverde, imponendosi per 3-1 (20-25, 25-20, 28-30, 20-25) contro la Prosecco DOC A. Carraro Imoco Conegliano. Davanti a oltre 5.000 spettatori, accorsi per celebrare quello che poteva essere il match-point scudetto, le Pantere hanno invece offerto una prestazione opaca, incapace di chiudere una serie che sembrava ormai indirizzata.

La vittoria di Milano riapre completamente i giochi, trasformando una finale che appariva a senso unico in una sfida nuovamente incerta. Dopo due gare dominate, Conegliano ha mostrato crepe evidenti sotto pressione, perdendo lucidità e identità nei momenti chiave.

Prestazione dominante di Egonu: 34 punti e leadership

A fare la differenza è stata una prestazione straordinaria di Egonu, capace di mettere a referto 34 punti e trascinare le compagne con una determinazione che è mancata alle avversarie. L’opposta azzurra ha messo in crisi la difesa veneta, risultando imprendibile nei momenti decisivi.

Dall’altra parte, Isabelle Haak ha provato a tenere in piedi Conegliano con 27 punti, ma è rimasta troppo spesso isolata. Le schiacciatrici Zhu (8 punti) e Gabi (10 punti) non sono riuscite a incidere, soffrendo il muro milanese e pagando anche una serata negativa al servizio, con ben 17 errori complessivi. Un dato che pesa enormemente in una finale scudetto.

Il terzo set decisivo e il crollo di Conegliano

Il match ha raccontato chiaramente le difficoltà delle gialloblù. Dopo un primo set perso senza reagire, Conegliano aveva dato segnali di ripresa nel secondo parziale grazie ai muri di Fahr e Chirichella, entrambe a quota 10 punti.

Ma il momento cruciale è arrivato nel terzo set, quando le venete hanno sprecato diverse occasioni, lasciando spazio al ritorno di Milano fino al 28-30. Un passaggio chiave che ha segnato l’inerzia dell’intera partita. Nel quarto set, infatti, la squadra di Santarelli è apparsa scarica, subendo fin dall’inizio e non riuscendo più a rientrare in partita.

Fragilità mentale e pressione crescente

I tentativi di cambiare l’inerzia con le sostituzioni non hanno prodotto effetti concreti. Anche nei momenti in cui Conegliano si è riavvicinata, come sul 18-20, è mancata la capacità di completare la rimonta. Milano, invece, ha gestito con lucidità, chiudendo il match e dimostrando grande solidità.

Il risultato evidenzia una fragilità mentale preoccupante per Conegliano, che ora si trova a dover affrontare una pressione completamente diversa rispetto alle prime due gare. Milano ha dimostrato che, con una Egonu in questo stato di forma, può mettere in crisi anche il sistema di gioco più rodato.

Serie riaperta: ora tutto si decide a Milano

La finale scudetto cambia volto. Il successo esterno di Milano trasforma il prossimo appuntamento in una sfida decisiva, con la pressione tutta sulle spalle di Conegliano. Servirà molto più del talento individuale per chiudere la serie.

La finale è più aperta che mai e il verdetto, dopo questa notte, è tutt’altro che scritto.